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<title>Notizie.SEOwebbs / daiotto / Notizie votate</title>
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<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 16:20:44 -0800</pubDate>
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<title><![CDATA[Sul web le targhe dei clienti del sesso]]></title>
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<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 16:20:44 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Ad annunciarlo  il presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro   Roma - L'Italia dei Diritti passa alle vie di fatto. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro - da tempo impegnato nella sua lunga e personalissima lotta per arginare la piaga della prostituzione nelle strade romane - rende effettiva la clamorosa iniziativa di pubblicare le targhe dei clienti su un apposito blog denominato: targheclienti.wordpress.comDopo aver promosso questa drastica soluzione gi nei mesi scorsi, dopo aver pi volte richiesto agli organi competenti incontri istituzionali puntualmente rifiutati e dopo essersi dichiarato sempre disponibile a tutelare i diritti dei cittadini e della citt, De Pierro d seguito alla sua provocatoria proposta destinata sicuramente a far discutere, e comunque a sensibilizzare le autorit e l'amministrazione comunale su un problema che da troppo tempo affligge la capitale. &quot;Dopo aver atteso per molto tempo che le istituzioni mettessero un punto al fenomeno prostituzione nelle strade non possiamo aspettare oltre&quot; dichiara categorico il massimo esponente dell'Italia dei Diritti che poi aggiunge: &quot;Come gi annunciato pi volte ora  giunto il momento di pubblicare le targhe dei clienti con la zona e i riferimenti temporali&quot;. Poi, in relazione ai recenti provvedimenti presi dalla giunta di centro-destra, precisa il suo pensiero: &quot;L'ultima ordinanza, che nella propaganda dell'amministrazione comunale pare abbia ottenuto risultati stupefacenti, in realt ha creato solo un gran polverone senza debellare di fatto il fenomeno. Ad onor del vero bisogna ammettere che qualche lieve beneficio si  visto, con una riduzione del traffico automobilistico nelle zone tradizionalmente deputate al sesso a pagamento e una diminuzione stessa di prostitute e transessuali. In parte il fenomeno si  spostato nell'hinterland in quanto hanno desistito probabilmente i frequentatori pi occasionali ma non certo i clienti abituali, e di sicuro le multe non hanno spaventato lucciole e trans che si sono allontanati soltanto per una riduzione della domanda. Inoltre, sono stati sottratti preziosi uomini alle forze dell'ordine nel controllo del territorio e nella prevenzione dei reati pi gravi&quot;. Tuttavia, va fatta notare una singolare anomalia: in via Severini e piazzale Pascali, nella zona del mattatoio, le sanzioni colpiscono i clienti per questo reato ma non per quello di divieto di transito notturno che preclude la circolazione in quella strada. &quot;Tengo a precisare - prosegue De Pierro - che noi non siamo contrari alla prostituzione in s, bens allo sfruttamento e a tutti gli altri fenomeni criminosi, nonch ai pericoli socio-sanitari che orbitano intorno alla prostituzione in strada. Inoltre - e conclude con una precisazione sul provvedimento - sottolineo a scanso di equivoci che le uniche targhe che verranno pubblicate saranno quelle dei clienti che concluderanno la trattativa&quot;.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Sospeso a Ostia il processo contro Marco De Prosperis e Mario Vincis]]></title>
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<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 11:07:31 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Rimandati in procura, per un vizio formale nei capi di imputazione, gli atti del processo che vede coinvolto come parte lesa il presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro. Il giornalista aveva gi reso la sua deposizione, quando dall'escussione si  palesato l'errore accusatorio. L'accusa per gli imputati  di ingiurie, minacce e lesioniRoma - Era ancora al banco dei testi e stava terminando di esporre la sua versione dei fatti, il presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, quando  emerso che alcune delle lesioni oggetto del procedimento sarebbero da attribuire ad un imputato invece che all'altro, a cui erroneamente erano state ascritte. Il giudice ha cos sospeso alla terza udienza il processo che si stava celebrando ad Ostia e che vede imputati Marco De Prosperis e Mario Vincis, che secondo l'accusa avrebbero aggredito con ingiurie e minacce, procurandogli anche delle lesioni fisiche, il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti. Il reporter stava fotografando, il 12 ottobre 2005, un cartello che, secondo la denuncia presentata dallo stesso De Pierro, indicava l'inizio dei lavori in un cantiere allestito nella propriet della madre di De Prosperis, istallazione alla quale aveva appena provveduto Vincis, di professione muratore, che sembrava essere a capo dei vari operai che operavano nel cantiere. In base a quanto esposto dal denunciante erano in corso da circa sei mesi lavori edili di una certa entit e solo da tre mesi ed esattamente il 7 luglio era stata presentata una D.I.A. relativa a tali opere, e quindi secondo il Testo Unico sull'Edilizia legge 380/01, i lavori non avrebbero potuto aver luogo prima di un mese dalla presentazione, pur illegittima della denuncia di inizio attivit. Purtroppo per, n i vigili urbani, interessati da pi segnalazioni orali e scritte, n i dipendenti dell'Ufficio Tecnico del XIII Municipio avrebbero verificato tali condizioni, n tantomeno l'esposizione del cartello, dando il via ad una lunga e complessa storia fatta di omissioni e illeciti, su cui De Pierro, noto soprattutto per le sue numerose battaglie civili, contro le distorsioni sociali in tema di violazione dei diritti dei cittadini, tra l'altro avrebbe deciso di scrivere addirittura un libro. Dalla denuncia presentata si evince che il giornalista, tra l'altro direttore del noto portale di informazione Italymedia.it e voce storica di Radio Roma, sarebbe stato immediatamente aggredito verbalmente da Vincis con varie frasi ingiuriose e minacciose. La situazione sarebbe poi degenerata quando De Pierro, vista la presenza di un operaio straniero poco distante, manifestava le sue intenzioni di far intervenire una pattuglia delle forze dell'ordine, per verificare la regolarit della sua posizione. A quel punto l'operaio si sarebbe dileguato all'interno del cantiere, da cui sarebbe uscito De Prosperis, che, dopo aver apostrofato il presidente dell'Italia dei Diritti con numerose frasi ingiuriose, l'avrebbe colpito violentemente al viso. Subito dopo sarebbe uscito l'operaio di prima, e Vincis, per favorire la fuga di quest'ultimo, dopo essersi messo alla guida di un furgone bianco, avrebbe rischiato pi volte di investire il giornalista, che per evitare l'impatto si sarebbe procurato delle lesioni, per le quali era costretto a ricorrere alle cure dei sanitari.La prima udienza del processo si era conclusa con un rinvio di pi mesi per esperire un improbabile tentativo di riconciliazione, voluto fortemente dagli avvocati della difesa, nonostante il legale di parte civile, avvocato Fabio Mastrorosa, avesse sostenuto con decisione la mancanza di qualsiasi presupposto per tale esperimento. Infatti nessun segnale in tal senso sarebbe provenuto da parte degli imputati nel lasso di tempo trascorso fino alla seconda udienza. Nell'ultimo appuntamento, con gli imputati non presenti, che prevedeva l'escussione di De Pierro come teste, si era proceduto ad un ulteriore rinvio. Ora si ricomincia tutto di nuovo, dopo che la procura avr formulato i nuovi capi d'imputazione e le relative notifiche saranno giunte ai destinatari.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Vigili a casa di De Pierro: una coincidenza?]]></title>
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<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 06:24:45 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente di Italia dei Diritti: &quot; E' giusto effettuare verifiche, ma non comprendo come in passato lo stesso ufficio abbia potuto omettere di sanzionare tanti abusi e illeciti&quot;   Roma - Inizia alcuni mesi addietro la battaglia per la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e degli uffici tecnici, portata avanti con tenacia e convinzione incrollabili dall'Italia dei Diritti e dal suo presidente, Antonello De Pierro. In breve, il principio sostenuto dal movimento, che nella sua pur breve vita si  gi reso protagonista di molte iniziative in difesa dei diritti dei cittadini,  che i compiti delicati svolti dal personale di cui sopra, esigano una loro collocazione territoriale, che li renda di fatto neutrali ed imparziali rispetto al luogo ove operano.Dopo la protesta simbolica di De Pierro, che si incaten davanti al Comando Generale dei vigili di Roma, avvenne l'incontro con il vice comandante del corpo, Diego Porta, che manifest in quella occasione una apertura verso la soluzione proposta. In seguito, e per mesi, L'Italia dei Diritti ha cercato pi volte di ottenere un incontro col sindaco Alemanno per discutere della questione, ma i numerosi tentativi di contatto sono caduti nel vuoto finch, alcuni giorni fa, quando gi si annunciavano nuove manifestazioni e proteste, la segreteria del Campidoglio ha fatto sapere di aver dato delega a riguardo all'assessore al personale, Enrico Cavallari, da cui si aspetta la conferma per un incontro. A questo punto, si verifica un fatto singolare. Nella abitazione del presidente De Pierro, si svolgono da alcuni giorni dei lavori di ristrutturazione dell'intonaco esterno, regolarmente dichiarati, nel rispetto assoluto della legalit e in linea con la legge 626 per la sicurezza sul lavoro. Arriva sul posto un controllo da parte di alcuni vigili urbani, richiesto a loro dire da un privato, che naturalmente non pu che registrare la totale deferenza nei confronti della legge. Si apre dunque lo spazio per alcuni interrogativi, dalle parole dello stesso presidente De Pierro: &quot;Solo pochi giorni prima l'assicurazione che la questione dei vigili sarebbe stata affrontata al pi presto grazie all'intervento di Cavallari, ed oggi con una celerit che definire stupefacente  riduttivo (specie se ci riferiamo al corpo vigili del XIII municipio) ecco che si presentano alla mia porta! Ovvio, non  la verifica in s a turbarmi, chi come me rispetta rigorosamente le leggi non  della legge che si preoccupa, ma trovo che sia una bizzarra coincidenza il fatto che, dopo questa battaglia, promossa dall'Italia dei Diritti ed in cui io, in prima persona, mi sono esposto, improvvisamente questi diventino cos efficienti, quando ci sono montagne di esposti e di segnalazioni che giacciono ammucchiati da secoli sulle loro scrivanie. Per di pi ci  avvenuto all'indomani di un importate traguardo raggiunto, in un momento in cui lo sforzo si sta intensificando e a seguito di una petizione che ha gi permesso di raccogliere 30 mila firme. Voglio comunque credere a una coincidenza, nonostante la mole di abusi evidenti, che grazie ad atteggiamenti omissivi da parte dei vigili hanno favorito un alto numero di illeciti. Approfitto dell'occasione per ribadire che la nostra battaglia per ottenere un provvedimento che preveda la rotazione intermunicipale dei dipendenti degli uffici sopra citati continuer senza tregua e con decisione. Attendiamo fiduciosi l'incontro con Cavallari, che dovrebbe aver luogo nei prossimi giorni, perch il mio parere  che, se si vuol salvaguardare la legalit e l'imparzialit nell'espletamento delle funzioni di istituto, nonch l'immagine del corpo stesso, non si pu prescindere da tali spostamenti territoriali del personale in questione&quot;.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Meno cortei in centro, De Pierro risponde ad Alemanno]]></title>
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<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 08:05:30 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti: &quot;Un inconcepibile attacco alla libert d'espressione&quot;  Gianni AlemannoRoma - Regole per i cortei nel centro di Roma. Le chiede il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rilanciando l'idea di una sorta di codice di regolamentazione. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta cos la notizia: &quot;Sono assolutamente contrario a un'iniziativa di questo tipo. Si tratta di un attacco diretto alla libert di espressione, di pensiero e di opinione, sancita in maniera lapalissiana dalla Costituzione. Il sindaco Alemanno farebbe bene a fare un passo indietro, anche se in questi mesi gli riconosco di aver avuto un margine di tolleranza maggiore rispetto alla linea canonica della destra a cui ci ha abituati il governo centrale&quot;.Il sindaco di Roma ha riferito di aver scritto al prefetto per rilanciare il protocollo d'intesa firmato nel 2004 dai partiti e dai sindacati per una autodisciplina in tema di manifestazioni. Obiettivo dichiarato, limitarne il numero. &quot;E' impensabile imporre una limitazione agli atti di protesta - replica De Pierro - perch automaticamente si imbavaglierebbe l'espressione democratica. Ci avviene in genere all'inizio delle dittature, e sarebbe un percorso che viaggerebbe verso un pericoloso orizzonte sempre pi ristretto in tema di libert&quot;. &quot;Se uno manifesta - spiega il presidente dell'Italia dei Diritti - vuol dire che ha qualcosa per cui protestare. In questo senso l'imposizione di una limitazione sarebbe negativa, qualunque sia l'orientamento politico dell'esecutivo al potere. E' chiaro che in questo momento particolare di leggi impopolari, a chi governa farebbe comodo, dopo aver cercato di addormentare le coscienze, cucire la bocca e soffocare la voce dei pochi che hanno la capacit e la lucidit necessarie per reagire&quot;. Secondo De Pierro, per evitare le manifestazioni che stanno creando disagio ai cittadini romani, ci sarebbe una sola soluzione: &quot;Imparare a legiferare andando incontro alle esigenze del popolo e non bloccando chi esprime in maniera dissenziente il proprio pensiero&quot;.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Rotazione vigili, De Pierro si prepara alla4incontro con Cavallari]]></title>
