Tesina di
Cristiana Di Stefano
sugli effetti dell'accumulo
degli Elementi Tossici
nell'organismo umano




Nel particolato atmosferico sono
presenti metalli di varia natura. I principali sono Cadmio, Zinco, Rame,
Nichel, Piombo e Ferro, ma non solo quelli purtroppo. A causa dell’inquinamento
in generale, a causa dei fumi emessi da fabbriche, inceneritori, ecc., elementi
tossici, spesso anche sottoforma di nanoparticelle, quindi
ancor più dannosi per l’organismo, vengono inalati, assorbiti dalla pelle,
poiché ce li ritroviamo addosso anche sui vestiti. Un microscopio adatto è
capace di rendere visibile ai nostri occhi tutto ciò, poiché spesso vige la
convizione che quello che non è visibile ad occhio nudo, non esiste…
Questi elementi una volta
penetrati nell’organismo umano vi rimangono per sempre, poiché il nostro corpo
può eliminarne solo piccole quantità ogni giorno.
Al contrario di quello che dice la legge, non esiste una
modica quantità giornaliera di emissioni di elementi tossici, che possa evitare
che l’uomo si ammali seriamente di una patologia cronica degenerativa
invalidante, o addirittura mortale.
Il continuo accumulo, giorno dopo
giorno, anno dopo anno, porta facilmente le persone ad ammalarsi di varie
patologie, le più disparate a seconda di quali organi del corpo siano
interessati dall’accumulo, a seconda degli elementi accumulati, a seconda del
fatto se il soggetto sia più o meno allergico ai metalli, a seconda della
costituzione dell’apparato immunitario di ogni persona.
Tali elementi tossici non sono
presenti solo nell’aria, ma spesso riescono ad introdursi nel fisico per
contatto o inalazione nei luoghi di lavoro, attraverso le condutture
dell’acqua, dai residui di detersivo sul bucato, manipolando detersivi per
pulizia in genere, smacchiatori, ecc., mangiando cibi cucinati o lasciati in
recipienti a facile rilascio di agenti tossici, attraverso prodotti per
l’igiene personale come detergenti per viso e corpo, deodoranti, shaampo,
bagnoschiuma o per mezzo di profumi e prodotti di cura per la persona anche di
prestigiose marche.
Anche la casa, i mobili e tutto
quel che ci circonda può essere causa di un’intossicazione cronica, anche se
fortunatamente la sempre più crescente informazione ha fatto si che acquirenti
immobiliari e mobiliari, lavoratori del settore, ecc., sviluppassero una
coscienza di tutela della loro ed altrui salute, prediligendo prodotti che non
creino danni alla salute.
Cito alcuni elementi e sostanze pericolose con cui è
pressoché inevitabile entrare in contatto: ftalato, formaldeide, xilolo, toluolo, benzolo,
cloro-benzolo, fenolo, e antiparassitari, Radon ed suoi prodotti di decadimento,
Isopropyl, diethanolamine, monoethanolamine, triethanofamine, Polyethylene
Glicol, Propylene Glicol, Sodium Lauryl Sulfate, Sodium Laureth Sulfate,
Triclosan, Aluminium. Di queste sostanze fornirò informazioni più dettagliate
in seguito.
Passo ora a fornire una più ampia documentazione degli
effetti nocivi ed estremamente dannosi di alcuni elementi tossici con cui
giornalmente entriamo in contatto, o respiriamo, o ingeriamo.
MERCURIO:
Il metallo tossico che più di tutti sta creando gravi
problemi di salute all’essere umano è decisamente il MERCURIO che non è
soltanto un metallo pesante, ma soprattutto un veleno pericolosissimo.
Per veleno si intende qualunque sostanza solida, liquida o gassosa, che assorbita
dall'organismo, è capace di determinarvi delle alterazioni di struttura o dei
disturbi funzionali più o meno intensi, causando la morte, o almeno mettendo l'esistenza
in serio pericolo.
E' IL SECONDO PIU' TOSSICO ELEMENTO SULLA TERRA, SECONDO SOLO AL PLUTONIO.
La quantità di mercurio contenuta in
un termometro è sufficiente a contaminare un piccolo lago.
La tossicità del mercurio è stata
collegata a molte malattie, come l'artrite,
l'alzaimer, la sclerosi multipla, la depressione, la schizofrenia, l'autismo e
a disabilità nell'apprendimento.
Alcuni sintomi da
intossicazione da mercurio sono:
insonnia, parestesia, nervosismo, perdita di
memoria, ansietà, dolori muscolari, irritabilità, depressione, infiammazione
della pelle, disbiosi intestinale, stomatite aftosa, lingua fissurata o a
lampone, psoriasi, vitiligine, fatica cronica, alterazioni tiroidee, ovaio
policistico, oligospermia, candidosi.
Purtroppo il mercurio non viene usato solo
nella costruzione degli strumenti destinati a misurare pressione o temperature come l'uomo comune
potrebbe pensare. Il più dettagliatamente possibile vorrei spiegare come si
entra in contatto fin dai primi mesi di vita con il mercurio.
Nei VACCINI c'è il mercurio, quindi fin da bambini come appena scritto...
In essi è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero
timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si
può trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A,
antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui
farmaci, la FDA, ha intimato che il timerosal venga eliminato dai vaccini, già
dal 99. In Italia invece ce lo teniamo. Perché? Lo sanno negli ambulatori
vaccinali delle USL, che c'è il mercurio nei vaccini? "Si, era noto da
tempo che esistevano questi composti mercuriali - dice la dottoressa Luisella
Grandori, responsabile del centro vaccinale di una USL di Modena. "Non ce
ne eravamo mai preoccupati perché la convinzione era che le quantità di
mercurio contenute nei vaccini non fossero neanche in maniera dubitativa
pericolose. Anche il nostro Ministero della Sanità ci aveva tranquillizzato al
riguardo".
Come si fa a dire che la quantità non è pericolosa se non è stato determinato
un livello di pericolosità?
Molti genitori e non solo, ma anche bravi medici, credono che il maggior
responsabile dell'Autismo dei figli sia il THIMEROSAL, un conservante usato nei
vaccini e in altre medicine. Il thimerosal contiene il 50% di mercurio.
Nell'ottobre del 1998, la FDA proibì l'uso del thimerosal nelle farmacie e sin
dal luglio del1989 "incoraggiò" i produttori a rimuovere il
thimerosal dai vaccini. Alcuni lo hanno fatto; altri no. Oggi, molti vaccini
sono prodotti senza thimerosal, o ne contengono solo una "traccia".
Ma noi non sappiamo quanti dei vecchi prodotti contenenti thimerosal siano
ancora sul mercato. Ogni vaccino che contiene thimerosal eccede le linee guida
per la salute EPA che sono di 0,1 mcg/kg/day. Si, da quando i vaccini multipli
sono somministrati nello stesso giorno,la quantità di mercurio introdotta nel
bambino è molte volte sopra questo limite di guardia. Prima del bando della
FDA, il mercurio era aggiunto anche a colliri, prodotti per lenti a contatto,
spray nasali, creme contraccettive, creme x emorroidi ecc.
SE IL MERCURIO E' CONTENUTO NEI
VACCINI PERCHE' NON TUTTI I BAMBINI VENGONO INTOSSICATI?
La sensibilità al mercurio varia enormemente da persona a persona, come la naturale
capacità del corpo di disintossicarsi. Alcuni bambini possono liberarsi del
mercurio facilmente, mentre in altri, le tossine rimangono nel corpo più a
lungo , depositandosi nel cervello e in altri organi, causando gravissime
malattie autoimmuni croniche.
QUALI SONO LE ALTRE FONTI PER POTERSI INTOSSICARE?
-amalgama dentale
-pesce (soprattutto tonno e salmone)
-alcune vernici
-termometri ( soprattutto se si rompono)
-tubi di luce fluorescente
E' importante notare che il mercurio presente nel corpo della madre passa al
bambino attraverso la placenta, e dopo attraverso il latte..una sorta di
esposizione prenatale.
AMALGAMA DENTALE. Quando è
utilizzato per le otturazioni dentarie, il mercurio viene rilasciato
continuamente in forma di vapori e di microparticelle, accedendo così a vari
organi attraverso i polmoni e lo stomaco, causando un'intossicazione cronica e
un vero e proprio lento e continuo avvelenamento. Il mercurio presenta un
elevato grado di tossicità per il sistema immunitario e per il funzionamento
dell'intero organismo. Dal cavo orale si diffonde ai reni, al fegato, alle
ghiandole, al sistema nervoso centrale, al cuore, ecc..
VACCINI ANTI INFLUENZALI: Ciò che
è certo è che sono state autorizzate alla commercializzazione due tipi di
vaccino contenete mercurio, che al 30 giugno di quest'anno erano fuorilegge a
seguito di un apposito Decreto emanato il
L'insidia arriva al momento dell'acquisto in farmacia, dove il prodotto arriva
con un prezzo al pubblico quasi dimezzato rispetto ai prodotti equivalenti
senza mercurio.
