Tempi Moderni
Scienze
Dossier campi elettromagnetici prima parte
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| Scritto da Giuseppina Di Costanzo | |
| lunedì 02 aprile 2007 | |
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Una trattazione approfondita riguardo telefonia cellulare e frequenze in uso Con questo primo articolo si apre un dossier sui campi elettromagnetici con una più approfondita trattazione riguardo la telefonia cellulare e le frequenze in uso. ![]() Antelle cellulari. Foto: Giadanet.it Come funziona il telefono cellulare? ![]() Telefonii: da Tacs a Gsm. Foto Giadanet I telefonini sono delle piccole ricetrasmittenti che trasmettono un segnale tra l’apparecchio ed una stazione fissa detta radio-base. Questo segnale è un’onda elettromagnetica che ha una determinata frequenza. Il campo di copertura di una stazione radio-base è chiamato “cella di trasmissione” (per questo telefono “cellulare”) e di solito è costituita da più antenne. Le dimensioni di ogni cella dipende principalmente dal numero previsto di utenti, infatti ciascuna cella può gestire un determinato numero di chiamate. Non appena il numero di telefonate effettuate superano questa soglia, è necessario installare altre stazioni radio-base. Ed è così che il numero delle stazioni aumenta costantemente sopratutto nelle aree urbane, dove il raggio di azione medio di una cella è di poche centinaia di metri, mentre nelle zone rurali, per il numero minore di chiamate una cella può coprire svariati chilometri. Per la trasmissione delle telefonate si utilizza un segnale analogico o digitale. Il sistema analogico (TACS) è stato il primo usato e, ormai, è sempre meno diffuso. Nella trasmissione digitale si usa il sistema GSM, a 900 o 1800 MHz di frequenza e, di ultimissima generazione, il sistema UMTS. C’è da dire che anche i cordless, apparecchi da rete fissa senza filo, hanno lo stesso principio di funzionamento. Ogni cellulare quando è acceso invia ad intervalli regolari (o quando passa da una cella all’altra) un codice di riconoscimento, in modo che il calcolatore centrale sappia sempre in quale cella si trova l’utente. Così ogni chiamata viene inoltrata automaticamente dalla cella dell’utente che chiama a quella del destinatario. Se l’utente è in movimento e sta conversando, esiste una centrale di smistamento che passa la chiamata da una cella alla successiva, senza che il collegamento si interrompa. Commenti (1)
![]() scritto da Spider Man, aprile 04, 2007
Bene era ora che cominciassimo a parlare dei rischi legati all'uso dei cellulari: peggio delle sigarette!
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