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<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 23:37:02 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti: &quot;Apprezziamo la decisione di Alemanno di delegare la questione all'assessore e attendiamo fiduciosi&quot;Antonello De PierroRoma - &quot;Apprendiamo con grande piacere che, dopo un lungo silenzio, la questione da noi sollevata tempo fa e inerente alla necessit di applicare il metodo della rotazione periodica intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici,  stata demandata dal sindaco Alemanno all'assessore al personale Enrico Cavallari&quot;. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, esprime la propria soddisfazione per la risposta inattesa pervenuta stamane dalla segreteria del primo cittadino. &quot;Ora - dice - non ci resta che attendere l'incontro con l'assessore Cavallari. Le manifestazioni di protesta a catena, gli slow working e gli scioperi della fame che stavano per iniziare in seguito all'indifferenza manifestata dal sindaco di fronte alla nostra richiesta di incontro, saranno momentaneamente sospesi&quot;.D'altra parte l'iniziativa, promossa dal movimento Italia dei Diritti, era stata gi plaudita, nei mesi scorsi, da esponenti politici e non. A condividere, tra gli altri, un progetto che garantisca maggiore trasparenza e imparzialit nell'espletamento delle funzioni istituzionali e tuteli l'integrit morale e professionale delle categorie dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici, il presidente del X municipio Sandro Medici, il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani e il comandante dei vigili del XIII municipio Marco Giovagnorio. Lo stesso Diego Porta, vice comandante generale del corpo dei vigili urbani di Roma, aveva manifestato la disponibilit del comando a valutare un'ipotesi di mobilit dei vigili &quot;a livello di quadranti territoriali&quot;. Non sono mancate poi, in seguito all'incatenamento di De Pierro davanti al comando generale della polizia municipale il 3 luglio scorso, altre iniziative volte a sensibilizzare un'opinione pubblica che sembra essere gi molto attenta e interessata alla questione. &quot;La petizione - dice il presidente De Pierro - indetta a luglio dal movimento Italia dei Diritti, dopo pochi mesi, ha raggiunto quota circa 30mila firme. Mentre il sondaggio sul sito Italymedia.it supera ormai l'85% dei favorevoli alla rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici. Non credo molto nelle petizioni perch non possiedono di fatto alcun valore legale, tuttavia ritengo che esse siano degli ottimi indicatori dell'orientamento dell'opinione pubblica&quot;.Poi conclude: &quot;Apprezziamo la decisione del sindaco Alemanno e attendiamo fiduciosi di incontrare l'assessore Cavallari. Riteniamo, inoltre, che questa sia una soluzione dalla quale non si pu prescindere qualora il comune voglia continuare a salvaguardare la seriet morale e professionale dei suoi dipendenti, a garanzia di massima chiarezza e neutralit nello svolgimento dell'attivit amministrativa&quot;.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Universit, per De Pierro necessario tutelare la formazione professionale]]></title>
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<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 04:07:51 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti risponde alle dichiarazioni di Andrea Lenzi  Antonello De Pierro 12/11/2008 - Roma - &quot;L'intervento di Lenzi mi appare solo come un'esternazione e una forzatura propagandistiche per distogliere l'attenzione dagli effetti inesorabilmente deleteri della legge Gelmini&quot;. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta cos le dichiarazioni rilasciate a un importante quotidiano da Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale.Secondo Lenzi, l'universit italiana  gravata dall'esistenza di numerosi corsi di laurea che contano un numero esiguo di immatricolati all'anno. Secondo quanto riportato, nel sostenere ci il presidente del Cun farebbe riferimento ai dati statistici forniti dal ministero dell'Universit, secondo cui 40 corsi contano un solo immatricolato, 767 dieci o meno e 1.260 meno di quindici. Inoltre, sarebbero 235 i corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti.In relazione a tali dati, De Pierro interviene dicendo: &quot;Di fronte a tutti gli sprechi a cui la macchina istituzionale ci ha abituati, a partire dalle stanze del potere politico, ritengo assurdo sottolineare con tale enfasi situazioni di questo tipo, anche se non nego che il tutto sarebbe da prendere in esame per degli interventi revisionistici&quot;. Secondo le rilevazioni del ministero competente, la gran parte dei corsi che presenta un numero esiguo di iscritti riguarderebbe l'area sanitaria. Le professioni relative vanno dall'ostetricia alla dietistica, dall'ortottica alla radiologia medica, dall'igiene dentale alle tecniche di neuro fisiopatologia. A questo proposito, De Pierro afferma: &quot;Di fronte alla necessit di alcune figure professionali di grande importanza, soprattutto nel settore sanitario, tra l'altro fortemente penalizzato e sulle cui inefficienze si  soliti puntare il dito,  inconcepibile pensare a tagli indiscriminati&quot;. E aggiunge: &quot;Non si pu azzerare un corso di laurea per ruoli lavorativi di rilievo, solo per il fatto che ci sono poche adesioni&quot;.In conclusione il presidente dell'Italia dei Diritti invita Lenzi a riflettere su quanto sostenuto. &quot;Mi auguro che il presidente del Cun valuti quanto detto - specifica - senza sparare a zero su situazioni che, se affrontate in maniera sbagliata, non farebbero altro che acuire la penalizzazione e il disagio dei cittadini, gi piuttosto rilevanti&quot;<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Abusivismo edilizio, De Pierro plaude alla nomina di Di Maggio]]></title>
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<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 00:10:41 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti:&quot;Intorno all'abusivismo edilizio ruota spesso un sistema omissivo-clientelare che viene favorito da alcuni elementi compiacenti dei vigili urbani. A tal proposito la nuova scelta mi rende pi tranquillo&quot; Antonio Di MaggioRoma - &quot;Accolgo molto positivamente la notizia della nomina di Antonio Di Maggio come responsabile per la lotta all'abusivismo. La sua fermezza e il suo impegno sono risaputi, anche contro cellule deviate dello stesso apparato istituzionale&quot;. Cos si esprime Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla scelta del Comune di affidare al comandante dell'VIII Gruppo dei vigili urbani, Antonio Di Maggio, la direzione del nuovo ufficio di coordinamento contro l'abusivismo. &quot;Tra l'altro - denuncia De Pierro - intorno all'abusivismo edilizio ruota spesso un sistema omissivo-clientelare che viene favorito da alcuni elementi compiacenti dei vigili urbani e degli uffici tecnici. Di conseguenza si creano gravi casi di parzialit attuativa nell'espletamento delle funzioni da parte di chi dovrebbe garantire la legalit, in aperta violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione. E' soprattutto per questo che la nomina di Di Maggio, a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro, mi rende felice, soddisfatto e pi tranquillo&quot;.&quot;Tengo a precisare - prosegue il massimo esponente dell'Italia dei Diritti - che la gran parte dei dipendenti appartenenti alle categorie della polizia municipale e degli uffici tecnici svolgono sicuramente con abnegazione e impegno il proprio lavoro. Ed  per questo che bisogna stroncare inesorabilmente quelle unit deviate che mettono in discussione il buon nome del corpo di polizia municipale. In particolar modo auspico che il nuovo responsabile metta fine a questa situazione di soprusi e di omissioni che vengono perpetrate a danno di alcuni cittadini per favorirne altri che figurano sotto una sorta di ala protettiva, con gravi conseguenze sugli stessi. Fenomeno particolarmente diffuso nel XIII municipio (Ostia e zone limitrofe), cosa che pi volte abbiamo denunciato e puntualmente ci  stato opposto il silenzio e l'immobilismo istituzionale, eludendo anche i casi di particolare gravit&quot;.Infine De Pierro rivendica orgogliosamente i principi di una battaglia sociale iniziata da tempo che lo ha spesso visto protagonista in prima persona: &quot;Soprattutto per questo da tempo sosteniamo la necessit dell'attuazione di un trasferimento periodico dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici da un municipio all'altro, proprio per garantire trasparenza e imparzialit nell'espletamento delle funzioni di istituto&quot;.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Abruzzo: riammissione della lista di Chiodi, per De Pierro una conclusione felice]]></title>
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<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 14:18:16 -0800</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti: &quot;Siamo per le battaglie vinte sul campo, non a tavolino&quot;Gianni ChiodiRoma - &quot; E' una notizia che mi rende felice&quot;. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha commentato la riammissione, da parte dell a4Ufficio centrale della Corte d'appello, della lista del Pdl legata al candidato alla presidenza della regione Abruzzo Gianni Chiodi, dopo l'esclusione con riserva pronunciata nei giorni scorsi. &quot;Se un organo cos autorevole ha dichiarato questo - ha poi aggiunto De Pierro -  perch ha ritenuto che ci fossero elementi sufficienti per concorrere. Noi non possiamo non rallegrarci che la questione si sia risolta in questi termini. Da profondi sostenitori dei principi democratici, siamo per le battaglie vinte sul campo e non a tavolino. Questo assicurer una competizione pi in linea con la democrazia e quindi garantir anche un risultato vero ed autentico, che sarebbe stato falsato dall'esclusione di tale lista.<br/><br/>0 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[''Battuta'' sul S. Giacomo, secca risposta di De Pierro a Sacconi  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 01:06:47 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il Presidente dell' Italia dei Diritti: &quot; Probabilmente il ministro non conosce l'ospedale capitolino. Farebbe bene a chiedere scusa ai romani&quot;Maurizio Sacconi Roma - &quot; Sono parole in libert quelle pronunciate dal ministro che denotano una pressoch scarsa conoscenza dei problemi sanitari legati all'ospedale S. Giacomo&quot;. Dura le reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, contro le affermazioni del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, riportate stamane su tutti i canali di informazione nazionale. Mentre le polemiche sulla chiusura del presidio ospedaliero sono ormai all'ordine del giorno e il personale sanitario e parasanitario si batte contro l'imminente chiusura di un polo funzionale quale il San Giacomo, le parole di Sacconi risuonano all'unisono nel monopolio della stampa nazionale : &quot; Se mi portassero all'ospedale San Giacomo con una lettiga, farei di tutto per uscire dalla porta posteriore e andare via&quot;. Contro le asserzioni che alludevano ad una scarsa fiducia riposta dal ministro nei confronti del nosocomio romano De Pierro ribadisce: &quot;Sarebbe bene che Sacconi facesse marcia indietro e si scusasse con tutta la citt di Roma. Chi conosce il S. Giacomo sa perfettamente che si tratta di un ospedale all'avanguardia. Ma  evidente che il ministro, parlando esclusivamente della professionalit del personale sanitario,che  fuori da ogni dubbio, non conosca il livello tecnologico raggiunto nel potenziamento strumentale&quot;. &quot;Come sembra ignorare anche - aggiunge - che, negli ultimi due anni, sono stati spesi 15 milioni di euro per potenziare una struttura che attualmente  il fiore all'occhiello della sanit romana. Ci sono ben altri ospedali che a Roma necessitano di interventi urgenti, ma tra questi non vi  di certo il nosocomio in questione&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Basilicata, scontro tra De Pierro e il segretario lucano del Partito Democratico | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 08:21:55 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Alla &quot;Festa democratica&quot; La Corazza attacca Di Pietro e accende la polemica col leader dell'Italia dei DirittiRoccanova, provincia di Potenza, un paesino con meno di 2000 anime adagiato in collina tra le valli dei fiumi Agri e Sinni. Si svolge la prima &quot;Festa democratica&quot; in una sera mite, nell'ultimo scorcio di un'estate rovente. Ma il clima si surriscalda per ragioni di opinione. Ospiti del locale sindaco Rocco Greco (PD) sono il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo e il segretario regionale del Partito Democratico Piero La Corazza. Parlano di fronte ad una manciata di persone, radunate tra l'altro con un insistente e disperato speakeraggio dell'ultim'ora (infatti si inizia con quasi 1 ora di ritardo), i rari applausi aleggiano quasi impercettibili nell'aria: un'emblematica fotografia periferica della crisi nazionale del partito di Veltroni, che ha spianato la strada a Berlusconi. Tra i presenti si scorge un personaggio autorevole della cultura lucana, il professor Antonio Lerra, docente universitario a Potenza, al suo fianco  seduto Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, in vacanza in loco da qualche giorno e che ha posticipato di qualche ora la partenza per Roma per presenziare all'evento. Parla De Filippo, tante belle parole e frasi fatte, che, se supportate da altrettante azioni concrete, meritano senz'altro un cenno di approvazione, che giunge puntuale da De Pierro con un applauso. Poi tocca a La Corazza ed ecco che il leader dell'Italia dei Diritti inizia a scuotere il capo, perpetua sorrisi ironici e sarcastici, scalpita. Ad un tratto dall'esponente del PD parte un attacco diretto ad Antonio Di Pietro e all'8 luglio di piazza Navona. Inizia a sfoderare la trita e ritrita &quot;panzana&quot; dell'attacco al capo dello Stato e le critiche di Sabina Guzzanti al pontefice. Da una piazza artatamente addomesticata e poco informata scatta automatico un applauso, inserito in un copione gi scritto sulle coscienze addormentate nel deserto della verit storica dei fatti.Esplode De Pierro:&quot;O sta parlando senza conoscere ci che  successo realmente a piazza Navona, fidandosi delle informazioni di giornali ben allineati alle verit di comodo, oppure finge di non sapere, facendo leva sull'ignoranza della gente. E' un gioco che in Basilicata e nel Meridione  durato fin troppo con la Democrazia Cristiana, oggi non possiamo tollerarlo&quot;. E si alza visibilmente contrariato. La seconda parte si svolge nel backstage. La Corazza incalza con la vicenda dell'arresto di Ottaviano Del Turco , definendola un &quot;colpo di Stato&quot;. De Pierro ribatte:&quot;I magistrati non si alzano una mattina e decidono di arrestare qualcuno perch ne hanno voglia, ma si muovono su una piattaforma probatoria inoppugnabile - e aggiunge - spesso ci si dimentica che in Italia vige l'obbligo dell'azione penale. E' strano che spesso lo ignori chi dovrebbe conoscere la macchina istituzionale meglio di altri per il semplice fatto di rappresentarla&quot;. &quot;Siamo contro Di Pietro, contro le intercettazioni, contro i magistrati politicizzati&quot; continua La Corazza.E De Pierro:&quot;Mi sembra di sentire parlare Berlusconi. Se ragioni cos sei contro la legalit e la giustizia&quot;. &quot;Noi siamo il PDL: Partito Democratico Lucano&quot;  la risposta del segretario del PD.Il presidente dell'Italia dei Diritti, conclude con una provocazione:&quot;I conti tornano. Nel '97 con la &quot;Bicamerale&quot;, avente Massimo D'Alema presidente, Silvio Berlusconi membro e Marco Boato relatore, furono legate le mani ai giudici antimafia e per di pi fu introdotto il patteggiamento in Cassazione, che tra gli altri evit il carcere a Marcello Dell'Utri&quot;.Poi De Pierro saluta e se ne va, l'attende il viaggio per la capitale.