TERMOMETRO A MERCURIO: Il termometro più diffuso nella case italiane è ancora
quello al mercurio. Ma il suo destino è segnato. L’unione Europea ha infatti
deciso di mettere al bando questo strumento sanitario in considerazione dei
rischi ambientali collegati allo smaltimento del metallo fuso, altamente
inquinante. Nonostante la sua pericolosità, in Italia, ad esempio, non sono mai
state organizzate specifiche campagne di informazione ed il cittadino che
voglia ottenere corrette indicazioni sullo smaltimento di un termometro al
mercurio si scontra, ha rivelato una indagine di Legambiente, con
l’impreparazione delle stesse aziende che si occupano della raccolta e dello
smaltimento dei rifiuti. Solo in quattro città - Roma, Milano, Bologna, Genova
– è stato attivato un servizio specifico di smaltimento in linea con la
normativa europea. Entro dicembre prossimo, dunque, l’Unione Europea varerà un
provvedimento che vieterà di fatto la produzione di termometri al mercurio
entro il 2010.
QUINDI LE FONTI TOSSICHE SONO LE
PIU’ DISPARATE: Pur essendo uno
degli elementi meno abbondanti nella crosta terrestre, dove presenta concentrazioni intorno a 0,05 ppm, ma è tra i più importanti sotto il profilo
ambientale per la sua alta tossicità e per le modalità di circolazione in
natura. La quasi totalità del Mercurio
presente nella biosfera è riconducibile ad apporti secondari dovuti alle
attività umane. Viene utilizzato nelle industrie chimiche, industrie produttrici di doro e soda caustica (elettrolisi),
industrie petrolchimiche, fonderie, acciaierie, nella fabbricazione di vernici
e della carta. Altre importanti sorgenti
secondarie sono gli insetticidi e i fungicidi
agricoli, ma viene impiegato piuttosto
frequentemente anche nelle cere per pavimenti,
prodotti lucidanti per mobili, ammorbidenti di tessuti, filtri di
condizionatori d'aria, lampade per depuratori d’acqua. Negli ultimi trent'anni la sua produzione è aumentata di
circa 20 volte. La ecotossicologia di questo elemento è ben descritta in
letteratura, in particolar modo in conseguenza degli episodi catastrofici avvenuti in Giappone (Minagata e Niigata) negli anni '50-'ó0, dove la
popolazione locale si nutriva prevalentemente di pesce inquinato da metilmercurio. La tossicità dei composti organici del Mercurio è dovuta
alla grande affinità dimostrata per i gruppi sulfìdrilici delle proteine
cellulari: legandosi alle proteine di membrana oppure agli enzimi cellulari, il
Mercurio determina alterazioni delle normali attività della cellula. Il principale organo bersaglio è il cervello, ed in
particolare le aree associate con la funzione sensoriale uditiva e visiva e con
le aree che interessano la coordinazione dei movimenti. Gli effetti più gravi
si verificano a carico del sistema nervoso centrale durante lo sviluppo fetale. Autori giapponesi hanno osservato che l'esposizione
prenatale al metilmercurio produce microcefalea, con alterazioni irreversibili
delle cellule nervose della corteccia cerebrale.La
pericolosità del Mercurio risiede anche nella sua tendenza ad accumularsi nelle
catene alimentari, in particolare negli ecosistemi acquatici dove può
raggiungere concentrazioni notevolissime nel muscolo dei pesci predatori.
ALLUMINIO:
L’80% delle persone che esegue un test mineralogramma dei
capelli, scopre di essere intossicato dall’alluminio. Una percentuale da brivido. Che non meraviglia se si
pensa che l’alluminio oggi viene usato
in grandissimi, enormi quantità sia nel
campo alimentare, che in quello medicinale e cosmetico.
Se si pranza ad una mensa o ad un ristorante,
ad esempio, si ha un’ottima probabilità di mangiare dei cibi cotti in pentole
di alluminio. Allo stesso modo anche i cibi contenuti nei contenitori
argentati e nella carta stagnola sono contaminati. Alluminio contenuto anche nella birra e nelle bevande gassate in
lattina (a maggior ragione se sono bevande acidificate). Ne basta una al
giorno per generare una minima intossi-cazione. Altro ricettacolo è il latte, che in Italia è confezionato
quasi esclusivamente in tetrapak,
foderato internamente di alluminio. Lo stesso dicasi per i succhi di frutta ed
altri alimenti come la panna. Ma
l’elenco degli altri alimenti sarebbe lungo.
Fonti di Alluminio:
Pentole di alluminio; lattine di alluminio,
antiacidi (idrossido di alluminio); antitraspiranti; agenti essiccanti (per
mantenere secchi il cacao, sale, lieviti per dolci); cosmetici; emulsionante
nella lavorazione dei formaggi; allume di potassio per sbiancare la farina.
Ed ancora…
- i panetti di burro avvolti in
carta argentata.
- budini e yogurt chiusi con un tappo argentato.
- i biscotti contenuti in scatole foderate di una carta color argenteo.
- cacao, sale e lievito tradizionali. Il silicoallumi-nato è una polvere fine
che viene usata per mantenerli secchi. Da preferire quelli biologici.
- farina bianca. Viene usato l’allume di potassio per sbiancarla
- alcuni formaggi, in particolare quelli più lavorati, dove viene impiegato il
fosfato di sodio ed alluminio come emulsionante.
- Nell’acqua che esce dal rubinetto, in quanto a sempre più acquedotti viene aggiunto
alluminio come agente flocculante che serve a rimuovere le impurità.
L’alluminio inoltre è contenuto anche in altri tipi di
prodotti per l’igiene e negli stessi medicinali:
- nei tubetti di dentifricio e nei contenitori
di medicinali (i famosi blister)
- nei deodoranti/antitraspiranti. Qui il cloruro di alluminio è un ingrediente
inibitore della sudorazione. Se usati giornalmente, vengono assorbite
significative quantità di alluminio tramite la pelle
- Negli antiacidi (Maalox, Mylanta, Riopan, Alka-Selzer, e altri ancora).
- nei cosmetici anche di marca (rossetti, phard, matite, ecc.)
Per avere la certezza che tale metallo
non sia presente nella composizione si può leggere con attenzione le etichette,
evitando prodotti che contangono sostanze che iniziano con “ALLUM”.
Come riconoscere l’intossicazione da alluminio?
Il suo assorbimento dipende da alcuni fattori, quali i livelli di minerali
antagonisti ed il livello dell’ormone paratiroideo. Parte dell’alluminio viene
assorbito per via orale e si accumula nel cervello e in altri organi, in
particolare nei reni, nei polmoni, nella tiroide, nel fegato, nelle ossa e
nell’intestino. E’ molto difficile determinare l’intossicazione da alluminio
dall’esame del sangue, in quanto vi rimane per troppo poco tempo e viene subito
immagazzinato in altri tessuti.
Sintomi di intossicazione
- Problemi di apprendimento e riflessi di
parola lenti (diffuso tra i bambini).
- Problemi di coordinazione.
- Scarsa memoria, confusione mentale. Recenti studi hanno riscontrato nelle
autopsie di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, un significativo aumento
di alluminio nel cervello
- Cefalee, mal di testa, tensione cerebrale
- Coliche di media/forte intensità, talvolta con problemi digestivi
- Anemia. L’alluminio interferisce con il metabolismo del ferro.
- Sono possibili alcuni disturbi del sangue, come emolisi e leucocitosi
- Carie dentaria. L’alluminio compete con il fluoro impedendone l’assorbimento
- Ipoparatiroidismo (con sintomi quali freddolosità, problemi di circolazione,
rallentato metabolismo)
- Disfunzioni renali
- Disturbi neuromuscolari
- Osteomalacia, con conseguente incremento di fratture ossee
- Possibile aggravamento dei sintomi del morbo di Parkinson.
PIOMBO:
Poiché il piombo è largamente
utilizzato (anche se molto meno che in passato), molte sono le possibilità di
esposizione, sia in ambito professionale che extra-professionale.
Il piombo può essere introdotto
nell’organismo attraverso 3 vie:
-
inalatoria
- orale
- cutanea
Via inalatoria:
Riguarda prevalentemente l’esposizione professionale.
In ambiente di lavoro il piombo, sotto forma di polveri e fumi,
finisce nell’organismo attraverso la via respiratoria.
Via orale
Riguarda prevalentemente l’esposizione extra-professionale,
dovuta a:
vino ed alcolici, contenenti piccole quantità di piombo derivante da tappi
metallici o superalcolici distillati in serpentine con saldature al piombo,recipienti
in ceramica, utilizzati come contenitori di liquidi (acqua, spremuta, vino), acqua
inquinata da piccole quantità di piombo, ove le tubature domestiche siano
costituite da tale metallo, inquinamento atmosferico, sia industriale che
legato a scarichi automobilistici derivante dalle benzine, determinante un
conseguente inquinamento delle acque, del terreno e dei vegetali, assunzione di
piombo nell’età infantile tramite ingestione di frammenti di vernici
provenienti da giocattoli (saturnismo dell’età infantile).
Via cutanea
L’assunzione del piombo tramite la pelle, peraltro modesto, si
può verificare tramite contatto, ad esempio con benzine contenenti piombo.
Utilizzo:
Di
seguito sono elencate le principali attività lavorative che comportano
esposizioni al piombo:
Attività
lavorative
Fabbricazione o uso di vernici e smalti al
piombo; Fabbricazione di materie plastiche; Fabbricazione di accumulatori di
automobili; Fabbricazione di proiettili e munizioni contenenti piombo; Fusione
del piombo; Fabbricazione di leghe con piombo; Operazioni di saldatura; Produzione
di batterie al piombo; Lavorazione del cristallo e del vetro; Industria della
ceramica (limitatamente alla vetrificazione delle terraglie e alla
decolorazione con vernici al piombo); Impiego in spazi chiusi di munizioni
contenenti piombo; Costruzione e riparazione di automobili; Zincatura delle
lamiere o stagnatura; Fabbricazione di lastre per la protezione ai raggi-x; Industria
metallurgica dell’acciaio.
