Uno alla volta, i tessitori del nuovo “centro” escono allo scoperto. Uomini diversi, stili diversi, esperienze diverse. Con un unico obiettivo: rifare un grande partito di centro moderato “all’antica” per riportare “a casa”, sotto lo stesso tetto, gli ex democristiani rifugiati da quasi 15 anni nella CdL o nell’Unione. Un grimaldello, almeno nelle intenzioni dei promotori, per far saltare il bipolarismo all’italiana che ha fin qui garantito l’alternanza ma non la governabilità capace di fare le riforme. Un nuovo partito ago della bilancia per la formazione di qualsiasi governo, in grado di dettare le condizioni sia destra che a sinistra.
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