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[De Pierro, Dl Brunetta su assenze malattia ancora pi assurdo applicato ai poliziotti  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 02:26:00 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Secondo il presidente dell'Italia dei Diritti l'episodio dell'uccisione dell'agente Macciantelli a Genova offre spunto di riflessione sulle incongruenze del discusso provvedimento legislativo   Daniele Macciantelli, il poliziotto ucciso a Genova&quot;Esprimo le mie condoglianze alla famiglia dell'agente della Polizia di Stato morto a Genova nell'adempimento del proprio dovere. Si tratta di un episodio drammatico che fa riflettere su come sia delicato e difficile il lavoro delle forze dell'ordine. Diventa, cos, ancora pi chiaro come a chi pattuglia le strade non possano applicarsi le stesse norme riferite ai dipendenti pubblici che lavorano in ufficio. Una fra tutte quella sulle assenze per malattia&quot;. Cos Antonello De Pierro manifesta il suo cordoglio per la morte dell'agente di polizia Daniele Macciantelli, ucciso ieri sera con una coltellata da un individuo con disturbi psichici, un episodio di cronaca che diventa spunto per una riflessione sul Dl Brunetta e sulle sue possibili conseguenze sulla sicurezza degli agenti e dei cittadini. &quot;Per poter essere in servizio sulle strade - spiega De Pierro - occorre essere in perfette condizioni fisiche. Se un poliziotto o un carabiniere si svegliasse una mattina manifestando un malessere fisico, dovrebbe restare a casa per non mettere a rischio la propria vita o quella degli altri. Invece con il Dl Brunetta un padre di famiglia, per evitare di vedersi decurtata una parte dello stipendio, non avrebbe altra scelta che scendere in strada, anche se malato&quot;. Per De Pierro si tratta di una &quot;situazione altamente rischiosa e quindi inaccettabile, che spinge a chiedersi quanto potranno incidere le disposizioni contenute nel Decreto sulla sicurezza delle citt e quanto sarebbero favoriti incidenti come quello accaduto al poliziotto morto a Genova&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[De Pierro denuncia: ''Ancora malasanit a Ostia''  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 23:51:26 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Al &quot;G.B. Grassi&quot; un'appendicite acuta costa 10 ore di attesaAntonello De Pierro protesta davanti all'ospedale Roma - E' successo venerd scorso, alle ore 20, quando Cristina C. , con certificato alla mano prescritto dal medico di base richiedente un ricovero urgente per appendicite acuta, si  presentata al Pronto Soccorso del polo ospedaliero &quot;G. B. Grassi&quot; di Ostia. Il caso, classificato con codice giallo,  stato preso in esame soltanto alle ore 23. Dopo aver rilevato nella paziente una temperatura corporea assai elevata e una pressione arteriosa a dir poco preoccupante, il personale medico ha deciso saggiamente di effettuare le analisi del sangue, tra l'altro gi eseguite dall'ammalata il giorno precedente sempre su prescrizione del medico curante, un'ecografia, una radiografia e una visita ginecologica. Ma se la prudenza non  mai troppa, in questo episodio ha superato ogni limite. La paziente, forse poco favorita dalla sorte, ha dovuto attendere l'alba al fine di ottenere finalmente il lasciapassare per essere ricoverata. Ma non  tutto. La scarsa convinzione dei sanitari sulla definizione del quadro clinico, peraltro gi oculatamente individuato dal medico di fiducia, ha portato alla sapiente decisione di sottoporre l'ammalata ad ulteriori controlli facendo scivolare via inutilmente del tempo che avrebbe potuto rivelarsi davvero prezioso. Morale della favola, alle ore 14 la malcapitata, dopo aver ricevuto notizia di quale fosse il suo male oscuro, ovvero una peritonite allo stato avanzato,  stata sottoposta ad un intervento di ben due ore.&quot;Ci troviamo di nuovo a parlare di una situazione preoccupante per quanto riguarda la situazione in cui versa il Pronto Soccorso dell'ospedale Grassi- dichiara Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti - prendiamo atto che a nulla  valso il nostro intervento di circa un anno fa, in seguito alla scoperta da parte dei Nas di farmaci scaduti fruiti in modo regolare nelle Sale Operatorie del nosocomio&quot;. &quot;Ribadiamo la necessit - insiste De Pierro - di interventi urgenti al fine di colmare le carenze strutturali e di personale del Pronto Soccorso ospedaliero. Siamo dalla parte dei medici e del personale paramedico che , in prima linea, subisce lo sfogo degli oltre 400mila utenti del polo ospedaliero del XIII Municipio&quot;. &quot;Se il nostro incontro, a febbraio scorso, con i dirigenti del Grassi - aggiunge - non  servito a nulla, ci rivolgeremo ai vertici ASL competenti e a quelli regionali. I cittadini che fanno capo all'assistenza sanitaria dell'ospedale di Ostia hanno il diritto a essere tutelati. Non sono io a dirlo ma  l'art. 32 della Costituzione che cita e vigila sulla tutela del diritto alla salute&quot;:Intanto Alessandro S. , marito della paziente, spera che la giustizia faccia il proprio corso e che questa vicenda non sia archiviata negli annali della storia giuridica italiana. Della stessa opinione Vittorio Marinelli, responsabile del movimento Italia dei Diritti per la Tutela dei Consumatori. &quot;Ancora una volta  stato negato un pubblico servizio di notevole importanza - dice - nonch un diritto, come quello alla salute, sancito dalla Costituzione, all'art. 32. Di fronte ad una diagnosi esatta effettuata in maniera preventiva dal medico curante, una struttura ospedaliera organizzata come l'ospedale Grassi, ha operato con negligenza e disinteresse aggravando il quadro clinico della paziente&quot;. &quot;Il vero danneggiato della disfunzione di un pubblico ufficio - aggiunge -  sempre l'utente. Qualora si accertasse che il pronto intervento avrebbe ridimensionato la gravit della prognosi, a risponderne, sia dal punto di vista civile che penale, sarebbe il personale ospedaliero o chi per lui&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Lodo Alfano, De Pierro con Di Pietro  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 11:40:17 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il presidente dell'Italia dei Diritti: &quot;Sosterremo il referendum contro un vero attentato alla Costituzione&quot;Antonello De Pierro e Antonio Di PietroRoma - L'Italia dei Diritti  pronta a dare il suo pieno sostegno al referendum promosso da Antonio Di Pietro per l'abolizione dello scudo penale delle quattro pi alte cariche dello Stato, che vergognosamente  stato approvato con una apposita legge dall'attuale maggioranza di Governo.Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale, ha dichiarato: &quot;A mio avviso si tratta di un vero e proprio attentato alla Costituzione in quanto l'art. 3 sancisce l'uguaglianza dei cittadini. Ora nelle aule di tribunale accanto alla scritta a4la legge  uguale per tutti' dovremmo aggiungere a4salvo le note eccezioni'? Sembra incredibile come di fronte ad un Paese che annaspa in un mare di difficolt si sia data immediatamente la priorit ad un provvedimento di questo tipo. Penso che oggettivamente alla stragrande maggioranza degli italiani, fatta eccezione per il cittadino Berlusconi, poco importi della presenza o meno del Lodo Alfano nel gi corposo elenco legislativo&quot;. Secondo De Pierro solo il referendum abrogativo sar in grado di spazzare via l'immorale legge ad personam anche se afferma: &quot;Dispiace sapere che il ripristino del sacrosanto diritto d'uguaglianza, peraltro costituzionalmente sancito, graver sulle spese dei contribuenti. Ho grande stima per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma a mio avviso non avrebbe dovuto accettare di firmare un simile colpo di mano offensivo per il lavoro svolto dai magistrati&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Isola dei Famosi, De Pierro attacca Luxuria  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 11:26:12 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il Presidente dell'Italia dei Diritti non condivide la scelta televisiva trash dell'ex parlamentareVladimir LuxuriaHa scatenato non poche polemiche la decisione di Vladimir Luxuria, transgender ed ex parlamentare di Rifondazione Comunista, di partecipare all'Isola dei Famosi, la nota trasmissione di Simona Ventura in onda a partire da met settembre su Rai Due. &quot;Mi sorprende non poco la scelta di Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, di prendere parte a una delle trasmissioni pi frivole del panorama televisivo italiano&quot; dichiara Antonello De Pierro. &quot;La cosa scandalosa - continua il Presidente dell'Italia dei Diritti -  quanto l'ex deputato andrebbe ad incassare, un compenso nettamente in contrasto con i principi politici rappresentati in Parlamento durante il suo mandato. Questa scelta mette ulteriormente in evidenza la miope decisione di Bertinotti che, grazie alla legge Porcellum, aveva portato Vladimir Luxuria a sedersi sui banchi del Parlamento senza che questi avesse ricevuto alcuna preferenza&quot;. Non c' dubbio che la partecipazione dell'ex deputato all'Isola dei Famosi riporti alla mente l'uso, spesso inutile e spropositato, dei mass media da parte dei politici, per tentare di incrementare il proprio potere mediatico. &quot;Ritengo che Luxuria non abbia bisogno di partecipare ad una trasmissione di morti di fama per acquisire consenso ed approvazione anzi - prosegue De Pierro - mi auguro, per un discorso etico di decenza, che la transgender decida di rinunciare alla sua presenza sull'isola anche in virt dello spessore culturale che indubbiamente possiede&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[YouTube - Antonello De Pierro incatenato davanti al comando dei vigili]]></title>
<link>http://notizie.seowebbs.com/story/1859</link>
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<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 07:18:32 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il leader di Italia dei Diritti protesta per il trasferimento periodico dei vigili urbani di Roma roma, 03/09/2008 (informazione.it - comunicati stampa) Il video della protesta del leader di Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che si  incatenato a Roma contro il silenzio istituzionale in risposta alla proposta di trasferimento periodico dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, da un municipio all'altro per garantire legalit e trasparenza nell'espletamento delle funzioni. Dopo aver incontrato i vertici della Polizia Muinicipale il noto giornalista  in attesa di un incontro con il sindaco Gianni Alemanno.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Antonello De Pierro e Patrizia de Blanck grandi protagonisti al "Castiglione Music Fest"]]></title>
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<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 01:44:02 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il direttore di Italymedia.it e la simpatica ed effervescente contessa infiammano la platea nel freddo montano di Castiglione Messer Marino Antonello De PierroCastiglione Messer Marino (Chieti) - In un'estate nella quale le temperature impazziscono e le parole d'ordine sono afa, umidit e condizionatori d'aria, esordisce il Castiglione Music Fest nella caratteristica cittadella dalla quale prende il nome. Nella cornice del centro montano dell'alto vastese, situato a 1.081 metri di quota, spira un venticello refrigerante che dona momenti di inattesi brividi di freddo. Sul palco, situato nella tipica Piazza della Repubblica, gruppi musicali emergenti giunti da tutta Italia si sono dati battaglia al ritmo di Rock, Pop,  Indie,  Elettronica, Reggae, Gothic, Folk e Progressive. Patrizia de BlanckIl patron della manifestazione musicale nazionale per gruppi emergenti  il Dr. Alessandro La Grotteria, un commercialista con la passione della batteria (che suona appena pu), un uomo di poche parole ma di grande iniziativa, un autentico intenditore di musica che ha voluto condividere questa nuova fatica con la Pro-Loco castiglionese e il Comune di Castiglione Messer Marino, che lo hanno supportato in questo suo laborioso impegno. Il Festival si  svolto nelle serate del 6, 7 e 8 di agosto.  Nei primi due incontri, con un'attenta selezione, sono state scelte le band da ammettere alla finalissima, conclusasi con tre vincitori sul podio ed un gruppo premiato dalla giuria di qualit con il Premio della Critica. Sapevamo che un'immagine fresca, brillante e spumeggiante avrebbe condotto la prima edizione del Castiglione Music Fest, ma eravamo impreparati all'avvenenza ed alla straordinaria professionalit della splendida Salom da Silva che ha saputo colmare con spiritose trovate i tempi morti durante i quali ogni band doveva preparare i propri strumenti. Meritatissimi i ripetuti applausi della folla in piazza che l'ha letteralmente adorata per la sua eleganza e per la contagiosa allegria, ma i castiglionesi non sono stati i soli ad omaggiarla: i leader di due band (i Led e i The Shoulders) l'hanno corteggiata spudoratamente anche sul palco.Salom da Silva  la figlia, poco pi che ventenne, di un ex calciatore della Lazio, l'asso brasiliano Joao Batista da Silva, oggi commentatore sportivo della Globo Televisao. Salom ha iniziato la sua carriera di attrice in tenerissima et, tuttavia frequenta l'Universit La Sapienza di Roma e ci ha detto: &quot;Fin da piccola ho ammirato tantissimo il mio patrigno Helmut Berger che mi ha vista crescere; pare che mi parlasse quando ero ancora nella pancia di mia madre affinch somigliassi a lui pur non essendo biologicanemte sua figliaa4 in qualche modo credo che ci sia riuscito. Zio Helmut mi ha influenzata positivamente con la sua eccentricit, il suo affetto e la sua simpatia ed ammetto che mi manca un po' non avendo occasione di vederlo spesso, nonostante sia sposato con mia madre&quot;.Tra gli ospiti del Castiglione Music Fest anche i Lo-Tune, capitanati da Davide Lipari, il cantautore con il braccio rock e il cuore blues. Proprio Lipari ha segnato il festival con un pizzico di gossip: ha scritto un pezzo durante la propria permanenza, il febbrile &quot;You&quot;, e lo ha pubblicamente dedicato alla deliziosa Salom.A coadiuvare la presentatrice durante l'evento castiglionese,una madrina d'eccezione: la seducente giornalista e conduttrice televisiva Francesca Berger, moglie del pupillo di Luchino Visconti, l'attore Helmut Berger. La Berger era anche Presidente dell'attenta giuria di artisti, illustri politici ed esponenti della cultura come il Sindaco, il  Dr. Massimo Mastrangelo, la cui ospitalit ha determinato un'atmosfera calorosa, il Dr. Brunetto Fantauzzi, gi scrittore-giornalista e direttore responsabile del mensile Vip Party, nonch un esperto di musica quale Antonello De Pierro, voce storica di Radio Roma, direttore di Italymedia.it e noto giornalista agguerrito; anche lui ha dato una spolverata di cronaca rosa alla manifestazione con la sua evidente attrazione per la madrina Francesca Guidato Berger. Nell'albergo &quot;Rifugio del Cinghiale&quot;, dove alloggiavano tutti gli ospiti vip, tra una cioccolata calda che De Pierro prediligeva per colazione e le cene pantagrueliche preparate dal proprietario Antonio Lalli, pluripremiato chef alla Sagra dei Cuochi di Villa Santa Maria, tutti hanno notato che il &quot;Nicolas Cage dell'informazione&quot;, come  definito il De Pierro,  ricopriva di galanti attenzioni la moglie di Helmut Berger, che ci ha confidato: &quot;Sono felice di aver tenuto a battesimo questo festival, che sono certa avr lunga vita. Qui a Castiglione ho scoperto questo straordinario rifugio dove ho trovato un ambiente sereno soprattutto grazie alla gentilezza di Aurelio e di tutta la famiglia Lalli, ed  proprio quello che cercavo per scrivere il libro che narrer un percorso lungo circa un ventennio con mio marito Helmut: l'incontro, le confidenze, l'allegria, la poesia, la dissolutezza, la complicit e tutta la verit sul nostro matrimonio&quot;.  Grande attesa, nell'ultima serata, per l'ospite d'onore del festival: la mitica e coinvolgente contessa Patrizia de Black, giunta con l'inseparabile &quot;cane nudo&quot; Silvia Mandrilla. Come sempre affascinante ed elegante, non ha fatto mancare sul palco il suo brio schietto e pungente. La contessa de Black ha anche annunciato l'uscita della sua biografia per ottobre &quot;A letto col diavolo&quot;, un libro da lei descritto come &quot;dedicato alle donne che osano ed anche a quelle che non ne sono capaci, ma che sono sempre in tempo per farlo&quot;.La stessa sera i Lo-Tune sono esplosi in una esibizione unica: una chitarra distorta che naviga su un ritmo prorompente, la passione di Davide Lipari per la musica nera mescolata alla batteria rock di Stefano Baldasseroni, hanno regalato una performance di 45 minuti che ha accontentato anche i palati musicali pi esigenti. Il duo  recentemente rientrato da un tour negli USA e proprio a New Orleans  dedicato il brano di punta della loro esibizione.La contessa de Black ha premiato i Led, vincitori del Castiglione Music Fest. La signora Francesca Berger ha invece premiato gli Exede, secondi sul podio. I Lo Tune hanno dato la targa ai Petramante, terzi classificati . Il Premio della Critica  stato consegnato dall'ipercritico Antonello De Pierro ai The Soulsters.Ci  piaciuto questo festival, che come ogni buona kermesse canora non ha mancato di sollevare critiche. Indiscutibilmente, per, possiamo concludere che ha avuto luogo una manifestazione serena dove ha prevalso il giudizio critico, dove ha vinto anche chi proveniva da altre regioni come la Sicilia o l'Umbria: chiunque sia partito da lontano per assistere allo show non ha rischiato di veder vincere, come spesso accade, solo i gruppi della regione ospitante<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Addio a Pasquale Africano, la guardia giurata di 'Forum' | Cultura, Sport e Spettacolo | Le Notizie]]></title>
