Una Sinistra come quella italiana non esiste in nessun paese occidentale. E’ comunque un sistema superato in tutti i paesi evoluti. Nel contesto italiano questa sinistra non e’ alleata delle nuove generazioni, la Sinistra si trasforma cosi’ da ipotetico supporter a terribile avversario. Per i giovani e’ come giocare una partita truccata in cui nonostante la preparazione della squadra e l’entusiasmo delle curve siano al massimo, l’arbitro veste la maglia della sinistra falsando inevitabilmente il risultato. Negli ultimi anni questo continuo barare sembra essere diventato una regola. Ma, sebbene la consuetudine siamo pur sempre di fronte ad uno sporco gioco che deve essere necessariamente denunciato. I giovani non possono farsi contagiare da chi li giudica con vecchie chiavi interpretative, spesso intrise di ideologie e li liquida come una generazione da compatire in quanto economicamente e socialmente precaria. Le nuove generazioni sono cresciute con la maglia della globalizzazione, navigano disinvolte nel mare delle novita’ e sarebbero in grado di orientarsi benissimo se solo cio’ non gli fosse impedito dalle diffuse rigidita’. La flessibilita’ e’ entrata nella loro cultura. I giovani non hanno il complesso della prima classe, viaggiano in low-cost alla velocita’ della globalizzazione che impone loro un forte senso della realta’. Sono ben consapevoli e non del tutto dispiaciuti che “il per sempre “ dei loro genitori si e’ trasformato nel “per adesso” e il continuo adattamento e’ dettato dalla ricerca del “meglio”. Le nuove generazioni diversamente dalla Sinistra, sanno leggere le dinamiche del mercato del lavoro, non ragionano piu’ secondo il parametro del “posto di lavoro”, statale e fisso, ma secondo quello del rapporto di lavoro flessibile e plurimo. L’azione di questa sinistra produce dei gravi ritardi nelle scelte dei giovani. I giovani sanno che il gioco e’ cambiato e sarebbero anche dei bravi giocatori se solo chi istituzioni e parti sociali, ha l’onere di aggiornare le regole avesse il coraggio di farlo, anziche’ perseverare nel difendere un mondo che non c’e’ piu’, o addirittura strumentalizza il senso di insofferenza giovanile promettendo deresponsabilizzandoli forme di illusoria sicurezza che conducono all’inevitabile declino economico. Quanti, spesso in cattedra, demonizzano la cultura del rischio, non valorizzano l’auto-imprenditorialita’ e vorrebbero educare all’egualitarismo mascherato da uguaglianza, devono essere isolati. Di certo l’attuale contesto politico non aiuta a migliorare le condizioni dei giovani. Anzi le scelte politiche di questa Sinistra, imprigionata tra radicalismo di matrice comunista e’ fisiologicamente destinata a produrre disvalori, e danneggia la fascia di popolazione piu’ giovane (un esempio chiaro la riforma delle pensioni approvata dalla Sinistra chiamata riforma Dini con il passaggio del calcolo delle pensioni dal sistema retributivo al sistema contributivo dava pensioni bassissime alle nuove generazioni) e fa innescare la retromarcia al paese. Oggi e’ necessario, e gli organismi internazionali lo confermano puntualmente, innalzare i tassi di scolarizzazione e di occupazione attraverso una nuova impostazione del mondo del lavoro come previsto dalla legge Biagi. Strumento importantissimo soprattutto per agevolare e anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, cosi’ da dar loro la possibilita’ di acquisire un bagaglio di esperienza lavorativa in giovane eta’ e accompagnarli successivamenti attraverso aiuti con forme di garanzie per accesso al credito verso forme di lavoro autonome, sicuramente piu’ utili alla collettivita’ e alla crescita economica del paese di un posto nella Pubblica Amministazione. Resta chiaro che non e’ colpa della legge Biagi, se chi doveva approvare le tutele sociali (disoccupazione, malattia ecc..) collegate alla legge non l’ha fatto. Perche’ non e stato fatto? Francesco Mazzeo Segretario de “ I Socialisti Per Le Liberta’”
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