Ai campioni dello sport interessa solo vincere. E a chi vince non importa chi arriva secondo. Di solito è così anche in politica. Anche per le primarie del partito democratico. Non c’era "bisogno" di Renato Mannheimer per capire, a meno di due mesi dalle primarie per la leadership del Pd, chi è il super favorito. Un nome solo è al comando, Veltroni. Che il 14 ottobre giungerà solitario al traguardo. Non c’è competizione. Né sui candidati, molto diversi fra loro ma politicamente e organizzativamente deboli rispetto al sindaco di Roma. Né sui programmi, tutti inadeguati, appiattiti e fumosi. Comunque per i "secondi", arrivare alle spalle del sindaco di Roma ha un significato politico non di poco conto. E’ una cambiale da mettere poi all’incasso, nel nuovo partito e a livello di governo. Vale per Enrico Letta e Rosy Bindi, ma anche per gli altri competitors.
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