<link>http://notizie.seowebbs.com/story/1774</link>
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<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 10:39:37 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Si  spento all'et di 64 anni dopo una lunga malattia. Aveva legato il suo nome alla trasmissione condotta da Rita Dalla Chiesa sulle reti Mediaset fino al 2004Roma, 31 agosto 2008 - Si  spento ieri sera Pasquale Africano, noto ai telespettatori per essere stato per 20 anni la guardia giurata del programma 'Forum'. Africano, 64 anni, morto dopo una lunga malattia all'Ini di Grottaferrata, lascia due figli. Assieme al giudice Santi Licheri,  stato uno dei personaggi pi 'longevi' del programma, in onda sulle reti Mediaset, al quale ha partecipato fino al 2004.Africano, aveva recitato anche piccole parti in film come 'I soliti ignoti 20 anni dopo' e pi recentemente in 'La mandrakata'. Quattro anni fa dopo aver lasciato la tv si era trasferito prima in Messico e poi in Thailandia.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Musica e mondanit al "Castiglione Music Fest"]]></title>
<link>http://notizie.seowebbs.com/story/1767</link>
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<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 03:37:40 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[La giovane e promettente attrice e conduttrice Salom da Silva illumina una manifestazione caratterizzata da buona musica e ospiti vip. Grande entusiasmo ha suscitato la presenza dell'effervescente Patrizia de BlanckSalom da Silva con Davide Lipari dei Lo Tune         Castiglione Messer Marino (Chieti) - In un'estate nella quale le temperature impazziscono e le parole d'ordine sono afa, umidit e condizionatori d'aria, esordisce il Castiglione Music Fest nella caratteristica cittadella dalla quale prende il nome. Nella cornice del centro montano dell'alto vastese, situato a 1.081 metri di quota, spira un venticello refrigerante che dona momenti di inattesi brividi di freddo. Sul palco, situato nella tipica Piazza della Repubblica, gruppi musicali emergenti giunti da tutta Italia si sono dati battaglia al ritmo di Rock, Pop,  Indie,  Elettronica, Reggae, Gothic, Folk e Progressive.Il patron della manifestazione musicale nazionale per gruppi emergenti  il Dr. Alessandro La Grotteria, un commercialista con la passione della batteria (che suona appena pu), un uomo di poche parole ma di grande iniziativa, un autentico intenditore di musica che ha voluto condividere questa nuova fatica con la Pro-Loco castiglionese e il Comune di Castiglione Messer Marino, che lo hanno supportato in questo suo laborioso impegno. Il Festival si  svolto nelle serate del 6, 7 e 8 di agosto. Patrizia de Blanck con Salom da SilvaNei primi due incontri, con un'attenta selezione, sono state scelte le band da ammettere alla finalissima, conclusasi con tre vincitori sul podio ed un gruppo premiato dalla giuria di qualit con il Premio della Critica. Sapevamo che un'immagine fresca, brillante e spumeggiante avrebbe condotto la prima edizione del Castiglione Music Fest, ma eravamo impreparati all'avvenenza ed alla straordinaria professionalit della splendida Salom da Silva che ha saputo colmare con spiritose trovate i tempi morti durante i quali ogni band doveva preparare i propri strumenti. Meritatissimi i ripetuti applausi della folla in piazza che l'ha letteralmente adorata per la sua eleganza e per la contagiosa allegria, ma i castiglionesi non sono stati i soli ad omaggiarla: i leader di due band (i Led e i The Shoulders) l'hanno corteggiata spudoratamente anche sul palco.Salom da Silva  la figlia, poco pi che ventenne, di un ex calciatore della Lazio, l'asso brasiliano Joao Batista da Silva, oggi commentatore sportivo della Globo Televisao. Salom ha iniziato la sua carriera di attrice in tenerissima et, tuttavia frequenta l'Universit La Sapienza di Roma e ci ha detto: &quot;Fin da piccola ho ammirato tantissimo il mio patrigno Helmut Berger che mi ha vista crescere; pare che mi parlasse quando ero ancora nella pancia di mia madre affinch somigliassi a lui pur non essendo biologicanemte sua figliaa4 in qualche modo credo che ci sia riuscito. Zio Helmut mi ha influenzata positivamente con la sua eccentricit, il suo affetto e la sua simpatia ed ammetto che mi manca un po' non avendo occasione di vederlo spesso, nonostante sia sposato con mia madre&quot;.Tra gli ospiti del Castiglione Music Fest anche i Lo-Tune, capitanati da Davide Lipari, il cantautore con il braccio rock e il cuore blues. Proprio Lipari ha segnato il festival con un pizzico di gossip: ha scritto un pezzo durante la propria permanenza, il febbrile &quot;You&quot;, e lo ha pubblicamente dedicato alla deliziosa Salom.A coadiuvare la presentatrice durante l'evento castiglionese,una madrina d'eccezione: la seducente giornalista e conduttrice televisiva Francesca Berger, moglie del pupillo di Luchino Visconti, l'attore Helmut Berger. La Berger era anche Presidente dell'attenta giuria di artisti, illustri politici ed esponenti della cultura come il Sindaco, il  Dr. Massimo Mastrangelo, la cui ospitalit ha determinato un'atmosfera calorosa, il Dr. Brunetto Fantauzzi, gi scrittore-giornalista e direttore responsabile del mensile Vip Party, nonch un esperto di musica quale Antonello De Pierro, voce storica di Radio Roma, direttore di Italymedia.it e noto giornalista agguerrito; anche lui ha dato una spolverata di cronaca rosa alla manifestazione con la sua evidente attrazione per la madrina Francesca Guidato Berger. Nell'albergo &quot;Rifugio del Cinghiale&quot;, dove alloggiavano tutti gli ospiti vip, tra una cioccolata calda che De Pierro prediligeva per colazione e le cene pantagrueliche preparate dal proprietario Antonio Lalli, pluripremiato chef alla Sagra dei Cuochi di Villa Santa Maria, tutti hanno notato che il &quot;Nicolas Cage dell'informazione&quot;, come  definito il De Pierro,  ricopriva di galanti attenzioni la moglie di Helmut Berger, che ci ha confidato: &quot;Sono felice di aver tenuto a battesimo questo festival, che sono certa avr lunga vita. Qui a Castiglione ho scoperto questo straordinario rifugio dove ho trovato un ambiente sereno soprattutto grazie alla gentilezza di Aurelio e di tutta la famiglia Lalli, ed  proprio quello che cercavo per scrivere il libro che narrer un percorso lungo circa un ventennio con mio marito Helmut: l'incontro, le confidenze, l'allegria, la poesia, la dissolutezza, la complicit e tutta la verit sul nostro matrimonio&quot;.Francesca Berger con il patron del festival Alessandro La GrotteriaGrande attesa, nell'ultima serata, per l'ospite d'onore del festival: la mitica e coinvolgente contessa Patrizia de Black, giunta con l'inseparabile &quot;cane nudo&quot; Silvia Mandrilla. Come sempre affascinante ed elegante, non ha fatto mancare sul palco il suo brio schietto e pungente. La contessa de Black ha anche annunciato l'uscita della sua biografia per ottobre &quot;A letto col diavolo&quot;, un libro da lei descritto come &quot;dedicato alle donne che osano ed anche a quelle che non ne sono capaci, ma che sono sempre in tempo per farlo&quot;.La stessa sera i Lo-Tune sono esplosi in una esibizione unica: una chitarra distorta che naviga su un ritmo prorompente, la passione di Davide Lipari per la musica nera mescolata alla batteria rock di Stefano Baldasseroni, hanno regalato una performance di 45 minuti che ha accontentato anche i palati musicali pi esigenti. Il duo  recentemente rientrato da un tour negli USA e proprio a New Orleans  dedicato il brano di punta della loro esibizione.La contessa de Black ha premiato i Led, vincitori del Castiglione Music Fest. La signora Francesca Berger ha invece premiato gli Exede, secondi sul podio. I Lo Tune hanno dato la targa ai Petramante, terzi classificati . Il Premio della Critica  stato consegnato dall'ipercritico Antonello De Pierro ai The Soulsters.Ci  piaciuto questo festival, che come ogni buona kermesse canora non ha mancato di sollevare critiche. Indiscutibilmente, per, possiamo concludere che ha avuto luogo una manifestazione serena dove ha prevalso il giudizio critico, dove ha vinto anche chi proveniva da altre regioni come la Sicilia o l'Umbria: chiunque sia partito da lontano per assistere allo show non ha rischiato di veder vincere, come spesso accade, solo i gruppi della regione ospitante.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[De Pierro mantiene la promessa e si incatena al ''Grassi''  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 03:12:24 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Sit - in di protesta del presidente di Italia dei Diritti che annuncia ulteriori sviluppi sulla questione sanit  Non si  fatta attendere la voce di dissenso di Antonello De Pierro che stamattina si  simbolicamente incatenato di fronte all'ospedale di Ostia per manifestare, a nome del neo movimento&quot;Italia dei Diritti&quot;, contro la situazione di inadeguatezza sanitaria in cui versa il territorio del XIII municipio.A sostenerlo, il segretario romano dell'Italia dei Valori Roberto Sold che gi nei giorni scorsi aveva espresso la propria solidariet e adesione all'iniziativa del movimento fondato da De Pierro.Ed  proprio di fronte ai cancelli dell'ospedale di Ostia che De Pierro ha deciso di inaugurare una serie di iniziative finalizzate ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni, ovunque siano negati i diritti costituzionali del cittadino, primo tra tutti quello all'assistenza sanitaria,in parte negato agli abitanti dell'area litoranea a sud della capitale: questa costituisce un bacino di utenza che raggiunge le quattrocentomila unit, sprovvisto di un pronto soccorso pediatrico e quotidianamente subissato da richieste di intervento a cui la struttura non pu oggettivamente andare incontro.E' questa la condizione di perenne emergenza a cui sono costretti personale sanitario e pazienti, molti dei quali provenienti dai comuni limitrofi di Ardea, Pomezia, e Fiumicino, &quot;una situazione inammissibile per un Paese civile, frutto di un atteggiamento omissivo da parte di alcune cellule istituzionali - ha sottolineato De Pierro nel corso del sit-in. Al riguardo - ha proseguito De Pierro - intendo richiedere un incontro col direttore sanitario del &quot;Grassi&quot; di Ostia, al fine di intavolare un confronto con i vertici dirigenziali del settore, nel tentativo di venire a capo di una situazione sanitaria ai limiti del collasso&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[''Grassi'' di Ostia, si avvicina la4ora della protesta  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 07:51:38 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[De Pierro (Italia dei Diritti) pronto ad incatenarsi contro i disservizi del nosocomio  Antonello De PierroRoma - Conto alla rovescia per la protesta simbolica che domani mattina, alle ore 11, vedr protagonista Antonello De Pierro, presidente del neo movimento &quot;Italia dei Diritti&quot;, che si dice pronto ad incatenarsi davanti all' ospedale &quot; G.B. Grassi&quot; di Ostia. Come gi annunciato nei giorni scorsi, infatti, il giornalista ha pronta in agenda la sua personale manifestazione di dissenso e denuncia contro le inefficienze dell'unico polo ospedaliero del XIII Municipio, salito agli onori delle cronache in seguito alla scoperta da parte dei Nas di farmaci scaduti.&quot;Il mio intento  quello di attirare l'attenzione delle istituzioni su quanto sta accadendo all'interno della struttura sanitaria di Ostia - ha dichiarato stamane De Pierro - non soltanto in relazione a quanto rilevato nei giorni scorsi dai Nas, ma anche per denunciare una situazione di carenza sanitaria che da anni affligge i circa duecentomila utenti del nosocomio, costretti a tempi d'attesa inammissibili per accedere al pronto soccorso e ad attese altrettanto lunghe per effettuare visite specialistiche&quot;. Ma c' dell'altro: De Pierro annuncia la sua volont di chiedere un incontro con i quadri dirigenziali di competenza del &quot;Grassi&quot;, in quanto, come egli stesso ha gi dichiarato pi volte, &quot;le responsabilit del malfunzionamento dell'ospedale non sono da ricercarsi nelle prestazioni del personale medico e paramedico, ma tra coloro che muovono i fili decisionali dell'intera struttura&quot;. Se la sua richiesta dovesse rimanere inascoltata, De Pierro annuncia di essere disposto allo sciopero della fame, confermando la scelta di una linea dura da parte dell' Italia dei Diritti da attuarsi ovunque si registri la necessit di scendere in campo per la difesa di quei diritti negati &quot;anche ad un solo cittadino che pi facilmente rischia di rimanere inascoltato dalle istituzioni&quot;. &quot;La condizione di sovraffollamento del pronto soccorso e di degrado dell'intero ospedale  inammissibile - conclude De Pierro - nonostante la struttura possa vantare reparti tra i migliori di tutto il Paese, ma che purtroppo risultano insufficienti ad andare incontro ad un bacino d'utenza cos ampio che comprende anche i cinquantamila abitanti di Fiumicino e parte della popolazione dei comuni di Ardea e Pomezia&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[''Grassi'' di Ostia, si avvicina la4ora della protesta  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 13:04:08 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[De Pierro (Italia dei Diritti) pronto ad incatenarsi contro i disservizi del nosocomio  Antonello De PierroRoma - Conto alla rovescia per la protesta simbolica che domani mattina, alle ore 11, vedr protagonista Antonello De Pierro, presidente del neo movimento &quot;Italia dei Diritti&quot;, che si dice pronto ad incatenarsi davanti all' ospedale &quot; G.B. Grassi&quot; di Ostia. Come gi annunciato nei giorni scorsi, infatti, il giornalista ha pronta in agenda la sua personale manifestazione di dissenso e denuncia contro le inefficienze dell'unico polo ospedaliero del XIII Municipio, salito agli onori delle cronache in seguito alla scoperta da parte dei Nas di farmaci scaduti.