Dopo il trionfo avignonese della sua crudelissima "Divina Commedia", Romeo Castellucci, anima della Societas Raffaello Sanzio, è tornato in Italia con la sua famiglia di teatranti per fare il bis delle lodi che in Francia lo fanno considerare un maestro delle scene moderne.
Quelle stessa stima i francesi la riversano, e non solo per luce riflessa, sulla figlia Teodora: con la sua prima pièce, "A elle vide", ha conquistato prima Marsiglia e poi il pubblico italiano, in una tournée che fra Torino e Sant'Arcangelo è passata per il festival trentino Drodesera.

Romeo Castellucci, pater di tanta familias, racconta:
«Tutti i miei figli sono cresciuti respirando teatro. Per loro il teatro è stato un ambiente prima ancora che un mondo, prima ancora che un linguaggio».

Genesi from the Museum of Sleep 1999:
Agata, Sebastiano, Demetrio, Cosma Castellucci,
Photo by Romeo Castellucci

Oltre a Romeo, nella Raffaello Sanzio ci sono la sorella Claudia e la moglie Chiara Guidi. Il resto della famiglia è composto da Teodora (20 anni), Demetrio (19 anni), Agata (17 anni), Cosma (15 anni), Sebastiano (13 anni) ed Eva (12 anni).
La figlia Teodora afferma:
«Non abbiamo mai avuto una spiegazione: era come mangiare e bere. Anche se si faceva molta fatica, se erano ritmi molto duri, era così con tutta la serenità del mondo. Anche nel mio nuovo lavoro, "Ken Keen King", io e Agata spesso ci diciamo che è veramente un gioco».
Un gioco a cui partecipa anche Demetrio, che degli spettacoli di Teodora - che oggi ha una compagnia sua, la Dewey Dell - cura musiche e luci.
No, non deve essere stata un infanzia comune quella vissuta sul carro di Tespi della famiglia Castellucci e a tal proposito la primogenita Teodora Castellucci dice:
«Gli spettacoli erano come dei fratelli gemelli di cui dai per scontata l'esistenza, non ho mai avuto gelosie. Quando ero piccola mi inventavo che mio padre facesse il veterinario, ma penso che succeda a tutti i bambini in tutto il mondo... Vivevamo con il terrore che le loro maestre venissero ai nostri spettacoli».

Romeo e Claudia Castellucci hanno presentato un volume dedicato a quel monumentale ciclo drammatico che è la loro "Tragedia Endogonidia", realizzata in 11 spettacoli tra il 2002 e il 2004. "Itinera", appena edito in Francia dalla Arles-Actes Sud con il sostegno della Societas, della Centrale di Fies e del Festival di Avignone, contiene un testo di Romeo e un diagramma di Claudia Castellucci che ripercorre con rigore tassonomico l'intero ciclo. Il volume è a cura di Enrico Pitozzi e Annalisa Sacchi, le belle foto sono di Luca del Pia.
La Tragedia Endogonidia era iniziata il 25 gennaio del 2002 per concludersi (o solo trasfigurarsi) il 22 Dicembre 2005 sempre nella città di Cesena, dove Romeo Castellucci regista, Chiara Guidi, drammaturga, e Claudia Castellucci avevano costituito il nucleo artistico della Societas Raffaello Sanzio nel lontano 1981.Questo gruppo teatrale è uno dei gruppi di punta della sperimentazione teatrale italiana, fra i più noti e richiesti all'estero.

Romeo Castellucci nasce nel 1960 a Cesena. Si diploma in Scenografia e in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna. A vent’anni compie le sue prime esperienze di regia teatrale. Nei primi anni '80 condivide l’interesse per il teatro con la pittura.
Da allora realizza numerosi spettacoli come autore, regista, e creatore delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi. Noto in Italia e in molti Paesi del mondo come autore di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale, ha anche scritto diversi saggi di teoria della messa in scena, che percorrono il cammino del suo teatro. Le sue regie, infatti, propongono linee drammatiche non soggette al primato della letteratura, facendo del teatro un’arte plastica, complessa, ricca di visioni.

Questo ha sviluppato un linguaggio comprensibile in tutto il mondo, come possono esserlo la musica, la scultura, la pittura e l’architettura.
Ciò non ha impedito a Romeo Castellucci di misurarsi con alcuni testi della tradizione drammaturgica, anche se il suo approccio non è quello dell’applicazione, ma dell’interrogazione del testo.
È stato anche autore del cortometraggio "Brentano" (b/n, 35 mm. 25') che ha partecipato al Festival di Locarno del 1997 e dei video "Romolo und Remo", "I Miserabili", "Martyrion", "Interferon", ed "Epitaph". Ha partecipato a numerose discussioni di teoria del dramma e a conferenze nei principali centri teatrali europei e in alcuni atenei; è autore di numerosi articoli su riviste di drammaturgia e di arte e anche autore di diverse opere.

L'orientamento dell'intera opera della Societas Raffaello Sanzio è la concezione di un teatro inteso come arte che raccoglie tutte le arti, per una comunicazione diretta (e indiretta) a tutti i sensi e in tutti i sensi del nostro apparato sensoriale.
La grande struttura degli impianti visivi e sonori si avvalgono sia del vecchio artigianato scenografico teatrale, sia delle nuove tecnologie digitali, creando una drammaturgia che va dalla musica, alla poesia e alla letteratura mettendo sempre in primo piano un impatto visivo sconvolgente, derivato dalla stimolazione della percezione visiva che rimane sempre e comunque umana, quindi mortale e non codificabile a priori.
>Dopo i primi spettacoli autografi, tra cui Santa Sofia-Teatro Khmer (1986), l’interesse cade sul ciclo mitico mesopotamico: La discesa di Inanna (1989) e Gilgamesh (1990) e su quello egizio con Iside e Osiride (1991). Si arriva poi alle opere più recenti come Amleto, la veemente esteriorità della morte di un mollusco, Orestea (una commedia organica) (1995), Giulio Cesare (1997), Genesi, from the museum of sleep (1999), la sinfonia istantanea Voyage au bout de la nuit (1999), Il Combattimento (2000), opera di teatro musicale da Claudio Monteverdi e dal compositore contemporaneo Scott Gibbons, che a partire da questi anni diventerà un punto di riferimento fisso per l'opera musicale della compagnia..