Tossicità
L’intossicazione cronica
da piombo, prevalentemente professionale, viene chiamata saturnismo.
Il saturnismo può dar luogo a svariate manifestazioni:
- anemia (pallore da riduzione di globuli
rossi)
- colica intestinale (dolori addominali)
- ipertensione arteriosa (aumento della pressione del sangue)
- alterazione dell’abilità manuale, aumento dei tempi di reazione
- nefropatia (danno renale)
- neuropatia (danno al sistema nervoso)
L'intossicazione acuta,
oggi estremamente rara, può arrivare all’encefalopatia (danno cerebrale) e al
coma.
BERILLIO:
Il berillio non è un elemento
cruciale per gli esseri umani; infatti è uno degli elementi chimici più tossici
che conosciamo. È un metallo che può essere molto nocivo se respirato dagli
esseri umani, perché può danneggiare i polmoni e causare polmonite. L'effetto
il più comunemente noto del berillio è detto berilliosi, un disordine pericoloso e
persistente dei polmone che può anche danneggiare altri organi, come il cuore. In circa il 20% dei casi le persone muoiono a causa di
questa malattia. L'inalazione di berillio sul posto di lavoro è la causa di
berilliosi. Le persone dotate di un sistema immunitaio indebolito sono le piu'
soggette a questa malattia. Il berillio può anche causare reazioni allergiche
nelle persone ipersensibili a tale elemento chimico. Queste reazioni possono
essere molto pesanti e possono persino portare una persona ad ammalarsi
seriamente, condizione nota come la malattia
cronica del berillio (CBD).
I sintomi sono: debolezza,
stanchezza e problemi di respirazione. Qualche
persona che soffre di CBD sviluppa anoressia,
un colore bluastro in mani e piedi. In alcuni casi
CADMIO:
Il cadmio
è un metallo brillante, bianco-argento, duttile, molto malleabile. La sua
superficie ha una tinta bluastra ed il metallo è abbastanza morbido da poter
essere tagliato con una lama, ma si appanna in aria. È solubile in acidi ma non
in alcali. È simile per molti aspetti allo zinco ma si presta a composti più
complessi.
L'assorbimento
di cadmio da parte degli esseri umani avviene pricipalmente attraverso il cibo.
Le derrate alimentari ricche in cadmio possono notevolmente aumentare la
concentrazione di cadmio nel corpo umano. Alcuni esempi sono fegato, funghi,
crostacei, mitili, polvere di cacao ed alghe secche. Esposizione a livelli
significativamente elevati di cadmio avviene quando la gente fuma. Il fumo di
tabacco trasporta il cadmio nei polmoni. Il sangue lo trasporta con il resto
del corpo dove può amplificare l'effetto rafforzando il cadmio già presente
negli alimenti ricchi di cadmio. Un'altra
esposizione ad alti livelli puo' avvenire con le persone che vivono in
prossimita' di discariche di rifiuti o di fabbriche che scaricano
cadmio nell'aria con persone che operano nell'industria della raffineria del
metallo. Quando le persone respirano cadmio esso può danneggiare severamente i
polmoni e persino causare la morte.
COBALTO:
Il
cobalto è un elemento ferromagnetico duro di colore bianco argenteo. È un
membro del gruppo VIII della tabella periodica. Come il ferro, può essere
magnetizzato. Nelle sue proprieta' fisiche e' simile a ferro e nichel.
L'elemento è chimicamente attivo e forma molti composti. Il cobalto è stabile
in aria ed inalterato in acqua, ma e' lentamente attacato da acidi diluiti
Dal
momento che il cobalto è ampiamente disperso nell'ambiente gli esseri umani
possono essere esposti ad esso respirando aria, bevendo acqua e magiando
alimenti che contengono cobalto. Anche il contatto con terreno o acqua che
contiene cobalto può aumentare l'esposizione.
Il cobalto non è spesso liberamente disponibile nell'ambiente, ma da quando le
particelle di cobalto non sono legate al terreno o a particelle di sedimenti,
l'assorbimento da parte di piante ed animali è più alto e può verificarsi
accumulo in piante e animali.
Il
cobalto è favorevole per gli esseri umani perché è parte della vitamina B12,
che è essenziale per la salute umana. Il cobalto è usato per trattare l'anemia
nelle donne incinte, perché stimola la produzione di cellule rosse del sangue.
La presa giornaliera di cobalto e' variabile e puo' essere pari a 1 mg, ma
quasi tutto passa attraverso l'organismo senza essere assorbito, tranne quello
assorbito nella vitamina B12.
Tuttavia,
concentrazioni di cobalto troppo elevate possono danneggiare la salute umana.
Quando respiriamo in concentrazioni troppo alte di cobalto attraverso l'aria
avvertiamo effetti ai polmoni, come asma e polmonite. Questo avviene
soprattutto in persone che lavorano con il cobalto.
Quando le piante crescono su terreni contaminati accumulano
particelle molto piccole di cobalto, in particolare nelle parti delle piante
che mangiamo, come frutta e semi. I terreni in
prossimita' di miniere ed impianti di fusione possono contenere quantità molto
elevate di cobalto, di conseguenza l'assorbimento dagli esseri umani attraverso
l'ingestione di piante può avere degli effetti sulla salute. Gli effetti sulla
salute che derivano da assorbimento di alte concentrazioni di cobalto sono:
- Vomito e nausea
- Problemi di vista
- Problemi di cuore
- Danni alla tiroide
Effetti sulla salute possono anche essere causati
attraverso radiazione degli isotopi radioattivi di cobalto. Ciò può causare la sterilità, perdita di capelli, vomito,
perdite di sangue, diarrea, coma e perfino morte. Questa radiazione e' a volte
usata nei pazienti di cancro per distruggere i tumori. Questi pazienti soffrono
di perdite di capelli, diarrea e vomito.
La polvere di cobalto può causare
una malattia simile all'asma con sintomi che variano da tosse, respiro corto e
dispnea fino a riduzione nelle funzioni polmonari, fibrosi nodulare, inabilità
permanente e morte. L'esposizione a cobalto può causare perdita di peso,
dermatite e ipersensibilità respiratoria. LD 50 (orale, ratti) = 6171 mg/kg.
(LD50 = dose mortale 50 = singola dose di una sostanza che causa la morte del
50% di una popolazione animale a seguito di esposizione alla sostanza in tutte
le vie tranne inalazione. LD50 è espresso solitamente in milligrammi o grammi
di materiale per il chilogrammo di peso dell'animale (mg/kg o g/kg).)
CROMO:
Il cromo
è un metallo argento-grigio, brillante, fragile, duro che può essere
notevolmente lucidato. Non si appanna in aria, ma brucia se riscaldato,
formando un ossido cromico verde. Il cromo(0) è instabile in ossigeno, produce
immediatamente uno strato sottile di ossido che è impermeabile all'ossigeno e protegge
il metallo sottostante.
Le
persone possono essere esposte a bicromato di potassio attraverso la
respirazione, mangiando o bevendo ed attraverso il contatto della pelle con
cromo o composti di cromo. Il livello cromo in aria ed acqua è generalmente
basso. Anche nell'acqua potabile il livello di bicromato di potassio è
solitamente basso, ma l'acqua di pozzo contaminata può contenere il pericoloso
cromo (IV); cromo esavalente. Per la maggior parte delle persone il consumo di
alimenti che contiengono cromo (III) è la via principale di assunzione di
cromo, dal momento che il cromo (III) si presenta naturalmente in molte
verdure, frutte, carni, lieviti e farinacei. I vari metodi di preparazione ed
immagazzinamento degli alimenti possono alterare il contenuto di cromo degli
alimenti. Quando si conserva il cibo in contenitori d'acciaio o in lattine la
concentrazione di cromo può aumentare.
Il cromo
(III) è una sostanza nutriente essenziale per gli esseri umani e la sua
scarsità puo' causare gli disturbi al cuore, problemi al metabolismo e diabete.
Ma l'assorbimento di una quantita' eccessiva di cromo (III) può causare anche
problemi di salute, per esempio chiazze cutanee.
Il cromo (VI) è un pericolo per la salute
umana, pricipalmente per le persione che lavorano nell'industria tessile e
siderurguca. Anche le persone che fumano tabacco hanno una maggiore probabilità
di esposizione a cromo. Il cromo (VI) è
noto causare vari effetti sulla salute. Quando e' un composto di prodotti di cuoio,
può causare reazioni allergiche, quale chiazze cutanee. A seguito di inalazione
può causare irritazione e sanguinamento del naso.
Altri problemi di salute che sono
causati da cromo (VI) sono:
- Eruzioni cutanee
- Problemi di stomaco e ulcera
- Problemi respiratori
- Indebolimento del sistema immunitario
- Danni a fegato e polmoni
- Alterazione del materiale genetico
- Cancro ai polmoni
- Morte
I rischi
per la salute associati a esposizione a cromo dipendono dal suo stato di
ossidazione. La forma metallica (il cromo come
esiste in questo prodotto) ha una bassa tossicità. La forma esavalente è tossica. Gli effetti negativi della
forma esavalente sulla pelle possono includere le ulcere, dermatiti, e reazioni cutanee
allergiche. L'inalazione di composti di cromo esavalente può provocare
ulcerazione e perforazione delle membrane mucose del setto nasale, irritazione
di faringe e laringe, bronchiti asmatiche, broncospasmsi ed edema. I sintomi
respiratori possono includere tosse e asma, respiro breve, e prurito nasale.