&quot;Il mio intento  quello di attirare l'attenzione delle istituzioni su quanto sta accadendo all'interno della struttura sanitaria di Ostia - ha dichiarato stamane De Pierro - non soltanto in relazione a quanto rilevato nei giorni scorsi dai Nas, ma anche per denunciare una situazione di carenza sanitaria che da anni affligge i circa duecentomila utenti del nosocomio, costretti a tempi d'attesa inammissibili per accedere al pronto soccorso e ad attese altrettanto lunghe per effettuare visite specialistiche&quot;. Ma c' dell'altro: De Pierro annuncia la sua volont di chiedere un incontro con i quadri dirigenziali di competenza del &quot;Grassi&quot;, in quanto, come egli stesso ha gi dichiarato pi volte, &quot;le responsabilit del malfunzionamento dell'ospedale non sono da ricercarsi nelle prestazioni del personale medico e paramedico, ma tra coloro che muovono i fili decisionali dell'intera struttura&quot;. Se la sua richiesta dovesse rimanere inascoltata, De Pierro annuncia di essere disposto allo sciopero della fame, confermando la scelta di una linea dura da parte dell' Italia dei Diritti da attuarsi ovunque si registri la necessit di scendere in campo per la difesa di quei diritti negati &quot;anche ad un solo cittadino che pi facilmente rischia di rimanere inascoltato dalle istituzioni&quot;. &quot;La condizione di sovraffollamento del pronto soccorso e di degrado dell'intero ospedale  inammissibile - conclude De Pierro - nonostante la struttura possa vantare reparti tra i migliori di tutto il Paese, ma che purtroppo risultano insufficienti ad andare incontro ad un bacino d'utenza cos ampio che comprende anche i cinquantamila abitanti di Fiumicino e parte della popolazione dei comuni di Ardea e Pomezia&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Gli sviluppi aberranti del caso Reggiani  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 11:03:52 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Antonello De Pierro ribadisce la presenza d'un forte problema di sicurezza nella capitale, richiedendo un maggior intervento delle forze dell'ordine   Roma, 21 febbraio 2008 - &quot;Di fronte a una notizia del genere si resta sconcertati&quot; questa la prima dichiarazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, sugli sviluppi del caso Reggiani. Dorin Obedea, padre della ragazza di Mailat Romulus, il giovane romeno che uccise Giovanna Reggiani, ha parlato al giudice di Bucarest, riferendo che assistettero all'omicidio, senza prestare soccorso, altri tre connazionali dell'assassino: Emilia Neamtu, la donna che poi ferm successivamente un autobus per chiedere soccorso e indic agli investigatori Mailat, suo figlio e lo stesso Obedea, il quale ha riferito anche che i genitori di Mailat aiutarono nella sparizione della refurtiva, facendola arrivare nelle mani della fidanzata e portandola in Romania, dove ancora si troverebbe. La Neamtu, che era stata messa sotto protezione, avrebbe addirittura suggerito all'assassino di gettare la donna, ancora viva, nel fosso in cui fu poi ritrovata. &quot;Il comportamento della Neamtu, che  quello di un complice che si finge testimone usufruendo inoltre della protezione,  aberrante&quot; afferma De Pierro.Intanto, nella giornata di ieri (mercoled 20 febbraio), un giovane veniva accoltellato da tre ragazzi dall'accento presumibilmente romeno, durante un tentativo di scippo in via di Portonaccio, riportando ferite non gravi.  stato infatti dimesso dall'ospedale Vannini con una prognosi di dieci giorni. &quot;Alla luce dell'episodio di ieri  chiara la necessit di mettere in campo leggi pi efficaci per arginare i fenomeni criminosi. Bisogna sollecitare l'intervento degli appartenenti alle forze dell'ordine, anche fuori dal servizio, con campagne di sensibilizzazione e magari con interventi legislativi meno garantisti che non imbriglino polizia e magistratura tra le maglie di leggi che, nella realt dei fatti, si rivelano inefficaci&quot; continua De Pierro.&quot;Sarebbe opportuno affiancare alle forze di polizia nazionale operatori di polizia municipale nel controllo del territorio. Come ho detto pi volte, anche solo per statistica,  impensabile che nel luogo di un reato non si trovino mai a passare un poliziotto, un carabiniere, un finanziere, un agente di polizia penitenziaria o un agente del corpo delle guardie forestali, anche fuori servizio&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Ostia combatte il traffico con le strisce blu, ma  polemica  | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 23:33:17 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[L'amministrazione di Ostia di trovare una soluzione alla problematica del traffico, che d'estate congestiona le strade della cittadina. A marzo  prevista la posa di strisce blu lungo il litorale marittimo, ma sono in molti a chiedersi come il maggior numero di parcheggi a pagamento possa arginare il problema del traffico. I comitati di quartiere si fanno portavoce della disapprovazione della proposta da parte dei cittadini, ad esempio attraverso le parole di Augusto Rossoni, presidente dell'Acqol (Associazione comitati di quartiere Ostia litoranea). Ma i comitati non hanno intenzione di fermarsi alla protesta, avendo anche avanzato delle proposte: tra gli altri, Ugo Ametista, presidente del comitato di quartiere Ostia ponente, avanza l'ipotesi di parcheggi di scambio accanto alle stazioni ferroviarie, sottolineando come esistano gi spazi potenzialmente funzionali a questo scopo, ma attualmente inutilizzati. &quot;Sono pienamente solidale con i comitati dei cittadini che protestano contro tale iniziativa dell'amministrazione.  una priorit del nostro movimento stare affianco ai residenti, la cui opinione  di fondamentale importanza&quot; afferma Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, che aggiunge &quot;l'iniziativa sembra soltanto un modo per far cassa e potrebbe essere di ostacolo allo sviluppo turistico di Ostia. Pertanto sono disposto a scendere in piazza assieme ai comitati, per amplificare la voce dei cittadini&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Inferno napoletano | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 10:05:55 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[di Roberto SavianoViolenza nelle strade. Ragazzini che sognano di diventare killer. Boss che si fanno imprenditori. Coca a ogni angolo. Rifiuti ovunque. E la politica non ha risposte per una citt senza pi speranza L'omicidio di Bruno Manciniucciso in un agguato a PomiglianoEra uno degli ultimi a essere sfuggito. Ne restavano soltanto due. Il penultimo era lui, Modestino Bosco, 35 anni, e l'hanno massacrato in un garage sabato 2 settembre. Il clan Licciardi l'aveva condannato a morte molto tempo fa. L'aveva inserito nella famosa 'lista della Resurrezione'. Una lista di nomi scritta e affissa fuori la chiesa della Resurrezione a Secondigliano. {mosgoogle} I nomi erano dei presunti responsabili - secondo il clan - della morte del nipote di Gennaro Licciardi 'a'scigna', Vincenzo Esposito ucciso nel 1997 a 21 anni al rione Monterosa. Esposito lo chiamavano 'il principino' per il suo essere nipote dei sovrani di Secondigliano. Era andato in moto a chiedere spiegazione di una violenza subta da alcuni suoi amici. Indossava il casco e venne scambiato per un killer. Quando se ne accorsero gli esecutori avrebbero voluto uccidersi con le loro mani, siccome intuirono che sarebbe stata cosa migliore che aspettare la ferocia dei Licciardi. E i Licciardi fecero partire una mattanza che in pochi giorni uccise 14 persone, a vario titolo coinvolte nell'omicidio del loro giovane erede. Fu cos che nacque l'idea di affiggere una lista fuori la chiesa, una lista che il parroco subito strapp, ma non cos in fretta da non far leggere i nomi a tutti. Un modo per marchiare a fuoco i responsabili, per velocizzare l'eliminazione senza dover iniziare la strategia delle mattanze trasversali, un invito a consegnarsi per salvare i familiari, un invito ai familiari a consegnare il loro 'morto viven -te'. E dopo lunghi anni, la memoria dei clan  ferrea e infallibile, Modestino Bosco ha pagato la sua condanna. Non  stato uno degli ultimi a morire. Infatti pochi giorni dopo  stato ucciso Bruno Mancini, pregiudicato vicino al clan Di Lauro, crivellato di colpi di 9x21, la pistola il cui calcio da queste parti si abbina con il colore della cintura. Poche ore dopo, un altro agguato: Alfonso Pezzella, 56 anni,  stato assassinato nella sezione dei Comunisti italiani di Casandrino, intitolata ad Antonio Gramsci. Pezzella era un falegname, le indagini mostrano che aveva deciso di interrompere il pagamento dei debiti d'usura. E poi l'ennesimo innocente ammazzato per una rapina: un edicolante Salvatore Buglione 51 anni, la prima sera che non si era fatto assistere dai suoi parenti durante la chiusura del chiosco  stato assalito. Lo volevano rapinare dell'incasso del giorno, l'hanno accoltellato al petto, vicino al cuore. Tre vittime soltanto in un giorno. Eppure fino a marted l'estate era stata fatta di scippi, condotti con violenza e tecnica creativa. Il filo di banca  la pi sofisticata: si aggancia la persona allo sportello, quella che ha prelevato pi soldi, si lancia l'allarme con il telefonino ai complici e la vittima viene pedinata fino a una strada tranquilla. A quel punto non servono neanche le armi: quasi sempre basta la minaccia per farsi consegnare i soldi. C' poi il metodo del panino, le forche caudine urbane: si sfrutta la strettoia per scippare. Infine il colpo al Rolex, aggiornato nell'era di Internet: si studiano su Ebay le quotazioni degli orologi, memorizzando i pi richiesti. Poi si 'squadra la situazione', cercando al polso della vittima il pezzo pi pregiato. L'agguato scatta nella zona degli alberghi sul lungomare e per il Rolex si  pronti a tutto, anche a sparare. E cos in un territorio che va da via Chiaia a piazza Garibaldi passando per via Caracciolo e i Decumani solo nei mesi di luglio e agosto sono stati denunciati 756 scippi e rapine: pi di 12 al giorno.Quello che sembra essere una costante di Napoli e delle letture che si fanno del territorio partenopeo  che il male  tutto il male possibile ed il bene  tutto il bene possibile.  complesso riuscire a isolare i vettori delle contraddizioni, riuscire a comprendere sino in fondo le dinamiche, capirne i perimetri, valutare le tragedie. Napoli sembra sprofondare ed ogni qual volta si  certi di aver raggiunto una sorta di abisso che non pu celare sotto che altro abisso, si continua invece a scendere. Come se il limite non si raggiungesse mai. Le estati sono momenti di impennata: turisti, vacanzieri, la vita per strada, divengono portatori di oggetti e danari troppo succulenti per non essere considerati come capitale mobile, danaro frusciante che ti passa sotto il naso, come se avessero sotto le t-shirt e i top il colore verde del dollaro o dei 500 euro. Poi, dopo, si alternano mazzi di fiori inviati ai turisti pestati, inviti a rimanere nelle splendide terre della Magna Grecia e poi lettere ai giornali di chi abbandona Napoli perch esausto. E di chi resiste. E turisti che dicono di non aver mai avuto tanta paura come in questa citt, come l'americano Thomas Matthew Godfrey che ha reagito a uno scippo in vico dei Maiorani qualche settimana fa e si  trovato addosso una carica di persone, corse a sostenere i criminali che lui era riuscito a bloccare.Discarica abusiva a PomiglianoIl percorso non sembra essere mutato dal 1996 quando il leggendario 'Pippotto', ragazzino di Secondigliano chiamato da tutti ''o terrore', appena quattordicenne riusciva a fare decine di rapine in un'ora e cercava di migliorare le sue capacit tirando coca. La coca che a Napoli ha raggiunto prezzi bassissimi, arriva anche a 10 euro a dose al Rione dei Fiori nell'area nord della citt,  il carburante migliore per mantenere un elevato grado di efficienza al furto, in grado di non farti sentire la stanchezza, di fare su e gi per le strade e di non perdere l'attenzione per 'squadrarsi la situazione'. Qualche giorno fa un ragazzo di vent'anni in un'ora ha scippato quattro donne, tra cui una disabile. La sua giornata  iniziata alle otto di mattina sul lungomare poi Porta Capuana e il Centro direzionale. Lo scippatore - incensurato, padre operaio in una delle tante fabbriche di scarpe nei sottoscala di via Foria - lavorava come garzone di barbiere: arrestarlo  stato facile, perch per i suoi colpi usava l'automobile. Il segno di un'inventiva criminale che studia sempre nuove tecniche: le armi, per esempio, non si usano pi. Per rapinare bastano schiaffi e pugni. I Rolex sono il pezzo pi ghiotto in assoluto: non ci sono statistiche, ma a leggere solo le denunce fatte in Questura a Napoli ne sono stati rubati negli ultimi anni pi di 50 mila, e la cifra dicono gli inquirenti  sicuramente per difetto. Non solo a Napoli, ma furti di Rolex gestiti da napoletani sono stati segnalati nel 2006 a Genova, Riccione, Roma. Ovunque il mercato dei Rolex  gestito da qui siccome - come ha dimostrato l'inchiesta del 2006 al Monte di Piet - i clan napoletani, soprattutto quelli del centro storico riescono a immettere i Rolex nuovamente nel circuito nazionale e internazionale di vendita. Un orologio rubato dopo una settimana ha una garanzia nuova, un codice nuovo ed  gi su un polso nuovo.Alla camorra non interessa mettere a stipendio l'intera massa che preme per entrare nel mercato imprenditorial-criminale. Quello che era stato il progetto degli anni '80 della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo di creare una sorta di 'Fiat della malavita', farebbe ridere i boss dei clan di oggi. Nonostante ci, la camorra continua ad essere per numero di affiliati l'organizzazione criminale pi corposa d'Europa, a leggere i dati forniti dalla Procura antimafia di Napoli. Per ogni affiliato siciliano ce ne sono cinque campani, per ogni 'sacrista' pugliese quattro, per ogni 'ndranghetista addirittura otto. In Campania c' anche il territorio con il pi alto tasso di camorristi rispetto alla densit abitativa, tra Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d'Aversa, comuni del Casertano con meno di 100 mila abitanti, ci sono 1.200 condannati per 416 bis e un numero esponenziale di indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. I rapper cantano 'Napoli  cocente di 416 bis' e il reato di associazione mafiosa diventa un inno, un'aspirazione. Perch l'aumento della pressione microcriminale sulla citt trova ragione innanzitutto dal calo dei criminali 'a libro paga' e dalla progressiva ristrutturazione dei cartelli. Che  come se avessero svincolato gli uomini, autorizzandoli di conseguenza a scippare e razziare in ogni zona di Napoli. Spingendoli a osare di pi, perch entrare a pieno titolo in un clan  spesso complicatissimo. E tentare di crearne uno  una prova cui molti vogliono sottoporsi. La flessibilit della camorra  la risposta alla necessit delle imprese di far muovere capitale, di fondare e disfare societ, di far circolare danaro e di investire con agilit in immobili senza l'eccessivo peso della scelta territoriale o della mediazione politica. Ora i clan non hanno necessit di costituirsi in macrocorpi, un gruppo di persone quindi pu decidere di unirsi in banda, rapinare, sfondare vetrine con gli arieti, rubare beni e rimetterli nel mercato, senza subire come in passato o il massacro o l'inglobamento nel clan. Le bande che scorrazzano per Napoli non sono composte esclusivamente da individui che fanno crimine per