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La rivoluzione del Pd? Il web. L'analisi di Affari

articolo tratto da Affari Italiani. Articolo pubblicato  con  il consenso  dell' autore.

Ai campioni dello sport interessa solo vincere. E a chi vince non importa chi arriva secondo. Di solito è così anche in politica. Anche per le primarie del partito democratico. Non c’era "bisogno" di Renato Mannheimer per capire, a meno di due mesi dalle primarie per la leadership del Pd, chi è il super favorito. Un nome solo è al comando, Veltroni. Che il 14 ottobre giungerà solitario al traguardo. Non c’è competizione. Né sui candidati, molto diversi fra loro ma politicamente e organizzativamente deboli rispetto al sindaco di Roma. Né sui programmi, tutti inadeguati, appiattiti e fumosi. Comunque per i "secondi", arrivare alle spalle del sindaco di Roma ha un significato politico non di poco conto. E’ una cambiale da mettere poi all’incasso, nel nuovo partito e a livello di  governo. Vale per Enrico Letta e Rosy Bindi, ma anche per gli altri competitors. Ora l’interesse riguarda soprattutto la percentuale che Walter raggiungerà (sarà comunque un plebiscito) e l’affluenza alle urne, di certo nettamente inferiore ai quattro milioni di Prodi nel 2005 quando il popolo di Centrosinistra, allora unito, volle dare un segnale contro Berlusconi. Stavolta si arriva all’appuntamento col fiatone e in un clima avvelenato. C’è divisione ai vertici dell’Unione sull’azione immediata del governo e sul suo futuro, sulle prospettive della coalizione di Centrosinistra, sulle alleanze del partito democratico. Pesa l’insoddisfazione verso il governo Prodi e pesano le risse della nomenclatura di Quercia e Margherita per marcare il potere nazionale e nel territorio e per delineare i confini di vecchie e nuove correnti: un gioco al massacro che amareggia i militanti e disgusta gli elettori, indebolendo l’interesse e la partecipazione alle primarie.Il rischio è che i sei candidati delle primarie giochino in queste settimane partite di un "altro" campionato. Come se il futuro del governo e del Centrosinistra, l’avvenire stesso del Paese non li riguardasse, come se Berlusconi e il Centrodestra fossero in via di smantellamento e non pronti a riprendere in mano le redini del Paese.   A differenza delle primarie 2005, la novità è data da un forte impegno dei candidati sul terreno della comunicazione con un peso rilevante dell’uso di internet, con i suoi annessi e connessi. Queste primarie danno la svolta alla comunicazione politica italiana con conseguenze importanti nelle prossime campagne elettorali. In questo senso il partito democratico apre la via politica italiana a internet. Almeno su questo il Pd Made in Italy ricalca, pur con limiti e ritardi, i democrat americani. Un flash sui siti dei sei candidati:WALTER VELTRONI - sito: www.lanuovastagione.it La potente (e costosa) macchina da guerra ideata e messa in campo per Veltroni dal senatore Ds Goffredo Bettini, il "Regista", punta strategicamente sulla comunicazione incentrata su un sito internet "professionale", attraente e ricco di spunti. La foto di Walter, molto espressiva sullo sfondo verde e azzurro, e il titolo della home page "la nuova stagione" sintetizzano egregiamente il tutto. E’ pieno di blog, con social network, scambio foto via Flickr, si va a Youtube con richiami a Twitter e Il Cannocchiale. E’ un sito con poco spazio per il curriculum del candidato (su Veltroni si sa tutto...) e per il partito (tanto c’è poco da dire...): punta tutto sulla community, quindi sul dialogo. E i numeri, con quasi 10 mila visitatori al giorno, stanno a dimostrarlo. E’ un sito/scuola.  