RAME:
Il rame è
un metallo rossastro con una struttura cristallina cubica con facce centrate.
Il rame deriva il suo colore caratteristico perché riflette la luce rossa ed
arancione ed assorbe altre frequenze nello spettro visibile, grazie alla sua
struttura a bande. È malleabile, duttile ed e' un conduttore estremamente buono
sia di calore che di elettricità. È più morbido del ferro ma più duro dello
zinco e può essere lucidato in un rivestimento luminoso. Si trova nel gruppo Ib
della tavola periodica,
insieme ad argento e ad oro. Il rame ha una bassa reattività chimica. In aria
umida forma lentamente una pellicola superficiale verdastra denominata patina;
questo rivestimento protegge il metallo da ulteriore attacco.
Vie di
esposizione
Il rame
può essere trovato in molti tipi di alimenti, in acqua potabile ed in aria. A
causa di cio' assorbiamo quantità ingenti di rame ogni giorno mangiando,
bevendo e respirando. L'assorbimento di rame è necessario, perché il rame è un
oligoelemento indispensabile per la salute umana. Anche se gli esseri umani
possono gestire concentrazioni proporzionalmente elevate di rame, troppo rame può causare gravi problemi di salute.
Le
concentrazioni di rame in aria sono solitamente abbastanza basse, quindi
l'esposizione a rame attraverso la respirazione è trascurabile. Le persone che vivono nei pressi di fonderie che trasformano
il minerale di rame in metallo sono soggette a questo tipo di esposizione.
Le
persone che vivono in case che hanno ancora l'impianto
idrico in rame sono esposte a livelli piu'
elevati di rame rispetto alla maggior parte della gente, perché il rame è
tracinato nella loro acqua potabile attraverso la corrosione dei tubi.
L'esposizione
professionale a rame avviene spesso. Nell'ambiente del posto di lavoro il contagio da rame
può condurre ad una condizione simile all'infuenza nota come febbre del metallo. Questa condizione passa dopo due giorni ed è causata da
iper sensibilità.
Effetti
L'esposizione
a lungo termine al rame può causare irritazione
di naso, bocca e occhi ed causare emicranie, dolori di stomaco, stordimento,
vomito e diarrea. Elevata assunzione intenzionale di rame puo' causare danni a
fegato e reni e perfino la morte. Se il rame
sia cancerogeno non è stato ancora stabilito.
Esistono
articoli scientifici che indicano un collegamento fra l'esposizione di lunga
durata ad alte concentrazioni di rame e un declino nell'intelligenza nei
giovani adolescenti. Se cio' dovrebbe
preoccupare è oggetto per ulteriore ricerca.
MANGANESE:
Il
manganese e' un elemento chimicamente attico di color grigio-rosastro. E' un
metallo duro ed e' molto fragile, fondibile con difficolta' ma facilmente
ossidabile. Il manganese e' reattivo in forma pura a come polevere brucia in
ossigeno, reagisce con l'acqua (si arrugginisce come il ferro) e si dissolve in
acidi diluiti.
Effetti del
manganese sulla salute
Il manganese è un elemento molto
comune che può essere trovato dappertutto sulla terra. Il manganese è uno dei tre oligoelementi essenziali tossici, il che
significa che è non soltanto necessario per la sopravvivienza degli esseri
umani, ma è anche tossico se presente nel corpo umano in concentrazioni troppo
alte. Quando le persone non vivono rispettando le quantita' giornaliere
raccomandate la loro salute peggiora. Ma quando l'assorbimento è troppo elevato
di verificano anche problemi di salute.
L'assorbimento di manganese da
parte degli esseri umani pricipalmente avviene attraverso gli alimenti, quali
spinaci, tè ed erbe. Le derrate alimentari che
contengono le concentrazioni piu' elevate sono frumento
e riso, soia, uova, dadi, olio di oliva, fagioli ed ostriche verdi. A seguito di assorbimento il manganese è traspotrato
attraverso il sangue a fegato, reni, pancreas e ghiandole endocrine.
Gli effetti del manganese si
presentano pricipalmente nelle vie respiratorie e nel cervello. I sintomi di
avvelenamento da manganese sono allucinazioni, dimenticanza e danni ai nervi.
Il manganese può anche causare il Parkinson, embolie polmonati e bronchite.
Quando gli uomini sono esposti a manganese per un periodo di tempo lungo
possono diventare impotenti.
Una sindrome causata dal manganese manifesta
sintomi quali schizofrenia, ottusità, indebolimento muscolare, emicranie ed
insonnia.
Dal momento che il manganese e' un
elemento essenziale per la salute umana anche la sua scarsita' ha effetti sulla
salute. Si manifestano i seguenti effetti:
- Grassezza
- Intolleranza al glucosio
- Coagulazione del sangue
- Problemi di pelle
- Livelli di colesterolo bassi
- Disordini allo scheletro
- Problemi di nascita
- Variazione del colore del sangue
- Sintomi neurologici
L'avvelenamento cronico da manganese può derivare da
inalazione prolungata di polvere e fumo. Il sistema nervoso centrale è il luogo principale di danni
causati dalla malattia, quale può provocare
l'inabilità permanente. I sintomi includono il
languore, sonno, debolezza, disturbi emozionali, andotura spastica, crampi alle
gambe ricorrenti, e paralisi. Un'alta incidenza di polmonite e di altre
infezioni respiratorie superiori è stata trovata in operai esposti a polvere o
al fumo di composti di manganese. I composti del manganese sono agenti
cancerogeni equivocali sperimentali.
NICHEL:
Il nichel
è metallo bianco argenteo che subisce un'alta lucidatura. Appartiene al gruppo
del ferro
ed è duro, malleabile e duttile. Il nichel è un conduttore abbastanza buono di
calore e di elettricità. Nei suoi composti piu' comuni il nichel è bivalente,
anche se presuppone altre valenze. Inoltre forma un certo numero di composti
complessi. La maggior parte dei composti del nichel sono blu o verdi. Il nichel
si dissolve lentamente in acidi diluiti ma, come il ferro, diventa passivo una
volta trattato con acido nitrico. Il nichel diviso finemente assorbe l'idrogeno.
Il nichel
è un composto che si presenta ambiente soltanto in quantita' molto bassi. Gli
esseri umani utilizzano il nichel in molte applicazioni differenti.
L'applicazione più comune del nichel è l'uso come ingrediente dell'acciaio ed
di altri prodotti metallici. Può essere trovato in comuni prodotti metallici
quali bigiotteria.
Il cibo
contiene naturalmente piccole quantita' di nichel. Il cioccolato ed i grassi
sono noti contenerne quantità molto alte. L'assunzione
di nichel si amplifica quando la gente mangia grandi quantità di verdure
provenienti da terreni inquinanti. Le piante
sono note accumulare il nichel e di conseguenza l'assunzione del nichel dalle
verdure e' rilevante. I fumatori sono soggentti
ad un più alto assorbimento di nichel tramite i loro polmoni. Infine, il nichel
può essere trovato nei detersivi.
Gli esseri
umani possono essere esposti a nichel respirando aria, bevendo acqua, mangiando
certi alimenti o fumando sigarette. Anche il contatto della pelle con terreno o
acqua contaminati da nichel può provocare esposizione a nichel. Il nichel è essenziale in piccoli importi, ma quando l'assorbimento è troppo alto può essere un pericolo
per la salute umana.
La presa di una quantita' troppo bassa
di nichel ha le seguenti conseguenze:
- Propabilita' piu' elevata di sviluppo di
cancro ai polmoni, al naso, alla laringe ed alla prostata
- Malessere e stordimento a seguito di esposizione al nichel gassoso
- Embolie polmonari
- Problemi respiratori
- Problemi di nascita
- Asma e bronchite cronica
- Reazioni allergiche come prurito alla pelle, principalmente da gioielleria
- Problemi di cuore
I fumi del nichel sono irritanti per
la respirazione e possono causare la polmonite. L'esposizione a nichel ed ai
suoi composti può provocare lo sviluppo di una dermatite nota come "il
prurito del nichel" in individui
sensibili. Il primo sintomo e' solitamente il prurito, che si manifesta fino a
7 giorni prima che si verifichino eruzioni cutanee. La principale eruzione cutanea è eritematosi, o folliculare,
che può essere seguita dall'ulcerazione della pelle. La sensibilità al nichel,
una volta che si manifesta, sembra persistere indefinitamente.
ANTIMONIO:
L'antimonio un elemento chimico semimetallico che può
esistere in due forme: la forma del metallica è luminosa, argentea, dura e
fragile; la forma non metallica è una polvere grigia. L'antimonio è uno scarso
conduttore di calore e di elettricità, è stabile in aria asciutta e non è
attacato dagli acidi diluiti o dagli alcali. L'antimonio ed alcune sue leghe
espandono raffreddandosi.
L'antimonio è noto sin dai tempi antichi. A volte si trova
libero in natura, ma e' solitamente ottenuto dai minerali stibnite (Sb2S3) e
valentinite (Sb2O3). Nicolas Lémery, un chimico francese, fu la prima persona a
studiare scientificamente l'antimonio ed i relativi composti. Pubblico' i suoi
risultati nel
Effetti dell'antimonio sulla salute
Soprattutto le persone che lavorano con l'antimosio possono
soffrire per effetti dell'esposizione attraverso la respirazione di polveri di
antimonio. L'esposizione umana all'antimonio
può avvenire respirando aria, mangiando cibi e bevendo acque lo contengono, ma
anche attraverso il contatto della pelle con il terreno, l'acqua ed altre
sostanze che lo contengono. Particolarmente problematica per la salute e' la
respirazione di antimonio che è legato all'idrogeno in fase gassosa.