aumentare il volume della propria tasca, per arrivare a comprare l'auto di lusso o riuscire a vivere comodamente. Gli individui che scelgono di far rapine, aggressioni, furti, sono spesso coscienti che aumentando le proprie azioni, riunendosi, possono migliorare la propria capacit economica, divenendo interlocutori dei clan o loro indotti. La rapina, l'aggressione, il furto, sono i primi scalini che servono per diventare imprenditore. Iniziare a mettere su un capitale  un percorso di crescita, non un gesto disperato. A Napoli la ferocia  un valore aggiunto. Gi qualcuno, molti anni fa, disse che in una citt dove il valore della vita  pari a zero chiunque una mattina pu svegliarsi e decidere di mettere su un gruppo che se gli va bene potr diventare clan, se gli va male finir nella disperazione delle rapine. Il tessuto della citt si slabbra, sino a spaccarsi tra due diverse tendenze gli individui, le bande, che come parassiti si nutrono di questa violenza allargata dove ogni essere vivente  territorio da saccheggiare, e di clan che invece come avanguardie velocissime spingono il proprio business verso il massimo grado di sviluppo e commercio, tra queste due cinetiche la citt si sta dilaniando.Il quartiere di PignaseccaLa mattanza di Scampia ha generato un'attenzione che mancava dalle dinamiche di camorra da pi di dieci anni. Si torna a parlare del vecchio modello delle due Napoli. Una marcia, putrida e criminale; l'altra dotta, saggia, colta e visibilmente oscurata dalla mala-Napoli. Le due Napoli tornano visibili. La Napoli borghese, che non disdegna di parlare il dialetto con sonorit antiche, la Napoli che si considera capitale di bellezza e capacit di vita, e dall'altra la Napoli dei neomelodici, di Tommy Riccio e delle radio che trasmettono i messaggi di auguri ai carcerati di Poggioreale. La Napoli alta vede il crimine, la feccia del narcotraffico, l'arroganza del pizzo come degenerazioni della Napoli bassa, come un sacco velenoso che essa  costretta ingiustamente a trascinare. Ma questi poli opposti, queste radicalit hanno perimetri ambigui. In realt ben pi di un nodo lega quest'apparente distanza. Il fulcro dell'economia della camorra  la sua forza imprenditoriale, una forza che si innesta anche nell'economia del nord Italia, irradiandosi in Asia, America e tutta Europa. Si combatte nelle strade di periferia e i soldati, come in ogni guerra, sono i disperati che ammazzano con un indennizzo di 2.500 euro a omicidio, che prendono salari di 700 euro mensili e che sperano di arrivare agli stipendi dei 'dirigenti militari', quelli che possono intascarsi anche 20 mila euro a settimana. Le economie in palio sono astronomiche: quella dei Di Lauro supera i 500 mila euro al giorno e, secondo quanto dichiarato nel settembre scorso nella commissione parlamentare Antimafia, il clan dei Casalesi gestirebbe un patrimonio di 30 miliardi, inclusi i beni posti sotto sequestro ma ancora nelle loro disponibilit. E le loro economie possiedono i perimetri dei continenti, si muovono con i money transfer in Canada, Australia, Gran Bretagna, Svizzera, investendo in aziende, negozi, ristoranti, alberghi. I dirigenti di queste economie hanno i profili dei finanzieri, degli imprenditori internazionali, non hanno la foggia dei criminali di periferia, risiedono nelle citt europee, a Tenerife, Monaco, Varsavia, viaggiano da Pechino a Bogot e investono negli Usa, Germania, Francia. Sono uomini di mondo, che con i soldi di camorra conquistano il mondo.Sanno di correre dei rischi. Ma sanno anche fiutare le scorciatoie. L'indulto  venuto in soccorso delle disperate condizioni di vita a Poggioreale: un carcere d'inferno, il pi sovraffollato d'Europa, dove d'estate nelle celle si arriva a 45 gradi e vivono in 2.300 nello spazio che dovrebbe contenere al massimo 1.100 persone. Ma non ha avuto solo questo compito. L'indulto sembrava avere una sola certezza: nessuna concessione per chi stava scontando pena per mafia. Eppure anche il 416bis  stato risolvibile a Napoli. E il meccanismo  semplice. Un meccanismo salva-padrini. Cos  accaduto a Giovanni Aprea, boss di San Giovanni a Teduccio, uno dei territori con maggiore presenza camorristica, ma contrastata da molti cittadini di quest'area a forte tradizione operaia.I legali di Aprea hanno smontato la condanna: prima hanno proceduto con lo scorporo delle due pene che il boss stava scontando: associazione mafiosa e possesso illegale d'arma da fuoco. Poi  arrivata la richiesta di far scattare l'indulto per la pena relativa al possesso d'arma da fuoco. Una volta accettata questa richiesta, il suo avvocato ha chiesto l'applicazione della fungibilit, ossia di scalare dal periodo trascorso in prigione che era stato condonato la condanna relativa all'associazione di stampo mafioso. Come dire si  usato l'indulto sul reato dove era possibile applicarlo per arrivare a ottenere l'indulto anche sul reato che era escluso dalla clemenza. E il boss Giovanni Aprea, soprannominato 'Punt' e curtiell' non per qualche sua abilit con le lame, ma perch suo nonno interpret la figura del maestro di serramanico nel film di Squitieri 'I Guappi', torna libero. Libero di seguire i suoi affari in un territorio dove la crescita edilizia ha il profilo delle ditte dei clan.Gi prima dell'indulto i boss sono riusciti a risolvere i loro problemi con la giustizia. Pure i protagonisti della guerra di Scampia ce l'hanno fatta:  bastato cancellare 15 righe per fare svanire 80 morti, 80 cadaveri crivellati che hanno fatto inorridire il capo dello Stato e il papa. Vincenzo Di Lauro, figlio del re di Scampia Paolo, arrestato nell'aprile 2004 a Chivasso dopo anni di ricerche,  tornato libero nel giugno scorso per 15 righe e 30 minuti. Quindici righe mancanti nell'ordinanza di custodia cautelare, 30 minuti di ritardo nell'intervento dei carabinieri. Una svista, dicono. Proprio quelle 15 righe sui &quot;gravi indizi di colpevolezza&quot; che servono a tracciare il ritratto criminale di una persona che finisce in manette. Tanto  bastato. E i suoi uomini sapevano, sapevano prima dello Stato della sua uscita. Per avvertirlo e festeggiarlo gli avevano inviato un paio di scarpe, quelle della marca che ha un coltello come simbolo. Vincenzo  sparito in 30 minuti, il tempo necessario ai carabinieri per circondare il carcere e far partire il pedinamento. Prima del giovane Di Lauro era tornato libero Raffaele Amato, boss dei cosiddetti spagnoli, ossia gli scissionisti che a Barcellona hanno creato un secondo impero, rilasciato per decorrenza termini. E Giacomo Migliaccio era stato scarcerato per motivi di salute. Sono considerati due pesi massimi del narcotraffico europeo. Amato  gi entrato nella leggenda nera, perch si  arricchito unendo 'munnezza' e droga: trasportava i carichi di cocaina nascosti dentro i camion della spazzatura, l dove nessun doganiere avrebbe messo le mani. Queste scarcerazioni sono dati fondamentali anche per i ragazzi di camorra: i nuovi affiliati, tutti sotto i 16 anni, vedono che in fondo i capi pi scaltri ce la fanno. Comprendono che innescare una guerra di camorra con pi di 80 morti, che trasformare la pi grande periferia del Mediterraneo, com' Secondigliano, nella piazza di spaccio pi importante d'Europa, tutto sommato ti permette di raggiungere un potere in grado di difenderti persino dal carcere. E di fare tanti soldi.Quei capitali vanno da Napoli al Nord e poi nel resto del mondo, mentre la spazzatura segue la direttrice opposta.  per questo che il problema rifiuti non  un problema campano e meridionale. Le inchieste provano che in oltre trent'anni centinaia di imprese settentrionali hanno sversato le loro morchie, le parti non metalliche delle auto, i toner delle stampanti, migliaia di altri veleni, avvalendosi delle imprese della camorra e risparmiando in maniera esponenziale sui costi di smaltimento legale. Intere colline sono spuntate dove c'erano pianure e sopra le colline si  pure cominciato a costruire case e villette. Dopo dieci anni di incapacit a gestire la questione rifiuti, dopo il commissariamento che quotidianamente ricorda l'incapacit campana di esprimere un politico, un dirigente, in grado di coordinare la questioni rifiuti senza essere condizionati dalla camorra. Dopo tutto questo, sembra incredibile ancora raccontarsi l'ingenua fiaba che vede la 'munnezza' un problema napoletano di disorganizzazione e burocrazia marcia. Attraverso il gioco dei rifiuti si  foggiata una classe imprenditoriale fiorente che ha innestato rapporti con la grande industria nazionale e ora  proprio questa forza economica che dopo aver fatto marcire la terra, l'aria, e molti esseri umani di queste zone, impedisce una reale soluzione. Poich fin quando la situazione rimarr cos insolvibile ed incomprensibile la camorra potr continuare a intombare i rifiuti d'ogni parte d'Italia in Campania, e continuer a mischiare i 'propri' rifiuti con l'incredibile silenzio della politica, silenzio che ha il sapore sempre pi del consenso.Le leggi speciali chieste per Napoli sembrano essere quasi un palliativo. La situazione  speciale perch Napoli  una ferita che non riguarda solo Napoli. Nessuno pu pi affermare: 'Non mi riguarda'. Da qui si innescano economie e contraddizioni che irrorano il resto del paese: dai capitali criminali che altrove diventano legali, sino ai rifiuti che le imprese del Nord hanno sepolto nelle terre campane. Queste guerre di camorra, questa peste dei rifiuti che una parte d'Italia non riconosce come proprie, che ritiene un cancro inestirpabile di un organo che non appartiene al suo corpo, sono in realt sismi le cui onde si stanno espandendo ovunque.La Napoli che ha fallito il suo rinascimento, credendo di risolvere problemi antichi battezzando un luogo come autentico e sconsacrando le parti di esso in cui non si riconosceva, questa parte della citt, progressista e insieme tremendamente conservatrice, continua ancora a rappresentarsi come ci che non , nostalgica di qualcosa che non  mai avvenuto, di una vaga leggerezza offesa dal peccato originale della violenza criminale. Ma occulta colpevolmente a se stessa che l'economia dei clan, composta dai soldati della periferia, ma in grado di versare capitale in ogni territorio europeo,  la cinetica prima della ricchezza di cui gode e del potere che detiene. Ipocrita, quindi, questa distante disperazione di una Napoli che adora sentirsi ferita a morte, ma che in realt non muore mai.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Si  bucato il pallone | Cultura, Sport e Spettacolo | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 05:14:50 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[di Alessandro GilioliDimezzate le tessere per Lazio e Juventus. In calo anche Milan e Inter, le due favorite. Diversi club, tra cui la Roma, quest'anno non hanno trovato neppure lo sponsor Onore e gloria imperitura ai quasi 10 mila tifosi-talebani della Reggina calcio, che anche quest'anno hanno fatto la tessera al Granillo nonostante i 15 punti in meno e un campionato che si avvia a essere una lunga agonia verso la B. Onore e gloria anche perch in controtendenza totale rispetto al resto della Penisola, che ha visto le campagne abbonamenti dei club registrare un flop senza precedenti. Tra le big la botta peggiore l'ha presa la Lazio (meno 50 per cento rispetto all'anno scorso), ma la societ di Claudio Lotito non piange certo da sola: Udinese, Livorno e Messina viaggiano sulla stessa media, a Empoli e ad Ascoli stanno pure peggio e perfino il Milan, tra i favoriti per lo scudetto, ha visto sparire un abbonato su quattro, forse per via di un mercato cos cos. Un po' meglio va ai cugini dell'Inter, che ritroveranno nove abbonati su dieci, cos come la Roma. Ma la media di serie A - tra proroghe e promozioni dell'ultim'ora - alla fine dovrebbe assestarsi su uno spaventevole 30 per cento in meno, proprio nell'anno in cui l'Italia ha vinto i Mondiali.Allora, forse, non  una questione di punti in meno n di campagne acquisti scarsine:  il meccanismo stesso ad essersi inceppato da qualche parte. Gi, ma dove? Il primo pensiero ovviamente va a Calciopoli, ai quintali di intercettazioni estive e al dubbio che il circo pallonaro non si sia del tutto ripulito: &quot;I tifosi non sono stupidi e dopo tutto quello che hanno letto molti si sono presi una pausa di riflessione&quot;, dice ad esempio Marco Branca, direttore tecnico dell'Inter: &quot;La gente vuole prima vedere se lo spettacolo adesso  autentico e se certi personaggi sono davvero spariti&quot;. Insomma, una questione di momentanea sfiducia. Tutto qui? &quot;Beh, la crisi del sistema calcio ha scosso milioni di appassionati&quot;, dice il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, &quot;ma la fuga dagli spalti era gi in corso da alcuni anni. Si sa, l'offerta televisiva dilaga: reti generaliste, satellite, digitale terrestre, telefonino...&quot;. Colpa della tv, allora? &quot;Certo, con tutti questi nuovi media il fascino di una partita dal vivo non basta pi per convincere la gente a muoversi di casa&quot;, risponde Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus post moggiana, che ne fa per anche una questione di viabilit: &quot;Secondo me sono spariti quei tifosi che per andare alla partita dovevano fare molti chilometri e superare tanti disagi, come ad esempio le condizioni di alcune autostrade. E poi diciamo la verit: gli stadi italiani sono troppo arretrati&quot;. Eccoci dunque al quarto imputato (dopo Calciopoli, la tv e il traffico), cio gli impianti scadenti: &quot;S, bisogna ripensare il modo in cui sono fatti gli stadi&quot;, dice il ministro Melandri: &quot;Il problema  che da noi non si stanno trasformando, come nel resto d'Europa, in luoghi di intrattenimento e spettacolo a pieno titolo, in posti di ritrovo dov' piacevole incontrarsi anche nei giorni in cui non c' la partita. E poi molto spesso dalle tribune non si vede nemmeno bene il terreno di gioco&quot;. Una tesi, questa, che naturalmente piace molto a quelli di Sky, i quali negano un disamoramento al campionato per via dello scandalo (&quot;Altrimenti i nostri abbonati non sarebbero in crescita anche quest'anno&quot;), e puntano il dito appunto sulle gradinate scomode: &quot;Da noi allo stadio il comfort  nullo o quasi; i seggiolini, quando ci sono, sembrano pensati apposta per farti stare a disagio; non ci sono ristoranti, i bar sono pochissimi e i bagni fanno schifo&quot;, dice Tullio Camiglieri, dirigente di Rupert Murdoch in Italia. Che aggiunge: &quot;In Inghilterra hanno fatto una politica tutta orientata alla famiglia e le cose sono cambiate. Invece di lamentarsi perch la gente preferisce la tv, basterebbe prendere un aereo per Londra e dare un'occhiata allo Stamford Bridge, dove gioca il Chelsea...