ROSY BINDI - sito: www.scelgorosy.it Anche Rosy ha con sé un regista d’eccezione: il ministro della Difesa Arturo Parisi. Sua l’idea di candidare come capolista dei collegi solo donne. Quattrocentosettantacinque donne in corsa in tutta Italia: una valanga rosa pro Rosy! Il sito si presenta bene, con copertina color arancio e contenuti in libertà, addirittura "spinti" fino a fans con proposte di matrimonio per la candidata. Anche qui foto (Rosy rassicurante, donna di cui ci si può fidare) e slogan centrato (partito democratico, davvero) dicono molto del personaggio. Che punge e graffia. Nel Rosy blog del 15 agosto attacca a muso duro il concorrente Enrico Letta che ha definito "straordinario" il periodo degli anni '80. Per Rosy, invece, sono "gli anni del disimpegno sociale, della  politica dal corto respiro, dell’arrivismo sfrenato". Tanti i siti amici come www.iostoconrosy.it gestito da volontari e quello del premier Prodi in nome del quale la Bindi si candida. Sito a modello del candidato.ENRICO LETTA - sito: www.enricoletta.it Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è un apripista. Fin dalla presentazione della sua candidatura ha privilegiato internet (puntando su YouTube) facendo a meno di giornali e tv. Sito con sfondo giallo/arancio, tinte forti da mare e sole, in sintonia con le sette spiagge dove Letta presenta "la sua idea di politica e di Italia". Foto d’apertura (ruotano) piacevoli, di taglio "informale". Sito senza slogan centrale ma impegnativo, pieno, con interventi presi da giornali e agenzie. C’è poco materiale personale fatto su misura. Si dà centralità al "borsino delle idee". Utile il box con le news, l’agenda e la bacheca con gli interventi. Dato il personaggio, ci si perde nella lettura del curricula politico-editoriale. La biografia (in terza persona) tratteggia un giovane "professore/studente" 41enne che potresti incontrare in tram. Uno come te. Sito molto visitato. MARIO ADINOLFI - sito: www.marioadinolfi.it Non poteva che fare un (bel) sito, a sua misura e somiglianza, il 35enne blogger di "democrazia diretta" animatore di Generazione U (che sta per inversione a U, per Unione, per Ulivo, per Unione Europea, o per U2). Non come umiltà. Perché dietro il giovanilismo e il democraticismo spunta qua e là la "spocchia" di chi la sa più lunga... Ma qui, in mezzo a un partito di "saputoni", il limite di Mario diventa quasi un pregio. Suona bene l’apertura "si può fare" anche se ricorda il Valentino Rossi di "pensa se non ci avessi provato". Da non perdere il "diario di un candidato alle primarie". Adinolfi non è tipo che si lascia impressionare dalle critiche, tant’è che pubblica link con video e dichiarazioni contro se stesso. Sito impegnativo e accattivante. PIER GIORGIO GAWRONSKI - sito: www.gawronski.it Sito di taglio classico, da manager, qual è: economista, consulente a Palazzo Chigi con i governi D’Alema, Amato, Berlusconi e Prodi. Ma anche un sito che dà respiro con il suo fondo azzurro cielo su cui vola una stupenda aquila. Vola perché sa volare, non perché ha raccomandazioni. E’ questo il messaggio politico di Gawronski. Solo due foto (ben fatta quella in b/n, poco visibile quella a colori). Chiara la lettera-messaggio di apertura. Il sito è pulito e presenta bene i 10 punti dal titolo "Lotta agli abusi e riqualificazione della pubblica amministrazione". Buoni i video. Ancora poco frequentati i forum interattivi. C’è pure, caso più unico che raro, persino il numero di cellulare. Come dire: candidato in diretta!JACOPO G. SCHETTINI - sito: www.jacopog-schettini.eu Se non fosse per la difficoltà di scrivere bene il nome, quello del 42enne Gavazzoli Schettini ("non sono né dei Ds né della Margherita", giura lui) è un buon esempio di sito fatto in casa. Cinque pagine in tutto, tre clip. Niente di superfluo ma con tutto quel che serve, anche il bel marchio "JGS", che sta quasi a garanzia del personaggio. Anche qui lo slogan traduce il programma "Osare è di sinistra". Sfondo giallo, contorno marrone, foto in b/n un po’ troppo in posa. Stona un po' in mezzo alla sobrietà e naturalezza del sito. Semplice il messaggio per l’azione "Cinque cose che puoi fare". Clicchi e ti metti subito all’opera. "Per voltare pagina", assicura il candidato. Sito operativo.

Massimo Falcioni

falcioni.massimo@libero.it

 

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