L'esposizione a concentrazioni relativamente alte di antimonio (9 mg/m3 di
aria) per un lungo periodo di tempo può causare
irritazione a occhi, pelle e polmoni. Se l'esposizione continua possono
verificarsi effetti più seri sulla salute, quali infezioni polmonari, problemi
al cuore, diarrea, vomito severo e ulcere dello stomaco. Non è noto se l'antimonio può causare cancro o problemi
riproduttivi.
L'antimonio è usato come rimedio per
infezioni da parasitti, ma le persone che hanno assunto tale medicina in
quantita' eccessiva o sono sensibili ad esso hanno in passato avvertito
disturbi alla salute. Questi effetti sulla salute ci hanno reso piu'
consapevoli dei pericoli di esposizione all'antimonio.
ARSENICO:
L'arsenico
compare in tre forme allotropiche: giallo, nero e grigio; la forma stabile è un
solido cristallino grigio-argento, fragile, che si appanna velocemente in aria
e ad alte temperature brucia per formare una nube bianca di triossido di
arsenico. La forma cristallina gialla e una forma amorfa nera sono inoltre
note. L'arsenico è un membro della gruppo Va della tavola periodica. Si lega
rapidamente con molti elementi. La sua forma metallica è fragile, si annera e
se riscaldato si ossida rapidamente a triossido di arsenico, che ha un odore simile a quello dell'aglio.
La forma non metallica è meno reattiva ma si dissolve una volta riscaldata con
acidi e alcali d'ossidazione forti.
L'arsenico
è uno degli elementi più tossici che esistono. Malgrado il loro effetto tossico, legami di arsenico inorganico si
presentano naturalmente sulla terra in piccole quantita'. Gli esseri umani possono essere esposti ad arsenico
attraverso cibo, acqua ed aria. L'esposizione può anche avvenire attraverso il contatto
della pelle con terreno o acqua contenente arsenico. I livelli di arsenico negli alimenti sono ragionevolmente
bassi, in quanto non è aggiunto a causa della sua tossicità. Ma si possono
trovare livelli elevati di arsenico in pesci e frutti di mare, poiche' i pesci
assorbono l'arsenico dall'acqua in cui vivono.
Fortunatamente questa è pricipalmente una forma organica ragionevolmente
inoffensiva di arsenico, ma i pesci che
contengono quantita' significative di arsenico inorganico possono essere un
pericolo per la salute umana.
L'esposizione
all'arsenico può essere più alta per le persone che lavorano con l'arsenico,
per le persone che bevono quantità significative di vino, per le persone che
vivono in case che contengono legno conservato di qualsiasi tipo e per coloro
che vivono in fattorie in cui in passato sono stati utilizzati pesticidi contenenti
arsenico.
L'esposizione ad arsenico inorganico può
causare i vari effetti sulla salute, quali
irritazione dello stomaco e degli intestini,
produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della
pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza
che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa
intensificare le probabilità di sviluppo del
cancro, soprattutto la probabilità di sviluppo di cancro della pelle, di cancro
polmonare, di cancro al fegato e di cancro
linfatico.
Un'esposizione
molto alta ad arsenico inorganico può causare sterilità ed false gestazioni
nelle donne e può causare disturbi alla pelle, bassa resistenza alle infezioni,
disturbi a cuore e danni al cervello sia negli uomini che nelle donne. Per
concludere, l'arsenico inorganico può danneggiare il DNA.
Generalmente
la dose di arsenico considerata letale e' pari a 100 mg.
L'arsenico
organico non può causare né cancro, né danni al DNA. Ma l'esposizione a
quantita' elevate può avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai
nervi e dolori di stomaco.
SELENIO:
Il
selenio è un elemento chimico non metallico, membro del gruppo XVI della tavola
periodica. Nel comprtamento chimico e nelle proprietà fisiche assomiglia allo
zolfo ed al tellurio. Il selenio presenta allotropie, e si trova in un certo
numero di forme, compresa una polvere amorfa rossa, un materiale cristallino
rosso ed una forma cristallina grigia del simile al metallo chiamata selenio
"metallico". Quest'ultima forma conduce meglio l'elettricità alla
luce che al buio ed è usata nelle fotocellule. Il selenio brucia in aria non e'
affetto da acqua, ma si dissolve in acido nitrico ed alcali concentrati.
Gli esseri umani possono essere esposti a selenio in vari
modi. L'esposizione a selenio avviene attraverso cibo o acqua, o quando
entriamo in contatto con terreno o aria che contengono alte concentrazioni di
selenio. Ciò non e' molto strano, dal momento che il selenio si presenta
naturalmente nell'ambiente in modo abbondante ed è molto diffuso. L'esposizione
a selenio avviene principalmente attraverso gli alimenti, perché il selenio è
naturalmente presente in grano, cereali e carne. Gli esseri umani devono
assorbire determinate quantità di selenio al giorno, per mantenere una buona
salute. Gli alimenti contengono solitamente abbastanza selenio da prevenire
malattie causate dalla sua mancanza. L'assorbimento del selenio attraverso gli
alimenti può essere in molti casi superiore al normale, perché in passato molti
fertilizzanti ricchi di selenio venivano applicati sul terreno coltivabile. Popoli che vivono in prossimità di siti di deposizione
rifiuti pericolosi avvertiranno una piu' alta esposizione attraverso terreno ed
aria. Il selenio proveniente da discariche pericolose e da terreno coltivabile
finisce nell'acqua superficiale o nell'acqua freatica attraverso l'irrigazione.
Questo fenomeno fa entrare il selenio nell'acqua potabile locale, di modo che
l'esposizione a selenio attraverso l'acqua aumenta temporaneamente. Le persone
che lavorano nelle industrie di metalli, industrie di recupero del selenio e
nelle industrie di vernici tendono ad essere soggetti ad una più alta
esposizione a selenio, soprattutto attraverso la respirazione. Il selenio è
rilasciato nell'aria attraverso la combustione di petrolio e carbone.
Le persone che mangiano molto grano che cresce vicino a siti industriali possono
essere soggetti ad una più alta esposizione a selenio attraverso
l'alimentazione. L'esposizione a selenio attraverso l'acqua potabile può
aumentare quando il selenio derivante dalla deposizione di rifiuti pericolosi
finisce nei pozzi d'acqua. L'esposizione a selenio attraverso l'aria di solito
avviene soltanto sul posto di lavoro. Può causare stordimento, affaticamento e irritazione delle membrane
mucose. Quando l'esposizione è estremamente alta, può verificarsi accumulo di
liquido nei polmoni e bronchite.
L'assorbimento
di selenio attraverso gli alimenti è solitamente abbastanza elevata da
soddisfare le esigenze umane; carenza si verifica raramente.
Quando si
verifica carenza la gente può avvertire problemi muscolari e cardiaci.
Quando
l'assorbimento del selenio è troppo alto e' probabile che si manifestino
effetti sulla salute.
La
gravita' di questi effetti dipende dalle concentrazioni di selenio negli alimenti
ed ogni quanto tempo questo alimento viene mangiato. Gli effetti sulla salute
di varie forme di selenio possono variare da capelli fragili e unghie
deformate, a eruzioni, calore, gonfiore cutaneo e dolori forti. Quando il
selenio va a finire negli occhi le persone provano bruciore, irritazione e
lacrimazione.
L'avvelenamento
da selenio può diventare così grave che in alcuni casi può persino causare la
morte. Sovraesposizione a vapori di selenio può produrre accumulazione di liquido
nei polmoni, alito dell'aglio, bronchite, polmonite, asma bronchiale, nausea,
freddo, febbre, emicrania, gola irritata, alito corto, la congiuntivite,
vomito, dolori addominali, diarrea e fegato ingrossato. Il selenio è irritante
per occhi e sistema respiratorio superiore e un sensibilizzatore. La
sovraesposizione può provocare macchie rosse a unghie, denti e capelli. Il
diossido del selenio reagisce con l'umidità per formare acido di selenio, che è
corrosivo per pelle e occhi.
Carcinogenicità:
l'agenzia internazionale per ricerca contro il cancro (IARC) ha collocato il
selenio all'interno del gruppo 3 (agente non classificabile quanto alla sua
carcinogenicità per gli esseri umani.)
STAGNO:
E’ un
metallo morbido, flessibile, bianco-argento. Lo stagno non è facilmente
ossidato e non resiste alla corrosione perché è protetto da una pellicola di
ossido. Resiste alla corrosione di acqua distillata marina e di acqua di
rubinetto dolce e può essere attacato dagli acidi forti, alcali e sali acidi.
Lo stagno
e' applicato in varie sostanze organiche. I
legami organici dello stagno costituiscono la forma di stagno più pericolosa
per gli esseri umani. Malgrado il pericolo essi sono applicati in tantissime
industrie, come l'industria di vernici e l'industria di plastiche e in
agricoltura attraverso gli antiparassitari. Il
numero di applicazioni dei composti di stagno organico sta ancora aumentando,
nonostante siamo a conoscenza delle conseguenze dell'avvelenamento da stagno.