&quot;. E poi naturalmente allo stadio ci sono gli ultras, con la conseguente paura che scoppino incidenti: qualcosa si  fatto (l'interista Branca sostiene che &quot;negli ultimi due anni la percezione di sicurezza negli stadi  aumentata&quot;), ma la proroga appena concessa dal ministro Amato a chi non si  messo in regola con il decreto Pisanu  stato un segnale poco positivo. E la stessa Melandri ammette che &quot;il problema della sicurezza non  stato ancora risolto in maniera definitiva&quot;.Tuttavia anche dare tutta la colpa agli impianti poco 'family friendly' rischia di essere una semplificazione eccessiva: &quot;Gli stadi da noi sono sempre stati cos e una volta la gente li riempiva, adesso non pi&quot;, dice un esperto di economia del calcio come Diego Corrado, docente alla Sda Bocconi e collaboratore del sito Lavoce.info, &quot;quindi bisogna cercare le ragioni altrove. Come appunto nei contraccolpi di Calciopoli o nella mutazione strisciante del calcio professionistico da sport a spettacolo televisivo&quot;. E non si pu ignorare nemmeno l'annosa crisi di forza e di liquidit del nostro campionato, testimoniato dalla graduale fuga degli sponsor: &quot;Molte societ stanno facendo una fatica incredibile per trovare qualcuno che paghi per avere il nome sulle maglie, e alla prima giornata di campionato di A c'erano tre squadre ancora senza main sponsor&quot;, spiega Marcel Vulpis, ideatore e fondatore del sito specializzato SportEconomy.Eclatante il caso della Roma, terza forza del torneo e in corsa nella Champions League, ma da 18 mesi senza marchio: dopo aver imprudentemente rifiutato uno sconto alla Mazda (il vecchio partner offriva un triennale a 6,5 milioni per stagione) la famiglia Sensi ha visto sfumare la trattativa con Antonveneta e adesso ha abbassato le pretese da 10 a 7 milioni di euro. Il Messina ha finito per autosponsorizzarsi (il presidente Franza ha messo sulle casacche il logo dei suoi alberghi). La Reggina si  affidata ai soldi pubblici della Regione Calabria. La Juventus dovr ridiscutere al ribasso (&quot;Tra il 30 e il 50 per cento in meno&quot;, dice Vulpis) le condizioni con la Tamoil di Gheddafi. Poi c' il caso limite del Parma, che non solo  senza sponsor, ma non trova nemmeno un proprietario:  in vendita da quasi tre anni, cio dal crac di Calisto Tanzi. &quot;L'aspetto pi preoccupante&quot;, spiega Vulpis, &quot; la latitanza degli investitori internazionali. A parte Toyota (Fiorentina) e Bwin (Milan), tutti gli altri club hanno sponsor nazionali, se non locali. I capitalisti russi e americani si buttano sul calcio inglese o spagnolo, ma evitano quello italiano&quot;.Insomma, la disaffezione al pallone non riguarda solo gli abbonamenti, che rappresentano peraltro una voce sempre meno significativa per i conti dei club: &quot;In media ormai le societ incassano dalle tessere meno dell'8 cento dei loro ricavi, quindi un quarto di abbonamenti persi significa una diminuzione degli introiti inferiore al 2 per cento&quot;, spiega Diego Corrado: &quot;Semmai il problema  che le gradinate vuote hanno una pessima resa televisiva, e i diritti tv invece rappresentano pi di met dei ricavi dei club. Quindi in futuro alle societ converr riempire tribune e curve anche riducendo i prezzi&quot;. Tra l'altro, secondo Corrado, &quot;abbassare il costo dei biglietti favorirebbe il ricambio degli spettatori (meno hooligans pi famiglie, com' avvenuto in Inghilterra) e quindi incentiverebbe il merchandising, un settore i cui i club italiani sono molto indietro rispetto ai big esteri&quot;.Non molte, in verit, le societ che hanno capito quest'antifona: all'Ascoli si pu prendere la tessera con un prestito a tasso zero con una banca convenzionata; all'Udinese si sono inventati il due per uno, vale a dire che ogni abbonato vecchio ha il posto gratis se ne porta con s uno nuovo; alla Reggina c' la minitessera 'di prova' per i primi cinque match; al Genoa (che pure  uno dei pochi club con il segno pi rispetto all'anno scorso) sono in promozione delle 'tribune famiglia' per portare mogli e figli al Marassi. Caso a parte la Juventus, che ovviamente ha ridotto i prezzi (la curva  passata da 250 a 165 euro), ma per ora viaggia sui 10 mila abbonati contro i 25 mila dell'anno scorso.  proprio la Juve il club che pi s'ispira, per la sua rinascita, al mitico modello british: &quot;Dopo questa stagione transitoria all'Olimpico, il nostro obiettivo  avere uno stadio familiare, confortevole e con tanti servizi&quot;, promette Cobolli.Per intanto la crisi c', e spesso ai problemi comuni vanno ad aggiungersi questioni locali, molto contingenti: a Udine, per esempio, la societ ha dato il via alla campagna tesseramenti solo il 30 agosto perch prima mancava l'accordo con il Comune sullo stadio e si temeva di giocare a Padova. All'Ascoli si  iniziato a vendere abbonamenti solo tre giorni prima del via. Alla Lazio  in corso una sorta di boicottaggio da parte degli ultras contro la presidenza Lotito. Al Messina - ripescato in A - fino a poche settimane fa non sapevano neppure in che serie avrebbero giocato. Sempre per motivi specifici alcuni club sono andati controcorrente: come l'Atalanta (neopromossa in A), il Napoli e il Genoa (saliti in B). E qualche segnale positivo  arrivato dalla prima di campionato, che ha visto i botteghini con un saldo attivo (seppure minimo) rispetto all'inizio della stagione scorsa.Ma la gioia di una promozione o la curiosit per un nuovo campione non pare possano fermare un processo che - piaccia o no -  in corso da tempo ed  destinato a rafforzarsi con l'evoluzione della tecnologia. Perch il calcio (e non solo quello italiano, ovviamente) sta per entrare nell'era dell'alta definizione tv, da guardarsi sugli home theatre di casa (vedi articolo a pag. 156). Gi quest'anno Sky propone le prime partite in Hd, una rivoluzione - in termini di qualit d'immagine - paragonata da molti al passaggio dal bianco e nero al tv color. Quando poi l'interattivit consentir di visualizzare on demand sul proprio schermo replay, statistiche, inquadrature, focus e cos via, lo show calcistico trover ulteriori motivi per essere vissuto meglio in remoto che sul posto. E gli stadi (dove prima o poi si entrer gratis o quasi, visto che il pubblico sbandierante  parte a tutto tondo dello spettacolo venduto alle tv) per fare incassi dovranno inventarsi servizi aggiuntivi, un po' come i siti Internet e i gestori telefonici: vale a dire trasformarsi in luoghi di entertainment sportivo-commerciale (vedi scheda in questa pagina). In pratica dei mall in cui - tra supermarket, videogames, sale scommesse, multicinema, Mediaworld, McDonald's, Pizza Hut e cos via - la partita sar poco pi di un pretesto per un'esperienza domenicale di svago e (soprattutto) di consumo. A quel punto la vecchia tessera degli abbonati sar solo un romantico ricordo del pallone che fu.FonteCome sar lo stadio del futuroPi piccolo L'obiettivo principale per i club sar offrire alle riprese tv degli spalti gremiti. Un impianto da 30-40 mila posti pieno  molto pi telegenico di uno stadio da 80-90 mila posti mezzo vuoto.Quasi gratuito Per la stessa ragione, i prezzi (non pi competitivi con l'offerta televisiva digitale ad alta definizione) dovranno essere abbattuti. Botteghini e abbonamenti rappresentano del resto una percentuale in costante calo degli introiti di una societ. La diminuzione di incassi verr compensata da servizi aggiuntivi e merchandising.Polifunzionale Mega parcheggi, supermercati, cinema multiplex, sale giochi, sale scommesse, ristoranti, megastore: gli stadi diventano dei mall. E le societ avranno una percentuale sul giro d'affari.Sempre aperto Questa evoluzione rende lo stadio un luogo in cui si potr andare (a fare la spesa, al cinema, a comprare dvd) anche nei giorni della settimana in cui non c' la partita.Gestito dai club Il ministro Melandri sta pensando ad affidare ai club la gestione diretta degli impianti. Con steward e vigilanti privati anche per garantire la sicurezza del pubblico, come avviene da anni in Inghilterra.Merchandising oriented La vendita di magliette, bandiere, gadget, giochi, dvd di vecchie partite etc.  un settore ancora poco arato dai club italiani, mentre rappresenta un introito crescente per le societ straniere.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[La citt incompresa | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 03:25:49 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[di Massimiliano FuksasLe aree urbane in passato sono spesso state disegnate da uomini di potere in base a logiche politiche. Ma oggi gli architetti dovrebbero porre attenzione alle esigenze sociali  San PietroburgoIl sociale e la citt  un tema che ricorre periodicamente come le stagioni nella elaborazione teorica dell'architettura. Si  sempre cercato di pervenire a una conclusione definitiva e certa nei rapporti tra la struttura urbana e la sua incidenza nel sociale.  un po' come tutte le teorie che si pongono l'ozioso quesito se sia l'uomo a produrre aggressivit o al contrario  la societ che produce i mali di cui l'uomo  vittima. La Biennale di Venezia di quest'anno, inaugurata il 7 settembre, riporta ai temi urbani e sociali di quest'epoca difficile di post-globalizzazione. Naturalmente ogni disquisizione e ipotesi ha il corollario ben noto: il 60 per cento della popolazione mondiale ormai vive in aree urbane.L'idea di citt, a parte le teorie del Rinascimento, ha avuto emblematicamente significato quando uomini di potere (quasi assoluto o assoluto) hanno deciso il bene e qualche volta il male dei popoli amministrati. Per esempio San Pietroburgo, come tutti sanno,  nata per volont dello zar Pietro, il quale, un po' per ragioni militari, la guerra contro gli scandinavi che risalivano il fiume Neva in un'area paludosa, e un po' per sfuggire ai complotti di palazzo a Mosca, ebbe l'idea di costruire una citt. E tra l'altro invent il concetto di prospettiva urbana facendo una strada lunga chilometri.Poi tocc ad Haussmann. Poi in generale alle citt dell'800. A parte pochi interventi come i citatissimi casi di Brasilia, Chandigarh, e Dhaka, esempi di architetti impegnati non in singole opere, ma in grandi aree urbane ce ne sono ben pochi. La Cina stessa, che poteva essere il primo paese a dare senso a una nuova visione urbana,  ricaduta nel sistema dell'urbanistica anglosassone e occidentale.Cambiano soltanto quantit e dimensioni. Nel pendolo del gusto (tanto per citare il grande Gillo Dorfles), fra critica all'architettura iconica e landmark, e riscoperta dell'urbanistica sociale, il giusto equilibrio  in quel territorio tra le due opzioni: architettura iconica - urbanistica sociale. In ogni caso, chiamiamolo sociale o chiamiamolo etico,  sempre a questo ambito che l'architetto dovrebbe porre attenzione.E non solo. Non  facile attribuire percentuali di responsabilit per i problemi che oggi investono le grandi metropoli. Quanto, in percentuale, di responsabilit  da attribuire ai politici, agli speculatori immobiliari o agli architetti? Oppure tutti insieme, politici, immobiliaristi, abitanti, urbanisti, architetti, filosofi, sono ugualmente preda di una incomprensione dei fenomeni urbani attuali?<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Dimenticare Castro e Chvez | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 03:32:16 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Il loro populismo in America Latina oggi  in crisi. Come dimostrano i casi di Cile e Brasile. Ma non  ancora vinto Chi avrebbe mai immaginato che all'inizio del XXI secolo l'ottantenne dittatore comunista di una piccola isola in dissesto avrebbe avuto un'influenza sull'America Latina pari a quella del presidente degli Stati Uniti? Strano, ma  cos: la geopolitica  stata deviata dal realismo magico e la superpotenza globale pare una reliquia politica, mentre Fidel Castro esercita la sua influenza, pari a quella di George W. Bush. I pi intimi alleati di Castro sono al potere o sono alcuni dei pi popolari politici dei loro rispettivi Paesi. Il suo antiamericanismo  trionfante. Le sue idee, liquidate pressoch ovunque dalla fine degli anni Ottanta, non sono pi oggetto di studio nei libri di storia, bens temi caldi dei dibattiti nazionali, delle piattaforme elettorali e, in alcuni Paesi, delle decisioni dei governi. Questo risultato assai inverosimile  dovuto a tre fattori trainanti principali: la disillusione dei latino-americani nei confronti del libero mercato e delle politiche filoamericane diffuse negli anni Novanta; le nuove priorit statunitensi all'indomani dell'11 settembre (combattere il terrorismo islamico, le guerre in Afghanistan e in Iraq), in seguito alle quali l'America Latina  diventata in buona parte trascurabile; e infine l'ascesa al potere in Venezuela di Hugo Chvez. Quest'ultimo fattore sarebbe a sua volta trascurabile se non fosse per la coincidenza dell'entusiastico e ammirato abbraccio a Castro da parte di Chvez e della ricchezza petrolifera che ha consentito al presidente venezuelano di salvare l'economia cubana e al contempo acquisire peso politico in tutto il continente. Nei suoi frenetici investimenti politici Chvez  stato guidato da Castro e sostenuto dai diplomatici e dai servizi cubani d'intelligence, esperti nell'operare all'estero in contesti politici burrascosi. I soldi venezuelani e l'intelligence cubana si sono amalgamati in una miscela esplosiva, ormai presente nelle politiche interne di tutta la regione. Ma non sono stati soltanto il petrolio di Chvez e gli agenti di Castro: a tornar utili a Chvez e ai suoi alleati sono stati anche il mercato antiamericano, quello che si oppone al libero mercato, e i messaggi antiglobalizzazione. In tutta la regione la mediocre performance economica degli ultimi due decenni si  stagliata in aspro contrasto con le strombazzate promesse di un'imminente prosperit che avrebbe dovuto essere garantita dall'adozione di politiche economiche orientate al libero mercato e dalla firma di accordi per il libero commercio con gli Stati Uniti. Il fatto che queste politiche siano state annunciate spesso ma mai messe in atto, o il fatto che la loro attuazione sia malriuscita, incompleta o male interpretata,  una realt di cui pochi hanno intenzione di prendere atto, una realt comprensibilmente irrilevante per i milioni di persone che tribolano per sfamare le loro famiglie. Per molti latino-americani le riforme economiche degli anni Novanta sono state soltanto una delle tante truffe portate a segno dagli Stati Uniti in combutta con le lite locali. Mentre la regione combatteva contro una deludente performance economica, spiacevoli realt sociali e un crescente risentimento, gli Stati Uniti avevano altre emergenze di cui occuparsi nel mondo. Di conseguenza, si  andata esacerbando una tendenza gi presente da tempo: l'attenzione di Washington per l'America Latina si  fatta quanto mai sporadica, frammentaria e contraddittoria e il processo decisionale  diventato ancor pi noncurante e inefficiente. I problemi socio-economici dell'America Latina possono essere risolti soltanto dai latino-americani. La maggior parte dei problemi della regione non sono causati da Washington: si tratta piuttosto di ferite auto-inflitte, procurate da lite rapaci che esercitano forme di controllo sui processi decisionali a Buenos Aires, Caracas, Brasilia o Citt del Messico.Ci nonostante, come dimostra il Cile, non  infondato sperare che un certo progresso sociale sia realizzabile: il Paese ha tolto dall'indigenza milioni di persone perseguendo proprio le politiche disprezzate da Chvez e dai suoi emuli. In pi, come testimonia il caso del Brasile, pu anche accadere che un presidente democratico, orientato a sinistra, che ha a cuore la sorte dei poveri, eviti le allettanti trappole populiste che,  risaputo, sul lungo periodo arrecano danno proprio ai poveri.I recenti risultati elettorali di Per e Messico dimostrano che l'elettorato non si lascia influenzare tanto facilmente dalle promesse di politiche ispirate a Castro e finanziate da Chvez. In realt, piuttosto,  quanto mai chiaro ormai che per un candidato essere intimo di Chvez equivale a qualcosa di rovinoso. Eppure, nello stesso modo in cui era troppo presto per presagire che l'America Latina si sarebbe diretta a sinistra, cos ora  prematuro annunciare la nuova sconfitta della sinistra castrista. Dopotutto, infatti, i presupposti dell'ascendente di cui gode - povert, disuguaglianza, emarginazione, corruzione - sono ancora presenti, come del resto Castro e Chvez. E il petrolio  arrivato a 70 dollari al barile. traduzione di Anna Bissanti<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Piccoli vegetariani crescono | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 08:40:57 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[di Daniele FanelliIl pediatra Luciano Proietti sfata un vecchio pregiudizio. E spiega che anche una dieta priva di carne pu assicurare ai bambini il giusto apporto di valori nutrizionali Luciano Proietti  medico-chirurgo, specializzato in pediatria e chirurgia pediatrica. Ha lavorato per vent'anni all'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, e dal 1975 collabora a ricerche sulla dieta vegetariana con l'Universit di Torino. Con il libro &quot;Figli vegetariani&quot; intende, spiega, &quot;evitare che i genitori contrari alla carne commettano errori&quot;.Quale dieta  ideale per i bambini?&quot;Una dieta funzionale per la crescita pu essere sia carnivora che vegetariana. Nel primo caso, per, non si dovrebbe dare carne ai bambini pi di una volta la settimana; e nei piccoli non allattati al seno non pi di una volta al giorno. Nel secondo caso, invece, occorre evitare un eccesso di fibre, e sopperire ad alcune carenze vitaminiche. Da tempo, comunque, non c' pi controversia sull'argomento: gi nel 1995 l'Accademia Americana di Pediatria ha affermato che una alimentazione vegetariana equilibrata  adatta anche in et pediatrica e consente di evitare molte patologie&quot;.Allora perch quasi nessuno consiglia una dieta vegetariana?&quot; un problema innanzitutto culturale. Il nostro ambiente non  pronto a ricevere questo messaggio. Poi esiste una notevole disinformazione, a tutti i livelli. E i pediatri preferiscono non rischiare errori gravi, che li porterebbero in tribunale. Nei bambini  pi sicuro eccedere con la carne che diminuirla, anche se si causano obesit e altre malattie&quot;.Pensa che esistano anche conflitti di interessi?&quot;Certamente. Una ricerca finanziata dalle industrie casearie, per esempio, non potr certo parlare male di latte e formaggio. E facendo certe affermazioni in televisione si possono mandare in crisi interi settori industriali: si pensi all'influenza aviaria. Io stesso sono andato qualche volta in televisione, e mi hanno sconsigliato di fare certe affermazioni, oppure le hanno tagliate dalla registrazione e non mi hanno pi invitato&quot;. una situazione destinata a cambiare?&quot;Ho sempre pensato che la verit vada avanti da sola. Ma ci vuole tempo perch i dati scientifici siano accolti dalla medicina accademica, poi dai medici operanti e infine dalla gente. In trent'anni, comunque, c' stata una rivoluzione alimentare straordinaria. Oggi tutti consigliano pi vegetali e meno cibo animale. E il formaggio non  pi considerato un fine-pasto, ma un secondo piatto. Occorre continuare a dare un'informazione corretta, e piano piano arriver a tutti&quot;.<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Antonello De Pierro su falsa promessa ICI : Italy imc]]></title>
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<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 02:58:31 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Antonello De Pierro, direttore del Portale dell'Informazione Nazionale Italymedia.it  intervenuto con fermezza sulla promessa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di abolire l'Imposta Comunale sugli Immobili, meglio conosciuta come ICI, sulla prima casa. E' stata l'ultima lancia scagliata con la forza della disperazione da parte di un Cavaliere ormai col cavallo morente. Con l'approssimarsi del verdetto dell'urna ha cercato di giocare la carta della demagogia pi spregevole, dopo i &quot;bambini bolliti per concimare i campi&quot; e lo spauracchio delle varie tasse inventate, facendo leva sulle emozioni confuse di una popolazione ormai stremata e spolpata dalla politica aggressiva esercitata dalla classe dominante in un quinquennio da affondare per sempre nelle paludi dell'oblio. I sindaci sono saltati sulla sedia quando hanno udito quelle parole, tra l'altro proferite in extremis, e quindi senza la possibilit di un contraddittorio, di una replica che potesse spiegare quanto fosse vacillante la piattaforma su cui un premier ormai all'angolo, aveva posato l'illusione degli italiani di risparmiare l'ICI, e il suo barlume di estrema speranza di &quot;rapinare&quot; qualche consenso a quell'esercito di &quot;coglioni&quot; che ha preso definitivamente le distanze da chi negli ultimi due anni ha accresciuto il suo patrimonio, tanto da passare da 5,9 miliardi a 12 miliardi di dollari, che ha fatto varare ben quindici leggi ad personam, che ha trasformato abilmente il famoso conflitto di interessi in &quot;armonia di interessi&quot;, che ha fatto retrocedere, nonostante lo share di gran lunga pi elevato, gli introiti pubblicitari della RAI, facendo lievitare in maniera esponenziale quelli delle reti Mediaset, e che soprattutto ha travolto, stravolto e mortificato la Costituzione, mentre la maggior parte degli italiani ha dovuto fare i conti con una crisi economica senza precedenti. Certo, tra i tanti, qualche &quot;coglione vero&quot; ci sar pure, che creder alla panzana dell'ICI e regaler (o forse meglio doner) il suo voto al quel Centrodestra che ha calpestato i suoi diritti, ma indubbiamente i tanti dimostreranno al nostro caro e simpatico premier che l'appellativo poco ortodosso loro affibbiato non calzava affatto e che l'Italia si governa con i fatti, e non con la retorica populista a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Anche gli alleati postfascisti e pseudocristiani sono rimasti spiazzati dall'assist berlusconiano, e pur probabilmente non credendo all'ultima frottola &quot;acchiappavoti&quot;, a una manciata di ore dalle consultazioni elettorali hanno dovuto sostenerla a tambur battente. Il macigno di propaganda pura scagliato dal Berlusca, su una campagna elettorale gi infuocata, si sgretola da solo al primo vento di saggezza riflessiva della coscienza degli elettori, anche perch lo stesso premier non ha indicato dove avrebbe preso i soldi0 per colmare l'eventuale voragine provocata dall'abolizione dell'ICI (probabilmente solo perch egli stesso non lo sapeva). Il gatto berlusconiano si morde dolorosamente e inesorabilmente la coda. Il denaro incamerato dai comuni con l'imposta in questione va a soddisfare le esigenze primarie nel campo dei servizi (scuola, sanit, ecc.) Qualcuno, facendo i raggi al cranio del premier ha ventilato la possibilit di aumentare l'imposta comunale sulle eventuali altre case di propriet. Un'ipotesi irresponsabile da far venire i brividi. Chi possiede altri immobili di propriet, generalmente li affitta, e un'eventuale soluzione di questo tipo, andrebbe indubbiamente ad influire proprio sugli affitti gi esosi, che getterebbero tonnellate di combustibile sul fuoco della precariet e dell'incertezza che brucia a fiamme elevate sulla realt quotidiana della popolazione. Quella precariet ed incertezza, foraggiate da cinque lunghi anni di governo antipopolare, che ha distrutto il mercato del lavoro e annientato lo stato sociale e che pur di soddisfare la demagogica statistica del milione di nuovi posti di lavoro, sottoscritto nel famoso e monofirmato contratto con gli italiani, ha distribuito a grappoli contratti di assunzione a breve termine, che hanno disegnato il profilo preoccupante di un futuro instabile di pi generazioni di &quot;coglioni&quot; (dopo il danno la beffa), che ora manderanno a casa il signor Berlusconi, archiviando il capitolo socialmente pi tragico e buio della storia repubblicana, con le dolorose pagine scritte sul sacrificio soprattutto delle cellule pi deboli del tessuto sociale, tra sorrisi beffardi, &quot;tagliandi&quot; estetici, panzane e bandane. www.italymedia.it<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Vita da cani | ItalyMedia Informa | ItalyMedia Informa]]></title>
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<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 05:27:03 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[Roma - dal 20 giugno al 10 luglio 2008Masha Sirago in &quot;Vita da cani&quot;  Masha Sirago e Tiffany Masha Sirago e TiffanyUna mostra di aforismi fotografici in 40 scatti in giro per Roma tratti dal libro omonimo dell'artista,  aspassocolcane@libero.itQuesto indirizzo e-mail  protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo Inaugurazione 20 giugno 2008. ore 18,30email:  mashasirago@tiscali.itQuesto indirizzo e-mail  protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo  L'ARCILIUTOPiazza Di Montevecchio 5 00186 Roma+39 066879419 (info), +39 066879406 (fax)www.arciliuto.it<br/><br/>2 Voti ]]></description>
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<title><![CDATA[Dici Rai e sono guai | Attualit e Cronaca | Le Notizie]]></title>
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<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 04:10:14 -0700</pubDate>
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<description><![CDATA[di Denise PardoIl centrosinistra vuole imporre i suoi. Ma il centrodestra controlla il cda. Cos i due Poli sono costretti a cercare un accordo. Tra risse e cene, minacce e ambasciatori Prove tecniche di accordo forzato. Obbligati a trovare un'intesa in un clima sempre pi surriscaldato tra insulti incrociati e 'pizzini' spuntati al momento giusto. Costretti a cercare una via d'uscita perch l'alternativa  lo stallo o il rovesciamento del tavolo. Benvenuti alla Rai, dove la partita delle nomine si gioca a met tra la corrida e la blandizia. E dove per convincere il Polo a non bloccare i ricambi al vertice si punta su una componente nuova, estranea ai corridoi di Saxa Rubra e al palazzo del Cavallo contaminati finora solo dalla peste delle epurazioni tout court: il risarcimento, la disponibilit a pagare il prezzo dello scambio. &quot;Non ci saranno pi disoccupati in Rai&quot;, ha dichiarato il presidente Claudio Petruccioli. Encomiabile intenzione, pillola ben indorata. In realt, per la tivv pubblica e per i suoi vertici, il presidente e il direttore generale Claudio Cappon, la tappa  obbligata. Sic stantibus rebus, l'esperimento va tentato, costi quel che costi. D'altra parte, l'alternativa  la paralisi. A fine luglio, poco dopo il suo insediamento, Cappon ha affrontato subito una delle pratiche pi spinose: la direzione delle Risorse Umane. E ha chiesto cortesemente a Gianfranco Comanducci, agguerrito capo del personale pi che berlusconiano che da anni governava nell'ombra la Rai, di farsi da parte (Cappon allibito ha avuto come risposta un diluvio di singhiozzi dall'uomo che ha sempre fatto tremare dipendenti e precari). Ma allora si credeva ancora che il convitato di pietra, l'ostacolo al giro di boa dell'Unione in Rai, l'algido Angelo Maria Petroni, consigliere nominato dall'azionista, il ministero dell'Economia, sarebbe stato rimosso. Ribaltando cos la maggioranza nel cda a favore del centrosinistra. Il consigliere in pectore prodiano Alessandro Ovi stava gi scaldando i muscoli. Ma il notevole dossier di pareri legali che ne dichiarano l'intoccabilit messo su da Petroni, il signorile distacco del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, guru finanziario poco affezionato al volgare spoil system, e forse, secondo i maliziosi, la strategia prodiana di dimostrare che la situazione  cos complicata (&quot;Pi del Libano&quot;, ha detto) da indicare come unica soluzione il mandare tutti a casa, hanno lasciato spazio solo a un esperimento di biopolitica: il tentativo di larghe intese. In soldoni, dente per dente. Cio poltrona per poltrona, nomina contro nomina. Un percorso tra due fuochi incrociati. Risarcire il Polo che altrimenti nella tetra sala del consiglio Rai al settimo piano blocca tutto, ma risarcire anche Prodi, che nella Rai ideale decisamente non voleva Petruccioli e pi blandamente Cappon (perch almeno il direttore generale voleva sceglierlo lui).Cos per una candidatura di Gianni Riotta al Tg1 (appoggiato da Prodi, con tutte le mosse giuste in curriculum: dichiararsi figlio spirituale del cardinal Angelo Scola, firmare una grande intervista prima a Romano Prodi, poi a Massimo D'Alema, mentre 'il Foglio', perfido, segnala che tanta bravura merita un giornale tutto suo) c' il rovello dei tessitori e il negoziato sul filo del rasoio se sia meglio spostare Clemente Mimun a Rai Sport o a Rete Due. Per un Gianfranco Comanducci che deve cedere il passo a Maurizio Braccialarghe (ex dirigente della Cisl, ex direttore di Radio Rai, arrivato con Pier Luigi Celli, benvoluto a Palazzo Chigi), c' l'altalena su quale sia il miglior risarcimento da parte dei consiglieri azzurri preoccupati di non accettare la prima offerta e di voler capire fino a che punto possono chiedere di pi. Per una Giuliana Del Bufalo benvista alla direzione delle Relazioni Esterne, c' un Guido Paglia targato An a cui proporre il posto di amministratore delegato di Rai Sat. E un Roberto Sergio direttore dei Nuovi Media, figura cara all'Udc che, maggiormente valorizzato, riempirebbe di gioia il cuore del consigliere Marco Staderini. E cos tutto. Casella per casella, fra maggioranza e opposizione e poi all'interno di ciascuno schieramento.Per uscire dall'impasse Petruccioli e Cappon stanno dando il fegato al paese. Nel senso che le trattative sono spesso oggetto di lunghe e appetitose colazioni. Una girandola di incontri con un rituale preciso: prima il faccia a faccia con ognuno dei consiglieri del Polo, Petroni, Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici, Gennaro Malgieri, Marco Staderini. Poi la riunione del conclave della Casa delle libert. Stessa tecnica anche con i consiglieri del centrosinistra: Sandro Curzi, Nino Rizzo Nervo, Carlo Rognoni. Petruccioli o Cappon indicano un nome. La reazione  sempre di grande apprezzamento. &quot;Bene. Ma lo votate?&quot;,  la domanda che segue. La risposta  pi nebulosa di un l'I Ching: &quot;Dobbiamo parlarne a fondo. La situazione  complessa, il cammino problematico&quot;.Anche perch la partita delle nomine rientra in uno scenario molto pi ampio e coinvolge personaggi e interessi di ben altra portata. La Rai dell'Unione si intreccia con il dibattito sull'annoso problema del conflitto d'interessi che il centrosinistra deve per forza affrontare rispettando il suo programma, soprattutto dopo averne fatto un refrain senza tregua anti-Silvio Berlusconi. Ma il vero timore di Mediaset e dell'ex premier  la presa della legge Gasparri da parte del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. &quot;Il nodo centrale sta nel fatto che il centrosinistra vuole cambiare il Sic e il tetto della pubblicit&quot;, dicono a Cologno Monzese. Questa volta, la situazione pu davvero precipitare. Gentiloni non  un politico tuttologo che ha bisogno di tempo prima di assimilare e appropriarsi in modo adeguato della materia. Il neo ministro conosce quella legge in tutti i suoi cavilli, e gi quando ha giurato al Quirinale aveva le idee molto chiare su come intervenire e cosa eliminare. Anche se poi alla fine ci sar da fare i conti con la scarsit dei voti al Senato. E con un Cavaliere che si batter allo sfinimento usando ogni mezzo a disposizione.La strada del dialogo non suscita entusiasmo e si scontra con continui focolai di polemica. Anche se gli appelli del Quirinale ogni giorno spingono per la pacificazione nella vita politica, il rischio in Rai  di dare vita alla fine solo a un nuovo Grande Inciucio. Il direttore generale Cappon, uomo molto pi interessato al progetto di una Rai all'altezza del servizio pubblico che alle nomine, si  trovato in un cul de sac. E non p