Gli effetti dei composti organici dello stagno possono variare. Dipendono dal
tipo di sostanza presente e dell'organismo che vi è esposto. Trietilstagno è il
composto organico dello stagno più pericoloso per gli esseri umani. Ha legami
idrogeno relativamente corti. Quando i legami a idrogeno diventano più lunghi
il composto di stagno diventa meno pericoloso per la salute umana.
Gli esseri
umani possono assorbire i legami dello stagno attraverso gli alimenti, la
respirazione ed attraverso la pelle.
L'assorbimento
dei legami si stagno può causare effetti acuti così come effetti di lunga
durata.
Gli
effetti acuti sono:
- Irritazione a occhi e pelle
- Mal di testa
- Mal di pancia
- Malessere e stordimento
- Forte sudorazione
- Assenza di respiro
- Problemi alle vie urinarie
Gli
effetti a lungo termine sono:
- Depressione
- Danni al fegato
- Malfunzionamento del sistema immunitario
- Danno ai cromosomi
- Scarsita' di globuli rossi
- Danni al cervello (causanti rabbia, disturbi al sonno, vuoti di memoria e mal
di testa)
DIOSSINA:
Fonti di diossina
Le diossine di per sé non rivestono alcuna utilità pratica, e non sono mai state un prodotto industriale. Sono tuttavia reperibili pressoché ovunque nell'ambiente: possono essere isolate nel tessuto adiposo di un animale dell’Antartide come nel terriccio di una foresta (Berry et al., 1993) . Ciò è dovuto alla elevata stabilità chimica e all'uso indiscriminato fatto nel recente passato di elevatissime quantità di prodotti chimici contaminati. In pochi decenni, centinaia di migliaia di tonnellate di PCB (bifenili policlorurati,) e PCP (pentaclorofenoli), contaminate da quantità variabili di diossine, sono state impiegate nell'industria (i bifenili come oli isolanti e termoconduttori nell’industria elettrica ed elettronica, i clorofenoli come additivi antimuffa nelle vernici e come impregnanti per il legno) e di conseguenza disperse in ambiente.
Il problema della presenza delle diossine nell'ambiente è molto più
complesso di quello che potrebbe sembrare ad un primo esame. Due dati sono
particolarmente significativi:
1) alcuni Autori sostengono che, sommando tutte le fonti conosciute di
diossine, si riesca a giustificare non più del 10% della quantità totale
stimata presente in ambiente (Meharg & Osborn, 1995);
2) le diossine possono essere rinvenute anche in strati geologici risalenti ad
epoche preindustriali, anche se in minime quantità. E’ probabile quindi che una
parte della diossina rinvenibile in ambiente possa avere avuto origine da fonti
non ancora chiaramente individuate, sia di origine antropogenica che naturale.
In effetti è stato dimostrato che le diossine si possono formare in molti
processi di combustione con presenza molto bassa, anche se non nulla, di
precursori clorurati (motori a combustione interna di auto, navi ed aerei,
stufe e caminetti domestici, incendi forestali).
Anche la fermentazione anaerobica da parte di alcuni micro organismi naturalmente presenti nell'humus sembra portare alla sintesi di quantità non trascurabili di diossine (Gribble, 1994). E’ comunque da sottolineare che la discussione scientifica sull’argomento dell’origine naturale delle diossine è vivissima ed ancora molto aperta: alcuni degli elementi a sostegno delle possibili origini naturali della diossina provengono da studi della multinazionale chimica Dow Chemical (Bumb et al., 1980), contestati nel metodo e nella sostanza (Kimble & Gross, 1980). Comunque sia, l'incuria e la superficialità dell'uomo sono le sole cause della elevata concentrazione di diossina riscontrabile nelle vicinanze di inceneritori tecnicamente obsoleti o mal funzionanti, come pure in corrispondenza di complessi industriali che non abbiano adottato severi mezzi di prevenzione e di trattamento dei reflui (inceneritori, cartiere, fonderie, raffinerie, impianti per la sintesi di materie plastiche) (W.H.O., 1989; U.S. EPA, 1994; Greenpeace, 1996). E’ un dato di fatto che l’andamento della concentrazione di diossine nei sedimenti lacustri e marini è temporalmente e quantitativamente correlato con la diffusione di composti clorurati industriali nell’ ambiente, piuttosto che l’utilizzo generalizzato del carbone come combustibile (Czuczwa et al., 1984a,b, 1985, 1986; Hagenmaier et al., 1986; Smith et al., 1992). Di conseguenza, pur essendovi delle concause, è l’uso indiscriminato dei prodotti di sintesi che ha contaminato l’intero pianeta con le diossine (U.S. E.P.A. - 1994).
Attualmente, bandito l’utilizzo dei più pericolosi organoclorurati dai processi industriali e dalle tecniche agronomiche, la fonte accertata maggiormente significativa di diossine consiste nei processi inefficienti di combustione, specialmente in presenza di elevate quantità di sostanze clorurate (basti pensare all'incenerimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti ospedalieri, caratterizzati dall'elevatissima percentuale di imballi e prodotti usa-e-getta in gran parte realizzati in PVC (Polivinile Cloruro). Gli impianti destinati alla termodistruzione di questi rifiuti lavorano spesso in condizioni tecniche inadeguate per carenze di progetto o di manutenzione. E' stato dimostrato come l'emissione di diossina da parte di un inceneritore possa dipendere in gran parte da inadeguati parametri di funzionamento e solo in seconda battuta dalla concentrazione di cloro nei materiali combusti. Per quanto riguarda il contributo dei motori a combustione interna, una recente indagine ha potuto verificare che i motori a ciclo Diesel di una nave portacontainer producono annualmente una quantità di diossina pari a 79 mg I-TEQ (Rapporto TNO 51115, 1992).
Cenni dell’impatto delle
diossine sugli animali e sull’uomo.
A causa delle loro proprietà, le diossine sono oggetto di fortissima attenzione da parte delle autorità sanitarie di molti Paesi e di organismi sovranazionali: qui di seguito sono elencati gli effetti internazionalmente riconosciuti causati da diossine.
La cloracne è stata storicamente la prima espressione clinica e patologica
collegata all’esposizione a diossine, descritta per la prima volta nel 1897 (Herxhaimer,
1899). Emerge come malattia occasionale tra i lavoratori addetti alla produzione
dei primi pesticidi negli anni ‘30, e tra i lavoratori degli impianti per la
sintesi dei bifenili policlorurati (PCB). Il primo incidente industriale,
ufficialmente registrato come causa di cloracne tra i lavoratori, risale al
L’effetto cancerogeno è stato ampiamente documentato negli animali da laboratorio in tutta la sua complessità (Kociba et al., 1978; Maronpot et al., 1993), anche se a rigore di termini la diossina non può essere considerata un cancerogeno completo. Infatti la diossina ed i suoi congeneri esplicano sicuramente una attività di promotori, tramite l’induzione di moltiplicazione cellulare e l’inibizione dell’apoptosi (effetti mediati dall’interazione con il recettore endocellulare AHR (Aryl Hydrocarbon Receptor): tuttavia, non sembrano in grado di esplicare di per sè una completa azione cancerogena. Sicuramente è accertato che l’esposizione alla diossina predispone fortemente le cellule alla trasformazione neoplastica. Attualmente la diossina è da ritenersi classificata come sostanza ad azione cancerogena di classe B1 “Probabile carcinogena per l’uomo in base ad informazioni limitate provenienti da studi sull’uomo e sugli animali” (U.S. E.P.A. Science Advisory Board, 1995). Nell’uomo, diversi studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione significativa tra l’esposizione a diossine e l’incremento di determinati tipi di tumore, come sarcoma dei tessuti molli, linfoma Hodgkin e non-Hodgkin, tumori tiroidei e polmonari, mesoteliomi (Flesch-Janis et al., 1995; Fingerhut et al., 1991; Bertazzi et al., 1989; Hardell et al., 1981;1988; Coggon et al., 1986; Bair et al., 1983; Axelson et al., 1980). Da notare che una ricerca le cui conclusioni portavano apparentemente ad una non correlazione tra esposizione a diossina e tumore (Zack & Gaffey, 1983), è stata basata su dati epidemiologici forniti dalla multinazionale chimica Monsanto risultati manipolati ad arte (Wanchinski, 1989), (Environmental Research Foundation, 1990).
Intossicazioni sperimentali con diossine su scimmie (uistiti) dimostrano ridotte capacità di apprendimento in soggetti giovani con livelli di accumulo tissutale pari a 42 ng/kg p.v. (Schantz et al., 1989). Tale effetto sembra correlato con l’azione perturbante della diossina sul metabolismo degli ormoni tiroidei nella madre e nel feto.
Diminuzione degli ormoni
sessuali maschili
Il livello di testosterone negli esseri umani di sesso maschile esposti al contatto con diossina è significativamente più basso rispetto ai controlli (Egeland et al., 1994). Il dato preoccupante è rappresentato dal bassissimo livello di accumulo al quale si manifestano i primi effetti, solo 17 ng/kg di diossine p.v., un valore facilmente rilevabile anche in persone non professionalmente esposte. La diossina è fortemente indiziata come causa della caduta di fertilità che affligge molte specie animali in questa seconda metà di secolo, attraverso una serie complessa di effetti dovuti all’azione simil-estrogenica di questa molecola (es. diminuzione della conta spermatica nel sesso maschile, endometriosi nel sesso femminile). Emblematica a questo proposito è la situazione delle specie animali ospitate nella zona dell’estuario del fiume San Lorenzo (Quebec), fortemente inquinata dalla diossina e dai suoi congeneri (Béland, 1996).
Un significativo incremento nell’incidenza di diabete è stato dimostrato in esseri umani con livelli di accumulo di diossina in un intervallo da 99 ng/kg p.v. a 140 ng/kg p.v., attraverso un monitoraggio durato oltre 20 anni su veterani della guerra del Vietnam (USAF, 1996).
Tossicità a carico del
sistema immunitario
Studi condotti su scimmie Rhesus hanno evidenziato alterazioni della serie bianca del sangue indicative di immunosoppressione, simili a quelle indotte dal virus HIV (Hong et al., 1989; Tryphonas et al., 1989); solamente 10 ng/kg di diossine p.v. sono sufficienti per rendere il topo più vulnerabile alle infezioni virali (Burleson et al., 1994). Si tratta di valori estremamente bassi, riscontrabili in gran parte della popolazione umana ed animale dei Paesi industrializzati.
Nonostante
i clamorosi episodi di contaminazione ambientale occorsi nel recente
passato, che hanno coinvolto numerosi animali da reddito e di affezione, disponiamo ancora di un numero limitato di
studi riguardo agli aspetti anatomopatologici legati all’azione delle diossine
sulla popolazione animale esposta. I reperti di queste indagini evidenziano
soprattutto gli effetti a carico del tessuto epatico (necrosi epatica
centrolobulare) e della cute (paracheratosi), accompagnati da atrofia del timo
e da una generalizzata deplezione del tessuto adiposo. Si dispone invece di un
gran numero di dati provenienti da intossicazioni sperimentali su animali da
laboratorio, che hanno messo in luce l’estrema complessità dell’interazione tra
diossine ed organismi animali, con effetti e conseguenze caratterizzati da
grande specificità in rapporto ad una serie di variabili (specie, razza, sesso,
età, fattori ereditari ed ambientali, via e veicolo di somministrazione ecc.).
L’interpretazione di questi dati è un argomento che alimenta un vivacissimo
dibattito che coinvolge ricercatori, autorità sanitarie, industrie ed
associazioni ambientaliste, viste le implicazioni socio-economiche che
comporterebbero dei provvedimenti politici radicali contro le diossine (ad
esempio l’eliminazione dal mercato di tutti i precursori organoclorurati). Un
aspetto però sembra incontrovertibile: le diossine ed i composti congeneri,
come i dibenzofurani ed i bifenili policlorurati, sono tra i rappresentanti più
tipici della classe dei cosiddetti contaminanti ambientali. Dette sostanze,
ampiamente diffuse nell’ecosfera, sono in grado di determinare effetti globali
sugli esseri viventi: in particolare si comincia a sospettare della capacità
delle diossine di interferire con gli equilibri ormonali di innumerevoli specie
animali, pericolo ancora più grande e subdolo rispetto al pur imponente potere
tossico esercitato a dosi comunque maggiori ed in modo quantitativamente e
qualitativamente differente da specie a specie (U.S. E.P.A. - 1994). Di
conseguenza, pur essendo una sostanza estremamente tossica, la diossina esprime
la sua massima pericolosità non in relazione ad eventi accidentali di
intossicazione acuta o subacuta, ma per la sua azione lenta e inesorabile sui
delicatissimi equilibri ormonali degli animali e nell’uomo. Naturalmente ciò
non significa che si debbano sottovalutare gli episodi di produzione o
dispersione localizzata di diossine, che possono portare a conseguenze gravissime,
come purtroppo si è più volte verificato in passato: attualmente, il pericolo
più immediato consiste, con tutta probabilità, nella contaminazione dei pascoli
e dei mangimi destinati all’alimentazione di bovini ed ovicaprini, da parte di
uno stillicidio di diossine provenienti da inceneritori, discariche, liquami
fognari usati come fertilizzanti, rifiuti tossici dispersi fraudolentemente (U.S.
E.P.A. - 1994). In questo modo si compie il ciclo delle diossine, che, prodotte
dalle attività umane, all’uomo ritornano come contaminanti del latte e delle
carni, accumulandosi di generazione in generazione.
FURANI:
Le diossine e i furani sono sottoprodotti della fabbricazione di altre sostanze chimiche, per esempio di pesticidi, o dell’incenerimento di rifiuti. I furani sono inoltre presenti come contaminanti nei PCB.
Le diossine e i
furani sono tossici già a basse concentrazioni. Attraverso il latte materno
vengono ad essere esposti a forti contaminazioni soprattutto i bambini, nei
quali queste sostanze provocano disturbi della crescita, del sistema
immunitario e di quello ormonale. Le
diossine influiscono inoltre sullo sviluppo di cellule tumorali. Nel
Impatto sanitario di diossine e
furani prodotte da processi industriali
Diossine e furani comprendono un
gruppo di circa 210 composti organici (detti congeneri), che differiscono per
posizione e numero delle molecole di cloro presenti nella struttura. La quasi
totalità delle diossine si formano come sottoprodotti indesiderati di diversi
processi industriali, quali la produzione di pesticidi e erbicidi, lo
sbiancamento della carta e la combustione di materia organica.
L'UNEP (programma ambientale delle
nazioni unite) identifica l'incenerimento dei rifiuti come la fonte principale
di emissione delle diossine seguito, per indicare alcuni esempi, dai
cementifici, dalla combustione di biomasse e dalla produzione di metalli ferrosi.
Fin dai primi anni'70 e con un
rinnovato interesse negli anni '90, le diossine risultano essere i composti
chimici più studiati in virtù del loro impatto sull'uomo e della loro capacità
di dispersione nel globo attraverso le correnti aeree.
Questi composti si trovano ovunque
nell'ambiente in aria, nel suolo, in acqua e nei sedimenti e raggiungono gli
organismi animali, in maggior percentuale, attraverso la catena alimentare ed,
in minor misura, per inalazione. Nell'uomo, diossine e PCB vengono assunti, per
circa il 90%, attraverso gli alimenti, soprattutto di origine animale (latte,
carne, pesce, molluschi e crostacei) e sono stati identificati nei tessuti
adiposi, nel sangue e nel latte materno in livelli superiori a quelli
documentati nel passato. In alcuni casi è stato possibile correlare l'aumento
di questi composti nell'organismo con la costruzione di un impianto di
incenerimento.
La presenza di diossine e PCB nel
cordone ombelicale e nella placenta (impatto prenatale) e nel latte materno
(impatto postnatale) solleva preoccupanti interrogativi sugli effetti,
soprattutto a livello neurocomportametale, che si potranno manifestare a
medio-lungo termine nelle generazioni future.
Le quantità di diossine e PCB assorbite attraverso il latte materno contribuiscono
all'accumulo di questi composti nell'organismo maturo; dallo studio si evince,
inoltre, che nelle donne la percentuale di accumulo è superiore a quella degli
uomini (14% contro 12%).
Lo IARC, agenzia internazionale
per la ricerca sul cancro, ha riconosciuto la diossina 2,3,7,8 TCDD come una
sostanza cancerogena per l'uomo. Le altre diossine inducono effetti diversi
sull'uomo a seconda del livello di concentrazione e dell'esposizione a breve o
a lungo termine a cui è sottoposto l'organismo.
L'esposizione per brevi periodi ad
alte concentrazioni di diossine porta ad eruzioni cutanee note come cloracne e
ad alterazioni delle funzioni epatiche. A esposizioni a concentrazioni di
diossine più basse per periodi di tempo lunghi, invece, si associano disturbi
al sistema immunitario (aumento delle allergie), riproduttivo (diminuzione del
numero di spermatozoi, aumento degli aborti spontanei), endocrino (alterazione
della funzione tiroidea, endometriosi) e a quello nervoso.
Impatto sanitario dei metalli a seguito incenerimento
A seguito dell'incenerimento, i
metalli pesanti presenti nei rifiuti in entrata, come piombo, cadmio, mercurio,
arsenico e cromo si ritrovano in uscita sotto diverse forme: emessi dai camini
dell'inceneritore allo stato gassoso o in associazione a particelle minuscole,
oppure come contaminanti presenti nei rifiuti solidi prodotti da un
inceneritore, quali ceneri e scorie.
Negli ultimi dieci anni sono state
acquisite nuove conoscenze sugli effetti dell'esposizione umana al piombo.
Molte indagini sono state condotte come conseguenza dell'impatto del traffico
automobilistico. La prima campagna di sorveglianza biologica della popolazione
contro il rischio di saturnismo (intossicazione da piombo e derivati), basata
sulla presenza di questo metallo nel sangue (piombemia), è stata condotta in
Italia a partire dal 1979. La seconda campagna, avviata nel periodo fra il 1992
e il
L'impatto sanitario del piombo è
legato ad effetti a carico di diversi sistemi, fra cui quello nervoso
(diminuzione quoziente intellettivo, aumento della distrazione e
dell'impulsività), cardiocircolatorio (anemia, diminuzione della sintesi di
emoglobina), urinario e riproduttivo. Di particolare interesse è l'effetto che
interessa lo sviluppo cognitivo e comportamentale dei bambini, anche a basse
concentrazioni (Allsopp M. et al. 2001). Rimane un problema ancora aperto
l'eventuale azione mutagena e cancerogena del piombo.
Per il cadmio e per il cromo vi è
una sufficiente evidenza di cancerogenicità negli organismi animali e per il
cadmio sono stati documentati una serie di effetti avversi sul sistema
cardiocircolatorio (ipertensione, malattie cardiache), urinario (proteinuria,
disfunzioni renali) e respiratorio (tracheobronchiti, edema polmonare)
Dati conclusivi dell’indagine sperimentale condotta da
esperti
L'indagine sperimentale condotta da
esperti, dimostra la presenza di concentrazioni allarmanti di diossine e di
piombo nel latte vaccino raccolto in prossimità di impianti di incenerimento. Il latte rappresenta, per buona parte della popolazione
italiana, uno dei prodotti alimentari di maggior consumo ed è quindi necessario
monitorare la sua qualità al fine di tutelare la salute dei consumatori. I
risultati delle varie analisi, seppur limitate nel numero, fanno temere la
presenza sul mercato di prodotti caseari con concentrazioni superiori ai limiti
di legge.
Greenpeace ritiene impellente, da parte degli organi statali
preposti (Ministero dell'Ambiente, ARPA e ASL), la predisposizione di un'indagine analitica su tutta l'Italia, allo scopo
di analizzare un numero cospicuo di campioni di latte
e di valutare le concentrazioni dei composti rilasciati dagli inceneritori.
Gli esperti, autori dell’indagine
chiedono che ogni forma d’incenerimento, in quanto una delle principali fonti
di emissione di diossine, debba essere messa al bando, in virtù del:
:: "Principio
Precauzionale", secondo cui si devono prevenire le emissioni di sostanze
contaminanti anche in assenza di prove definitive sulla probabilità del danno;
:: Convenzione di Stoccolma sui POP, gli inquinanti organici persistenti per
cui, a maggio
:: Salvaguardia dell'ambiente e quindi della salute pubblica;
:: Ingenti investimenti economici necessari alla realizzazione di un impianto a
fronte di una bassa efficienza di recupero energetico;
:: Tempi di realizzazione di un inceneritore che non possono far fronte
all'attuale emergenza rifiuti.
Riteniamo necessaria una radicale
revisione del sistema di gestione dei rifiuti, orientando il sistema verso
obiettivi progressivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio, a favore di
misure e tecnologie che:
:: Promuovano il riutilizzo degli
imballaggi (bottiglie e contenitori) e dei prodotti (componenti elettroniche,
elettriche ecc.);
:: Incentivino il comparto del riciclaggio, attraverso provvedimenti che
stabiliscano quantità specifiche di materiali riciclati negli imballaggi e nei
prodotti, ed il sistema di raccolta differenziata;
:: Eliminino progressivamente i materiali che non possono essere riciclati o
compostati con sicurezza alla fine del loro ciclo di vita (come le plastiche) e
che vengano sostituiti con materiali ambientalmente sostenibili.;
:: Eliminino materiali e prodotti che aumentano la produzione di sostanze
pericolose. Tali prodotti includono materiale elettronico, metalli e prodotti
come il PVC;
:: Siano più efficienti in termini di impiego di materie prime, energia e di
riduzione dei rifiuti prodotti.
LE SOSTANZE TOSSICHE NEI PRODOTTI DI USO
QUOTIDIANO
ED I LORO EFFETTI SULLA SALUTE:
Vengono considerati tossici
tutti quei preparati e quelle sostanze che per inalazione, ingestione o
penetrazione attraverso la pelle possono comportare rischi gravi, acuti o
cronici, ed anche la morte causando delle lesioni anatomiche o funzionali e dei
disturbi reversibili o irreversibili dei normali processi fisiologici. Sono nocivi quelli che possono comportare rischi di
gravità limitata.
Gli effetti delle sostanze tossiche e nocive possono essere generali o
localizzati, sulla base delle proprietà chimiche e fisiche delle sostanze, a
seconda del tempo di esposizione, della dose assorbita, della modalità di
introduzione nell’organismo e delle condizioni fisiche della persona esposta.
In ogni caso molti tossici vanno a colpire principalmente degli organi ben
specifici che, per questo motivo, vengono definiti organi o tessuti bersaglio.
Sulla base degli effetti prodotti da questi agenti tossici si distinguono così
le epatotossine, le neurotossine, le immunotossine, le tossine cardio-muscolari
e quelle che colpiscono il sistema respiratorio, quello riproduttivo, la pelle,
i reni, la tiroide, il sangue, ecc.
La maggior parte
delle sostanze pericolose, presenti sul mercato e usate quotidianamente, non
sono mai state valutate in modo adeguato in relazione alla sicurezza umana e a
quella ambientale.
Ad una conferanza stampa al
ristorante di Bacolod nella città di Quezon, Francis De la Cruz, sostenitore di
"toxics di Greenpeace Asia sudorientale", ha rivelato che gli estèri
di ftalato ed i muschi sintetici—due prodotti chimici artificiali tossici—sono
contenuti in parecchi profumi. Questi
prodotti chimici sono conosciuti per essere dannosi alla salute e possono
causare danni irreversibili una volta che hanno penetrato il corpo inalandoli o
attraverso la pelle e questo avvelenamento non è acuto ma bensì cronico, queste
sostanze chimiche rimangono nel nostro sistema e si accumulano nei tessuti
grassi degli organismi viventi. Lo ftalato è stato riconosciuto per avere
effetti dannosi sul DNA, sullo sperma, sui polmoni, sul
fegato e sui testicoli.
Gli agenti inquinanti più pericolosi sono quelli che
provocano mutamenti delle strutture fondamentali dell’organismo: le cellule. I livelli di concentrazione e di esposizione
che l’organismo umano è in grado di tollerare sono poco conosciuti; di
conseguenza risulta difficile valutare quando si va incontro a “un rischio
senza ritorno”. Alcune sono facilmente riscontrabili nei materiali edilizi: formaldeide, xilolo, toluolo, benzolo, cloro-benzolo, fenolo, e
antiparassitari, Radon ed suoi prodotti di decadimento:
E' una realtà che molti produttori usano determinati ingredienti chimici perchè sono economici e danno l'illusione di eseguire correttamente il loro compito.
Da analisi svolte nel sangue umano e nel tessuto adiposo
sono state trovate più di 400 sostanze chimiche tossiche.
Oggi, secondo The American Cancer Society, una persona su tre ha il cancro (non sono dati italiani, ma credo non
siano molto diversi da questi). Quanti di questi tumori o altre gravi malattie
sono collegati all'esposizione a sostanze chimiche?
La seguente è una lista degli ingredienti che sono stati
indicati come dannosi alla salute, sono contenuti in molti prodotti per la cura
della persona e della pelle. Anche in prodotti di marche molto costose. Il loro
nome viene indicato senza traduzione, così come è scritto sulle etichette.
Alcohol (Isopropyl): come solvente e denaturante (una sostanza tossica che modifica le qualità naturali di un'altra sostanza), l'alcohol si trova nelle tinture leggere per capelli, creme per le mani, dopobarba, profumi e molti altri cosmetici. E' una sostanza derivata del petrolio ed è usata anche come antigelo e come solvente. Secondo il dizionario degli ingredienti dei cosmetici, l'ingestione può causare emicrania, capogiri, depressione mentale, nausea, vomito, narcosi e coma.
DEA (diethanolamine), MEA (monoethanolamine) e TEA (triethanofamine). DEA e MEA sono di solito elencate sulle etichette assieme al composto neutralizzato, così cerca nomi come Cocamide DEA o MEA, Lauramide DEA e così via. Sono composti chimici conosciuti per formare nitrati e nitrosamine (agenti causa-cancro). Sono usate quasi sempre in prodotti che fanno schiuma, inclusi bagnoschiuma, shampoo, saponi, ecc. Applicazioni ripetute di prodotti a base DEA hanno provocato una maggiore incidenza dei tumori al fegato e rene (Dott. Samuel Epstein, Univ. Illinois). All'università di Bologna dei test hanno trovato che i TEA sono i sensibilizzatori usati più frequentemente nei cosmetici, gel, shampoo, creme, lozioni, ecc.
Coloranti: secondo il dizionario degli ingredienti dei cosmetici, "....molti coloranti provocano sensibilità e irritazioni alla pelle..... l'assorbimento di certi colori può provocare esaurimento di ossigeno nel corpo e morte." Su una rivista: ...i coloranti che sono usati nei cibi, medicinali e cosmetici, sono ottenuti dal catrame di carbone." Ci sono molte controversie rispetto il loro uso, comunque studi sugli animali hanno dimostrato che sono quasi tutti agenti cancerogeni.
Profumi: molti deodoranti, shampoo, creme solari, creme per la pelle e il corpo, prodotti per bambini contengono profumi. Molti dei componenti dei profumi sono cancerogeni o altrimenti tossici. La voce profumi in un'etichetta può indicare la presenza fino a 4000 diverse sostanze. Quasi tutte sono sintetiche. I sintomi riportati sono: emicrania, capogiri, eruzioni cutanee, scolorimento della pelle, tosse violenta e vomito e reazioni allergiche della pelle. Osservazioni cliniche hanno dimostrato che l'esposizione a certe fragranze può avere effetti sul sistema nervoso centrale, causando depressione, iperattività, irritabilità e altri cambiamenti del comportamento.
Mineral oil: usato in molti prodotti per la cura personale, l'olio per bambini è 100% mineral oil, questo ingrediente riveste la pelle come una pellicola di plastica, disgregando la barriera naturale della pelle ed impedendo la sua capacità di respirare ed assorbire l'umidità e i nutrienti. Come maggior organo per l'espulsione, è vitale che la pelle sia libera di liberare le tossine. Ma l'olio minerale impedisce questo processo, permettendo alle tossine di accumularsi, così da provocare acne e altre malattie. Rallentando le funzioni della pelle e il normale sviluppo delle cellule, si ottiene un suo prematuro invecchiamento.